3rd Bass – The Cactus Album

Voto: 4

TheCactusAlbumVerso la fine degli anni ottanta, la Def Jam si trovava nel bel mezzo di una disputa economica con il proprio gruppo di punta, i Beastie Boys, i quali ruppero il contratto siglato a suo tempo e si accasarono presso la Capitol Records per cominciare a lavorare su “Paul’s Boutique”, il seguito del multi-milionario “Licensed To Ill”. Ma i 3rd Bass che c’entrano con questo? Beh, è proprio in questo frangente che fanno effettivamente il loro ingresso in campo in qualità di ultima scoperta di Russell Simmons, proponendosi come duo caucasico (Prime Minister Pete Nice ed Mc Serch) e con un deejay di colore (Richie Rich), il che, unito all’essere newyorkesi fino al midollo, rappresentava esattamente il background ideale per rimpiazzare la grande perdita che l’etichetta discografica aveva appena sofferto. Nonostante potessero essere confusi come due semplici bianchi che tentavano di copiare mettendo pericolosamente le mani nella cultura dei fratelli, i due ne sapevano più di quanto si potesse presupporre: Pete conduceva da tempo uno show radiofonico improntato sull’Hip-Hop, mentre Serch era veterano di numerose mc battles e si era misurato con successo contro numerosi avversari in locali storici della scena di New York, guadagnandosi rispetto e fama locale. Da lì alla pubblicazione del loro disco di debutto il passo fu breve.

“The Cactus Album” rappresentava un qualcosa di molto audace, prodotto com’era mutuando le sue sonorità da una grande varietà di generi musicali diversi i cui campioni spaziavano dal Blues al Pop Elettronico, miscelati e posti in sequenza con evidente perizia tecnica dal vulcanico Sam Sever in collaborazione con assi del calibro di Prince Paul e Bomb Squad. Il biglietto da visita del gruppo era sicuramente stato “The Gas Face”, singolo pubblicato appena prima dell’album e strutturato su un famoso sample di Aretha Franklin (che funse da rampa di lancio pure per i KMD e il futuro MF Doom), la cui b-side si rivelò essere un’altra bomba colossale. “Wordz Of Wizdom”, rumorosa come la metro che sfreccia sui binari a breve distanza, divenne popolare grazie a una doppia veste che manteneva in entrambe le versioni la propria consistenza, traccia già favolosa nella versione originale e addirittura ipnotica nel remix costruito sulla “Never Let Me Down Again” dei Depeche Mode. Tuttavia, le due hit istantanee dei 3rd Bass non sono certo le uniche che si possano ricordare, “The Cactus Album” è un disco di grande consistenza e solidità, composto da numerosi altri episodi degni di nota. Pete e Serch interagiscono al microfono con grande chimica, scambiandosi versi come se fossero ganci destri, esercizio più che riuscito nella notevole “Steppin’ To The A.M.”, inventano esilaranti doppi sensi come nel caso di “Oval Office”, raccontano con successo l’ambiente e le persone di tutti i giorni mettendoci un minimo di serietà in “Product Of The Environment” e “Brooklyn-Queens”, quest’ultima altro singolo di discreto successo.

I 3rd Bass, quindi, non sono lì solamente a prendersi il posto dei Beasties presunti traditori, presi di mira per tutta la durata di una “Sons Of 3rd Bass”, che pare scritta più che altro da Russell Simmons, si dimostrano invece a proprio agio nel tenere saldo il microfono anche uscendo dal goliardico, sia che si tratti di trasmettere oscurità ed intimidazione come in “Triple Stage Darkness”, sia che si tratti di costruire un pezzo autocelebrativo utilizzando metafore sul basket come in “Soul In The Hole”, elementi che ne attestano a pieno titolo l’appartenenza ad un palcoscenico a loro potenzialmente precluso. Il tutto è asseverato dal fatto che “The Cactus Album” fu concepito e realizzato con grande ingegnosità, registrato con un’avanguardia nel campionare davvero encomiabile, e fu solo in parte penalizzato da un eccesso di umorismo talvolta troppo fine a se stesso, come accade in “Flippin’ Off The Wall Like Lucy Ball”, o da episodi troppo ripetitivi (“The Cactus”), decisamente lontani dalla qualità espressa nel complesso.

Fu un successo con il quale un tipo castano con i capelli ricolmi di gel che si aggirava accompagnato da sigaro e bastone, un buffo ballerino di breakdance con gli occhialoni ed una pettinatura da b-boy di colore e un deejay che affettava dischi con la precisione di un laser, fecero breccia in un pubblico sospettoso, non facile da conquistare. Un risultato non da poco.

Tracklist

3rd Bass – The Cactus Album (CBS Records/Def Jam Recordings 1989)

  1. Stymie’s Theme
  2. Sons Of 3rd Bass
  3. Russell Rush
  4. The Gas Face
  5. Monte Hall
  6. Oval Office
  7. Hoods
  8. Soul In The Hole
  9. Triple Stage Darkness
  10. M.C. Disagree
  11. Wordz Of Wizdom
  12. Product Of The Environment
  13. Desert Boots
  14. The Cactus
  15. Jim Backus
  16. Flippin’ Off The Wall Like Lucy Ball
  17. Brooklyn-Queens
  18. Steppin’ To The A.M.
  19. Episode #3
  20. Who’s On Third
  21. Wordz Of Wizdom (II)

Beatz

  • Prime Minister Pete Nice: 1, 3, 7, 13, 15, 17, 19
  • Prime Minister Pete Nice and Sam Sever: 2, 5, 8, 9, 10, 11, 20, 21
  • Prince Paul with the co-production by 3rd Bass, M.C. Serch and Prime Minister Pete Nice: 4
  • Eric “Vietnam” Sadler, Hank Shocklee and Keith Shocklee with the co-production by 3rd Bass, M.C. Serch and Prime Minister Pete Nice: 6, 18
  • Prime Minister Pete Nice, Sam Sever, 3rd Bass and M.C. Serch: 12, 16
  • Prime Minister Pete Nice, Sam Sever and Mr. Puffy McScruffy: 14
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