The Quantum – Paragon

Voto: 3/3,5

TheQuantumParagon500Prima di “Blade Of The Ronin” conoscevo Bill Cosmiq grazie a “Gotham”, il 12” che ha preceduto di quasi due anni il felice ritorno dei Cannibal Ox; di Salvador, dei Quantum e di “Paragon”, il loro EP d’esordio interamente autoprodotto e passato in sordina anche negli ambienti underground, non sapevo invece nulla. Inevitabile recuperare il tempo perduto, tanto più se la discografia del duo si esaurisce per ora qui, stuzzicante la scoperta di un progetto che ha evidenti paralleli con la musica dei due mc’s originari di Harlem, anticipandone la deviazione – coerente, c’è poco da dire – verso il gelo che ammantava i synth del loro secondo album. Le atmosfere epiche da un lato e le metafore cosmiche dall’altro, unite alla presenza dello stesso Vast Aire in “Sirius Star”, suggeriscono infatti le similitudini poi confermate da “Blade Of The Ronin”, analogia che circoscrive il mood di “Paragon” ma non oscura le buone prove di entrambi i protagonisti.

Un intro, due brevi interludi, cinque brani veri e propri (due corredati da featuring) e una durata complessiva di circa ventuno minuti, tanto basta ai Quantum per solleticare l’appetito di chi, pur avvezzo a sonorità moderne, non sa rinunciare a un timbro inequivocabilmente Hip-Hop. Il segno distintivo del gruppo, non a caso, va rintracciato anzitutto nel sound di Bill Cosmiq, dotato di elementi non innovativi ma di certo riconoscibili nella globalità della produzione: qualche fruscio sullo sfondo, i numerosi sample vocali e le batterie molto articolate sono l’ossatura ideale per la cupezza quasi drammatica delle composizioni, ipnotiche e malinconiche al tempo stesso. E’ uno scenario nel quale Bill e Salvador, pur non possedendo doti sopra la media, si muovono in gran sicurezza, merito anche di una compatibilità stilistica che emerge al netto di minime differenze (la voce più pastosa del primo, il flow meno geometrico del secondo) e si palesa nella comune inclinazione verso liriche spesso allegoriche (BC in “The Dangers”: <<we know that visualizing dreams is like a coke rush/we was just a pipe dream, now I’m on time remove the Breitling>>), caratterizzate da un discreto wordplay e un immaginario che intreccia i temi più tradizionali all’interno di scorci per lo più astratti. “Crosstown Traffik” e “The Dangers” sono forse i due episodi più classici, “Don’t Sleep Cousin” smorza un po’ gli equilibri di “Paragon” con due featuring (Taj Hotep e Kenyattah Black) che nulla aggiungono all’insieme, “Palm Tree Peaks” prepara infine il terreno a “Sirius Star”, banger sontuosa che gode pure del miglior beat dell’EP.

La durata modesta, qualche leggera sbavatura e un livello tecnico mai straordinario agganciano il voto numerico attorno a una tonda sufficienza, ma la curiosità per un’eventuale uscita con un minutaggio raddoppiato è comunque tanta.

Tracklist

The Quantum – Paragon (No label 2014)

  1. Paragon Intro
  2. Crosstown Traffik
  3. The Dangers
  4. Heavenly Interlude
  5. Don’t Sleep Cousin [Feat. Taj Hotep and Kenyattah Black]
  6. Palm Tree Peaks
  7. Time & Space Interlude
  8. Sirius Star [Feat. Vast Aire]

Beatz

All tracks produced by Bill Cosmiq

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