Skyzoo – In Celebration Of Us

Voto: 4,5

<<Bake the cake, bake the cake, bake the cake, cut a piece>>. Ai miei tempi, con un ritornello al velluto come quello intonato da Raheem DeVaughn in Baker’s Dozen, la presenza fissa per qualche settimana nelle prime venti posizioni delle classifiche radiofoniche sarebbe stata pressoché assicurata. E no, vi assicuro che non sto scrivendo in preda a un coccolone nostalgico da estremista della golden age. Quando voglio respirare il profumo del 1995 sono solito puntare la mensola e pescare un disco del 1995 invece che cercarlo con insistenza nel 2018; niente amarcord forzati. Lo scenario non è più quello; e tantomeno lo sono i suoi punti cardinali. Ma certo sarei un ipocrita se dicessi che lo stimolo di quel buon Rap, snocciolato alla vecchia maniera, non manda ancora oggi su di giri le mie sinapsi.

E, in tal senso, ci sono pochi nomi in giro capaci di spacciare scaglie di pesce in rima al pari di Skyzoo (<<every verse is a brick>> direbbe Kendrick Lamar), che da “Live From The Tape Deck” – era il lontano 2010 – ad oggi ha edificato un catalogo personale in grado di suscitare la cosiddetta invidia degli dei (niente blasfemia, sempre di Hip-Hop si parla…), diventando una pedina dominante dello scacchiere decaduto a cui appartiene. Duole ammetterlo, non sarà mai il salvatore della patria – la massa, si sa, abbisogna di ambasciatori trasversali da seguire e questo richiama in partita tutta una serie di elementi che vanno oltre la musica – ma se per un attimo mettiamo da parte gli streaming di Spotify, i contratti milionari, quella barzelletta dei Grammy e i cavalli a riposo nel garage, concentrandoci sull’evoluzione di questa cosa nata nell’agosto del 1973, allora non c’è discussione che tenga: nel 2018, sulla costa atlantica, nessuno può competere con questo 35enne di Brooklyn.

Qui si parla di Rap. Di quell’arte che consiste nell’incollare una rima dopo l’altra mettendo in scena una storia, anzi a volte anche più di una, e facendo scorrere la pellicola senza la necessità di uno schermo sul quale proiettarla. Una forma di comunicazione che nel corso di In Celebration Of Us”, tanto nel suo complesso quanto nelle singole scene, si manifesta a più riprese al massimo del proprio splendore. La già citata “Baker’s Dozen” – su un insolito e contagioso tappeto di Apollo Brown, che mette in fila i tocchi di ebano e avorio a una velocità doppia rispetto ai propri standard abituali – ne è un chiaro esempio, anche se in fondo sono poi pezzi come Everybody’s Fine a interporre l’asticella tra un buon mc e uno di quelli che le emozioni attraverso il microfono (<<backtracking to the moments that inspired the toast/to the half gallon of Henny for supplying you hope/’til you’re back to backing the semi from inside of your coat/either that, or standing on the other side of the scope/or, it’s a celebration of being nowhere near where that aim is/trigger fingers turn to quotations/same fingers boxing you in will leave you vacant>>) più che raccontarle le crea.

In Sound Like… Skyzoo rispolvera l’alchimia con Illmind, sfruttando l’algido spartito come manifesto per mettere nero su bianco tutta la complessità strutturale e concettuale del proprio Rap multistrato, facendo perdere all’ascoltatore il conto delle rime inanellate tra una barra e quella successiva (<<it sounds like raising a .45 and making the floor rise/all while explaining apartheid/all while changing a car ride, to aiming at off sides/all while playing the Pharcyde, and pray if the car dies>>). La stessa complicità la troviamo anche alla base di Crown Holder, una chicca only built for Cuban Linx (e se non l’avete capita tornate a fare i compiti). Perché se da un lato la natura multistrato delle sue strofe le rende, in superficie, accessibili a qualsiasi ascoltatore, per sbloccare il contenuti bonus è invece necessario scavare con la voracità e un orecchio di cui gli habitué alla fast food music dei nostri giorni sono spesso sprovvisti.

Cronache di strada, zoom sulle brutalità perpetrate dagli uomini in divisa, il lato oscuro della gentrificazione e l’oppressione sociale (Black Sambo). Uno Skyzoo così a proprio agio nel ruolo di anchorman raramente si era visto in passato, anche se il meglio della propria narrativa è sempre lì che orbita nelle immediate vicinanze della sua persona. Lo vediamo in Love Is Love, quando annuncia l’imminente arrivo di uno Skyzoo in miniatura accompagnato dai ruggiti dell’MPC di Cardiak, e mentre sfila sul groviglio di accordi miracolosi (cit.) e trionfali di Honor Amongst Thieves ricongiungendo i due estremi della circonferenza per ricordare la propria infanzia e il ruolo chiave di quello che, oltre a essere il suo, fu un padre anche per tanti altri ragazzi del quartiere (<<and he listened and it wasn’t hard to get what he was proving/but he still caught visions of him picking up and shooting/cause he knew if it was him that his friends would jump into it/since they ain’t have fathers that could give them an influence>>).

“In Celebration Of Us” celebra a tutto tondo la soddisfazione di un uomo che ha raggiunto la felicità attraverso la pura e semplice consapevolezza dell’essere vivo, attraverso ogni singola vicissitudine che l’ha segnato, nel bene e nel male. E’ la consacrazione definitiva a lungo inseguita dal barrel brother di Brooklyn. Un dottorato cum laude di Rap in piena regola, che incide indelebilmente il nome di Skyzoo lassù dove merita… Pardon: Skyzoo Ph.D, da ora.

Tracklist

Skyzoo – In Celebration Of Us (First Generation Rich/EMPIRE 2018)

  1. Everybody’s Fine
  2. Sound Like…
  3. Baker’s Dozen [Feat. Raheem Devaughn]
  4. Crown Holder
  5. Heirlooms & Accessories
  6. Forever In A Day
  7. Remembering The Rest [Feat. Words and Curves] (Interlude)
  8. The Purpose [Feat. Kay Cola]
  9. Love Is Love
  10. Black Sambo
  11. Parks & Recreation [Feat. Saba]
  12. Collateral [Feat. Jake and Papa]
  13. The Stick-Up Tape From “Menace”
  14. Hoodie SZN
  15. Honor Amongst Thieves

Beatz

  • Arte Mitchell: 1
  • Illmind: 2, 4, 8, 10, 11
  • Apollo Brown: 3
  • Tuamie: 5
  • MarcNfinit: 6, 12, 14
  • Skyzoo: 7
  • Cardiak: 9
  • Ave Prod: 13
  • Seige Monstracity: 15
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