Rak – Born to be ready

A distanza di sei anni da “Rakpresento” – non dimenticando però l’interlocutorio “Road to B2BR mixtape” del 2016 – è davvero un piacere risentire Rak (Barracruda Fam) con questo suo nuovo progetto, un disco di Hip-Hop alla vecchia maniera (nel senso positivo dell’espressione) che vede il rapper romano raccontare e raccontarsi con sincerità e immediatezza, orgogliosamente ancorato al passato e ciò sia come attitudine e contenuti che per il comparto (comunque variegato) delle strumentali. “Born to be ready” ha il grande pregio di suonare classico però con carattere e personalità, stiloso – un tempo si diceva così – e cool ma al tempo stesso fiero e arrogante quanto basta per sferrare un’ampia sbracciata sulla tavola imbandita del Rap, con cristalli e portate ipocaloriche a volare via, destinazione pavimento.

L’approccio lirico è personale e introspettivo, con l’mc a privilegiare dunque le storie vissute in prima persona, singolare o plurale non fa differenza: quel che conta è non dimenticare le origini, i compagni di viaggio e, soprattutto, la passione e le motivazioni alla base di quanto si fa. <<Sentirmi vivo è la mia vera affinazione/ho messo faccia, cuore e palle, in gioco la reputazione/…/non ho parlato delle vostre parruccate/ho dato un senso ad ogni sillaba che ho scritto, lacrime versate>> (“Raccontami una storia”) è la sintesi perfetta del sostrato biografico alla base delle rime di Rak, un rapper cresciuto per strada e nei campetti, contesti nei quali <<conta più il rispetto di quanti trofei/conta più l’affetto, porto mani al petto/non sono il prescelto e non mi sceglierei>> (“Riassunto”) e dove il metro di giudizio è tanto semplice quanto netto e definitivo (<<un uomo è figlio dei valori che si porta dietro/voi siete figli della merda, quindi vade retro>> – “Il buio e la luce pt. 2”, col compagno di crew Marciano).

La scrittura, snella e agile, ha il vissuto e il background quali elementi portanti, sia per quel che riguarda origini ed esperienze concrete (<<quando il campetto era il posto perfetto e non c’erano bacheche dove pubblicare/quando il rispetto non era un concetto ma un comportamento sì da praticare>> – “Cancun”) che per le influenze musicali, da trattare sempre col massimo rispetto (<<fieri d’essere stati piccolini in mezzo ai grandi/cani sciolti dai branchi>>), ma da considerare come mero punto di partenza (<<porto rispetto a chi veniva prima, è giusta tradizione/ma non vivo nel passato, barra evoluzione>> – “Marlon Brando”).

Rak affronta poi anche questioni più collettive, come la perdita generalizzata di valori e la falsità che pervade oramai quasi tutti i campi, con la conseguenza che ci si ferma spesso alla superficie, alla facciata (<<battaglie sterili, bugie con gambe corte/che ci fai con la chiave se poi non sai sceglie porte?/Che ci fai con i soldi se poi sei solo infelice?/Che ci fai coi ricordi se sei solo superficie?>> – “Vieni con me”). A tale condizione si può resistere in due modi: attendere gli eventi con la guardia sempre alta, pronti alla reazione colpo su colpo (<<promettono fiamme ma non fanno manco scintille/è un mondo attratto da sirene fasulle/occhio per occhio e dente per dente/perché la vita poi te vendica sempre>>“Occhio per occhio”, con Suarez e Supremo 73), oppure privilegiare l’isolazionismo e l’autodeterminazione (<<generazioni nell’affanno, annaspiamo nel fango/se cavalcando l’odio ottengono l’inganno/mentre l’odio va aumentando tengo io il telecomando/ed ho controllo solo quando sono nell’angolo>> – “Ancora qua”).

A guidare la locomotiva musicale troviamo macchinisti che fanno il loro lavoro in maniera egregia – Arnebeats, Garelli e Big Joe, tanto per citarne una triade non troppo a caso – grazie a produzioni che vestono con gusto tematiche e stati d’animo, eterogenee però organiche rispetto al concept alla base di “Born to be ready”. Un manufatto, anche per questa ragione, semplice e coerente, intimo e a tratti malinconico, ma che afferma con determinazione l’importanza di determinati valori, quelli veri e che dovrebbero motivare qualsiasi cosa si faccia. Sempre, senza se e senza ma.

Tracklist

Rak – Born to be ready (No label 2018)

  1. Sir Alex Ferguson
  2. Raccontami una storia
  3. Riassunto
  4. Flashback [Feat. Basilare]
  5. Lettera alla musica
  6. Cancun
  7. Komodo [Feat. Rocco Hunt]
  8. Soli insieme
  9. Occhio per occhio [Feat. Suarez e Supremo 73]
  10. Crap
  11. Ancora qua
  12. Il buio e la luce pt. 2 [Feat. Marciano]
  13. Vieni con me
  14. Marlon Brando
  15. #B2BR
  16. Non m’accontento pt. 2 (outro)

Beatz

  • Frenetik e Orang3: 1
  • Big Joe: 2
  • Arnebeats: 3, 7, 9, 13, 14, 15
  • Kamyar: 4
  • Zonta: 5, 16
  • Garelli: 6
  • Baek Trabolmakers: 8
  • Depha: 10
  • Suarez: 11
  • Soulstruggle: 12
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Gabriele Bacchilega

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