A-F-R-O and MotionPlus – Frequencies

Voto: 4

In tempi notoriamente cupi per la formazione di nuove leve dedite alla preservazione delle peculiarità originarie del Rap, un filo di speranza di consistente spessore era stato gettato, oramai dieci anni fa, da James Gutierrez, allora diciannovenne californiano destinato a far parlare di sé che, dopo aver vinto un contest organizzato da R.A. The Rugged Man, si era fatto notare per possedere qualità metriche molto al di sopra della media. La stazza imponente e il faccione contraddistinto da un sorriso permanente l’avevano reso immediatamente riconoscibile; il resto lo facevano l’aspetto da nerd e la capigliatura scompigliata, completando l’immagine dell’artista divenuto famoso come A-F-R-O (All Flows Reach Out), proiettato immediatamente sulla mappa dell’underground, a maggior ragione dopo un esordio col botto, “Afro Polo“, confezionato congiuntamente al nostro produttore canadese preferito. Il livello delle attese si è inevitabilmente alzato, il giovane aveva dimostrato di possedere stoffa da vendere a pacchi, uno studente vero del flow, del liricismo puro e complesso, un vero prodigio, considerato che all’epoca della collaborazione con Marco Polo non aveva nemmeno spento le venti candeline. Ciò che è seguito, in un certo senso, non si è mai avverato, certo non per mancanza di continuità: James aveva collezionato featuring di prestigio ed EP interessanti, tuttavia senza dare l’impressione di essere in procinto di costruire una discografia solida, vista anche l’esigua durata dei suoi lavori. Insomma, mancava un album che si potesse definire tale.

L’incontro con MotionPlus porta con sé significati molto particolari e, a risultati verificati, dalle conseguenze molto intriganti per il futuro di un talento cristallino. Due mondi vicini e allo stesso tempo distanti, accomunati dalla passione per il Rap fatto dai veri artigiani del settore, quelli che non hanno mai ceduto alle lusinghe del materialismo e della ricchezza in nome dell’artform pura, seppur divisi da un consistente gap anagrafico. William Sterns, figlio degli anni settanta e quindi cinquantenne in ottima forma lirica, è stato difficilmente notato al di fuori dei confini dell’Illinois, nonostante una gavetta che ha condotto a diverse uscite, sia soliste che in gruppo con gli Scribbling Idiots, formazione di Christian Rap. Spiritualità alla base di tutto, dunque, senza mai cadere nella predica scontata: solo una maggior capacità d’introspezione e comprensione verso i problemi vissuti personalmente, generati da una crescita disagiata e instabile, oltre allo sviluppo di una metrica che, per come la si sente oggi, deriva da un notevole accumulo di esperienza.

“Focus” e “Antiquity” sono la naturale conseguenza dell’unione tra un veterano folgorato sulla via di “Planet Rock”, uno che col Rap c’è cresciuto e ci si è curato, e un ragazzo che si è invece appassionato alla Cultura studiando Rakim, agendo in maniera totalmente contraria rispetto ai coetanei, riscoprendo il glorioso passato del genere un po’ alla volta. “Frequencies“, la più recente delle collaborazioni del duo, non solo regala la giusta luce a uno dei tanti talenti passati sotto il radar dell’underground stesso, ma potrebbe persino rappresentare l’evoluzione definitiva del talentuoso James, offrendogli l’opportunità per creare un tassello importante nel quale lavora anche su altri aspetti, ovvero la produzione e lo scratch, aggiungendo altre due dimensioni a una valigia già di per sé capiente. A-F-R-O dimostra ripetutamente di saper uscire dal perimetro di freestyler classico ampliando lo spettro tematico del suo operato lirico, facendolo con la consueta ricchezza di termini ricercati, unita alla facilità nel tessere doppie rime multisillabiche; gli è probabilmente d’aiuto il confronto con un MotionPlus che dimostra una personalità affine, contornata da una bontà d’animo che non lesina di attaccare quando serve attestare il proprio valore tecnico. Nonostante ci si soffermi a parlare di aspetti familiari (“Da Family”), o si citino i testi sacri affettando magistralmente riferimenti biblici su archi che paiono anticipare un’apocalisse, il tutto è ben bilanciato dalla presenza di pezzi da guerra come “Labor Of Fruit”, onirico loop fornito da Bobcatt The Legend su una gustosa batteria, condito da una maestria lirica che, nonostante le apparenze bonaccione, rende A-F-R-O assai temibile se la si mette sul piano della competizione, come avvalorato dalla strofa al vetriolo sfornata per “Mad Scientists”, altro materiale da incorniciare.

