Rick Ross – Rather You Than Me

Voto: 3,5

Iniziamo dai meriti. La figura di Rick Ross – riferendosi a quel cerchio magico abitato da pochi eletti che col Rap riescono ancora a staccare assegni a sei zeri – è molto più unica di quanto sembri. I nomi, specie nei tempi moderni, vanno e vengono a velocità folle; la musica è sempre più concepita come un pasto da consumare al volo, senza nemmeno apparecchiare la tavola, eppure il paffuto (oggi un po’ meno) Bawse di Carol City è riuscito, con merito e tanto lavoro (quei nove album in undici anni, più il resto, parlano da soli),  a non scivolare mai dall’onda, dal suo debutto ad oggi.

Certo, Ross non è mai stato un ginnasta al microfono e buona parte delle sue fortune le deve proprio al fatto di esserne pienamente consapevole, compensando così i propri limiti grazie a una concezione estetica tutta sua, arricchita dal suo vero punto di forza: un paio di coclee dannatamente erudite. Ne sono convinto: se Nas avesse avuto la metà del gusto di Rick Ross nello scegliersi i beat, la sua discografia oggi sarebbe tutt’altra cosa. “Rather You Than Me” è in questo senso un’operazione che non si distacca molto dai suoi predecessori: le storie sono quelle (perché quelle vuole sentire il suo pubblico), il modo di raccontarle pure e i beat…beh, in buona parte spaccano.

Orfano, per la prima volta in carriera, delle tastiere della J.U.S.T.I.C.E. League, Ross trova nel rinnovato sodalizio col sempre più clandestino Bink, che già qualche anno fa lo aveva rifornito con uno dei beat più massicci mai calcati nella sua carriera (una robetta che sarebbe dovuta finire in quel Graal dell’Hip-Hop noto come “Detox”), la bussola a cui affidarsi ciecamente. I tre pezzi (“Santorini Greece”, “Game Ain’t Based On Sympathy” e “Scientology”) sui quali i due lavorano a quattro mani – non a caso gli unici in cui il buon Ricky si comporta da egoista tenendo il microfono tutto per sé – tra ricordi del passato e qualche storiella in stile il mondo, chico… E tutto quello che c’è dentro, scarabocchiata su tre composizioni maestose, condensano il meglio che l’ascolto abbia da offrire.

L’ottima fattura delle produzioni non passa inosservata nemmeno in “Apple Of My Eye”, una letterina romantica alla doppia acca in collaborazione con Raphael Saadiq, che si lascia apprezzare anche dal punto di vista concettuale (<<I want fried chicken at my funeral/Rolls Royces, dope boys, Sway interviews>>), o nell’upbeat massiccio di “Powers That Be”, in cui Nas prende il controllo della situazione surclassando il collega (che comunque, va ammesso, fino al minuto 3:05 sembrava essere perfettamente in partita) con una di quelle strofe al fulmicotone che trasformano all’istante lo swag in verità scientifica (<<tell them haters get over it, Nas still rules>>). L’ultima chicca è infine “Idols Become Rivals”, che in un’era dominata da frecciatine subliminali e allusioni ha il merito, nella sua semplicità, di riportare le lancette del Rap indietro di qualche lustro, ai tempi in cui le palle per scrivere chiaramente un nome di fianco a un bersaglio erano parte del corredo di qualsiasi mc.

A tutto ciò aggiungete qualche discreta seconda linea (“Lamborghini Doors”, “I Think She Like Me”), una sostanziosa manciata di quell’ignoranza arrogante su cui Funk Flex ama strillare il proprio nome (“Trap Trap Trap”, “She On My Dick”), un paio di riempitivi e avrete un’idea abbastanza chiara su quel che vi attende.

Poco impegnativo ma soddisfacente, “Rather You Than Me” è una serena crociera in quelle celesti acque che, sin dai tempi della gavetta, Ross ha osservato con ispirazione dalla banchina del porto di Miami.

Tracklist

Rick Ross – Rather You Than Me (Epic Records 2017)

  1. Apple Of My Eye [Feat. Raphael Saadiq]
  2. Santorini Greece
  3. Idols Become Rivals [Feat. Chris Rock]
  4. Trap Trap Trap [Feat. Young Thug and Wale]
  5. Dead Presidents [Feat. Future, Young Jeezy and Yo Gotti]
  6. She On My Dick [Feat. Gucci Mane]
  7. I Think She Like Me [Feat. Ty Dolla $ign]
  8. Powers That Be [Feat. Nas]
  9. Game Ain’t Based On Sympathy
  10. Scientology
  11. Lamborghini Doors [Feat. Meek Mill and Anthony Hamilton]
  12. Triple Platinum [Feat. Scrilla]
  13. Maybach Music V [Feat. Dej Loaf]
  14. Summer Seventeen [Feat. Yo Gotti]

Beatz

  • Major Nine: 1
  • Bink: 2, 9, 10
  • Black Metaphor: 3
  • Yung Coke: 4
  • Beat Billionaire: 5, 6, 14
  • C-Gutta and J-Pilot: 7
  • Sap: 8
  • Streetrunner and Azzouz: 11
  • The Olympicks and Analogic: 12
  • Buda & Grandz and Beat Butcha: 13
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