The Herbaliser – Something Wicked This Way Comes

Voto: n.g.

Estate dimmerda. Parafrasiamo Salmo per sintetizzare la cappa di tormentoni cui siamo esposti contro il nostro volere, l’assenza di progetti dotati di un pur minimo elemento d’interesse e l’insofferenza verso tutti quei presunti rapper italiani alfieri di una novità che tale non è (la Trap, certo); che fare, quindi? Noi consigliamo di dare una veloce spolverata alla collezione dei CD, estrarne uno che di estivo non abbia alcunché e procedere nell’ascolto; provate, ad esempio, con “Something Wicked This Way Comes”: è uscito nel mese di marzo (di quindici anni fa…), parteggia per i suoni analogici e contamina l’Hip-Hop senza insozzarne mai l’essenza più profonda.

Prima che la nostra Blema, gelosissima dei suoi Herbaliser, mi tiri le orecchie, inquadriamo l’album nel vivace percorso discografico del duo londinese: siamo ancora in ambito Ninja Tune (label abbandonata a partire da “Same As It Never Was”); Jake Wherry e Ollie Teeba dirigono come di consueto l’orchestra avvalendosi di una squadra di capaci e fidati turnisti; il Rap fa capolino in un terzo circa dei cinquantacinque minuti di durata, sebbene di Jean Grae – aka What What – non ci sia traccia. In sostanza, la formula è prossima a quella del successivo “Take London” (o viceversa), alternando brani propriamente Hip-Hop a episodi strumentali che si muovono tra Acid Jazz, Trip Hop, Soul, Elettronica e Funk; in altre mani sarebbe un caotico insieme di generi per nulla semplice da gestire, nel caso degli Herbaliser si tratta solo di ordinaria amministrazione.

“Something Wicked…” manifesta infatti la sua anima eclettica e meticcia fin dalla bella titletrack cantata dalla cinese Seaming To: al groove rotondo e agli scratch di Teeba si affiancano archi, fiati e clavicembalo, composizione tanto ricca di sfumature quanto incatalogabile in una cornice (anche temporale) troppo precisa. L’esatto opposto, insomma, di “Verbal Anime” e “Time 2 Build”, affini al sound dei connazionali The Creators (la prima) e di Edan (la seconda), con Rakaa e Blade (potreste ricordarlo al fianco di Dj Vadim) a loro agio sui beat più asciutti proposti dai due polistrumentisti.

Trovata l’andatura nelle battute iniziali, il disco procede in linea retta e dà sfogo a quella complessità di registri che è il grande valore aggiunto del marchio Herbaliser. “24 Carat Blag” e “Mr Holmes” propongono degli arrangiamenti da big band, con abbondanza di flauti, trombe e sassofoni; “Good Girl Gone Bad” e “Distinguished Jamaican English” alleggeriscono il passo con l’ironia di Wildflower e l’autocelebrazione della crew Phi-Life Cyphe (<<when I start quick I’m as cold as adventures out in the arctic/I freeze faster than frostbite making parts of your heart sick/I’m sicker than arsenic, enough rappers have come to battle, but/I spit the heavier shit that could smash them flat as a halibut>>); “Worldwide Connected” ha un che di esotico (la chitarra acustica) e marziale; “Battle Of Bongo Hill” è un teso Funk su cui scatenarsi – siate o meno dei breaker; “It Ain’t Nuttin’” gioca la carta MF Doom nel suo periodo migliore (e si sente: <<it ain’t nuttin’ like a fist full of cash, or a bliss full of the hash/that twist like a mustache, from end to end spread it like a rash/from talking through your walkman or at your disco bash>>); “Unsungsong” chiude il cerchio con un tema molto melodico e cinematico.

Numerosi gli spunti, solido il risultato complessivo: “Something Wicked This Way Comes” è un’operazione godibile nella sua totalità, ibrida ma non incoerente, policroma eppure organica. Propongo di verificarne l’efficacia sotto un ombrellone, sorseggiando un buon mojito ghiacciato…

Tracklist

The Herbaliser – Something Wicked This Way Comes (Ninja Tune 2002)

  1. Something Wicked [Feat. Seaming To]
  2. Verbal Anime [Feat. Rakaa/Iriscience]
  3. Time 2 Build [Feat. Blade]
  4. 24 Carat Blag
  5. Mr Holmes
  6. Good Girl Gone Bad [Feat. Wildflower]
  7. The Hard Stuff
  8. Distinguished Jamaican English [Feat. Phi-Life Cypher]
  9. Worldwide Connected
  10. The Turnaround
  11. Battle Of Bongo Hill
  12. It Ain’t Nuttin’ [Feat. MF Doom]
  13. Unsungsong

Beatz

All tracks produced by Jake Wherry and Ollie Teeba

Scratch

All scratches by Ollie Teeba

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