MotionPlus mostra un dinamismo calmo senza rinunciare all’invettiva misurata, polemizzando spesso contro i falsi valori della società americana odierna e tramutando il tutto in metafore su cui il più giovane collega sguazza, come nel caso della deliziosamente orchestrale “Sleepwalkin’”, accennando spesso a riflessioni determinate dalle sue esperienze personali. E’ il caso di “Welcome 2 Reality”, l’unica produzione firmata in proprio, la quale si integra alla perfezione nelle intenzioni generali e spicca già dopo pochi ascolti tra i migliori momenti della scaletta. Nonostante la proliferazione di tematiche affrontate con positività e spiritualità, i testi di MotionPlus non difettano nel fornire evidenti attestazioni di validità, confezionando prove solitarie più che convincenti come “Documented”, che unitamente alla combinazione tra chitarra e piano operata da James plasma un banger d’effetto immediato, in una delle tante tracce nelle quali lo scratch perde la sua riduzione a comparsa e diviene nuovamente attore primario.

E qui risiede uno dei temi più interessanti dell’album: se l’attrezzatura lirica del ragazzone è oramai nota, l’aspetto più sorprendente resta il suo fiuto per il sample, le idee sono chiare nella direzione e pregevoli nell’esecuzione – basti sentire la grassa intro possente e ricca di graffi – formando un’esperienza d’ascolto che non manca di esaltare gli affezionati alle ambientazioni polverose. La tesi è corroborata dalla scorrevolezza generale di un disco che lo vede autografare ben dodici dei sedici beat, tra i quali spiccano il giro di piano di “Obstacle Course”, una delle strofe più biografiche di MotionPlus, ed episodi determinanti come “Foundational” (occhio alla strofa di StrataG), un’infettiva strumentale da dieci e lode la quale prova che il buon vecchio boom bap spara ancora pallottole letali. “Clutch Of Death”, eccellente, dimostra la costante efficacia tra le similitudini dell’uno e le metafore dell’altro, mentre i violini scandiscono un’aria malinconica, dove il significato vitale del Rap si fonde con l’umidità delle nebbie di trascorsi difficoltosi.

Il fatto che A-F-R-O sia naturalmente motivato a creare testi più mirati è comprovato da “Building 7”, una dedica al quarto di secolo trascorso dall’abbattimento delle Twin Towers scritta con brutale onestà e aria di cospirazione, nella quale ingrana le marce alte su una ritmica invitante nell’affrontare vortici lirici di pregio (<<wise up, tie your boots, find the truth in the soil/to find the proof, provide the food for the truth and the loyal/but not to find the mad scientist disguised as medicine makers/with their alliance and eyes on Benjamin Franklins>>). “Flowers”, appartenente a un terzetto conclusivo meno incisivo, gli permette di sviluppare l’argomento intrecciando rime attinenti al titolo utilizzando un dizionario generoso, nonostante il fastidioso ritornello di Alyssa Jane spezzi l’ideale tensione mantenuta sino a quel momento. Il tocco di Stu Bangas è infine riconoscibile su “That Feelin'”, quasi una voce fuori dal coro, unica occasione nella quale le strofe risultano meno interessanti, in qualità di omaggio alla Cultura che poco aggiunge a quanto si sia già sentito sul tema.

L’attrattiva di “Frequencies” non risiede nella necessità di conferme del valore tecnico di A-F-R-O, ma nella comprensione della sua progressione nel trasformare un talento precoce in una proposta artistica completa. L’incontro con MotionPlus sembra avere un peso determinante, apportando una sensazione di equilibrio e un modo di dialogare che annulla la notevole distanza generazionale. Un disco coerente e concentrato come questo potrebbe davvero rappresentare la chiave di volta della carriera di James Gutierrez, mantenendo la promessa degli esordi e ampliando gli orizzonti di un artista, non solo rapper, che sta dimostrando di aver trovato la sua strada verso la completezza che stava cercando.

Tracklist

A-F-R-O and MotionPlus – Frequencies (FRO Thizzle Productions 2026)

  1. Frequencies (Intro)
  2. Sleepwalkin’
  3. Da Family
  4. Labor Of Fruit
  5. Documented
  6. Building 7
  7. Obstacle Course
  8. Mad Scientists
  9. Foundational [Feat. StrataG]
  10. Get On Down
  11. Biblical [Feat. Elena Charis]
  12. Welcome 2 Reality
  13. Clutch Of Death
  14. Flowers [Feat. Alyssa Jane]
  15. That Feelin’
  16. Kill Switch [Feat. EKYM1536 and Emsee Prospekt]

Beatz

  • A-F-R-O: 1, 2, 3, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14, 16
  • BobCatt The Legend: 4
  • Counterphit: 6
  • MotionPlus: 12
  • Stu Bangas: 15

Scratch

All scratches by A-F-R-O except on track #15 by SKAMM

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