Lou X – La realta’, la lealta’ e lo scontro

Reviewed by Carlo R.

C’è qualcuno che ha paura…
paura di guardarsi dentro. Prima.
E guardare fuori. Dopo…

Scrivere di un disco che sta per compiere vent’anni è un’arma a doppio taglio: c’è il rischio di cadere nella stucchevole celebrazione di un mito, oppure di non riuscire a mettere a fuoco il contesto nel quale un titolo come “La realtà, la lealtà e lo scontro” va inserito. L’album, che rappresenta la conclusione del contratto stipulato nel 1995 da Luigi Martelli aka Lou X con la BMG per due uscite (la prima è “A volte ritorno”), segna anche il suo addio definitivo dalla scena Hip-Hop: in seguito alla pubblicazione dell’LP non ci sarà nessun video, non verrà rilasciata alcuna intervista, né avrà luogo un tour promozionale. Rimangono quindi solo quelle tredici tracce, il documento con cui Lou X si congeda.

La genesi dell’opera è travagliata: dopo il successo del precedente “A volte ritorno”, realizzato in maniera corale assieme alla Costa Nostra, X si ritrova – complici una serie di vicissitudini personali – sostanzialmente solo con se stesso; è la fine di un periodo che l’aveva portato a partecipare a trasmissioni televisive e concerti (non poteva mancare quello del Primo Maggio), segnali di un’esposizione del tutto nuova per Luigi. Coi soldi guadagnati, l’mc acquista un’attrezzatura minimale e con quella realizza, sempre da solo, le strumentali di “La realtà…”. L’approccio, anomalo se consideriamo il ruolo preminente di Disastro fino a qui, dà al tutto una sorta di (passatemi l’espressione) autorialità, coinvolgendo una dimensione artistica che si esprime al 100% dalla composizione fino al testo. Ad aiutare il Nostro rimangono il cugino C.U.B.A. Cabbal, la giovane soprano di Pescara Bibiana Carusi (tutt’oggi stimata artista), cui vengono affidate alcune (poche) parti cantate, Quirino Prosperi per le linee di basso, Dj Fregno ai piatti e Matteo Di Marcoberardino aka Molecola al mixaggio – un cenno a parte lo merita Enrico Cannoni, capace di tirar fuori da un’immagine stilizzata su fondo bianco un artwork memorabile. Modalità in aperta controtendenza rispetto alle consuetudini di allora.

Ad ogni modo, i testi sono curati e precisi, laddove ogni singola strofa viene scritta e riscritta con attenzione; Luigi era molto più intellettivo, quindi pensava molto, rimuginava… Pensava, pensava, ripensava. Anche nei testi. Io a volte scrivevo una pagina e ho finito! Tranquillo! E lui scriveva, riscriveva, riesaminava… (intervista a C.U.B.A. Cabbal di Sonia Garcia). Strutturalmente, il disco sfrutta le potenzialità del compact disc, che aveva già soppiantato il vinile, aumentando la durata complessiva della tracklist (che doveva essere più lunga di almeno due brani non inseriti per l’opposizione di Patty Pravo, detentrice dei diritti sui sample utilizzati) a quasi un’ora d’ascolto – mentre “A volte ritorno” si fermava ai canonici quarantasei minuti. Non si ravvisa un pezzo che possa guidare l’album, una suddivisione tra lato A e lato B, la scaletta sembra non seguire un filo preciso e il leitmotiv del narrato diventa un racconto di battaglia sintetizzato dal titolo stesso e dalla nota in tre paragrafi posta sul retro copertina. Ogni traccia è uno scontro, una presa di coscienza del conflitto che separa inevitabilmente Lou X dal mondo esterno come dagli altri artisti del tempo (<<niente mascherine per mc come noi/niente magliettine con i supereroi/…/chi vuole una farsa vada dagl’imbecilli/troppi mc figli dei Milli Vanilli).

Se ad esempio guardiamo ai contemporanei Articolo 31, Neffa o Frankie Hi-NRG MC, notiamo spunti tematici totalmente estranei alla grammatica di Lou X. La scrittura, supportata dalla voce potente di Luigi, seppur lontana dalle attuali forme espressive del Rap mantiene un’onestà che ne conserva inalterata la validità negli anni; e, forse, nel presente le liriche di “La realtà, la lealtà e lo scontro” assumono una potenza addirittura maggiore di quella percepita in origine. Le basi minimali, l’assenza in molti casi dei ritornelli, l’alternanza delle voci di Lou X e Cabbal (“Il mattino ha l’oro in bocca”, “A spasso per l’impero”, “Oro e acciaio”), la metrica asciutta e l’italiano preciso, intervallato da frasi in dialetto abruzzese, danno infatti una forza rara ai contenuti proposti.

Non ci sono i soliti riferimenti ad altri lavori coevi, si fa a meno degli scuri campionamenti di Dj Disastro, manca qualsiasi analogia con l’Hip-Hop successivo alla fase delle posse. Vengono invece tratti suoni dalla musica lirica (ancora “Il mattino ha l’oro in bocca”), si ricorre a giri di violino e organi (“Via da qua”) e si propongono citazioni colte di brani esteri come nel caso di “Stati d’ansia” (tra gli episodi migliori del lotto), che pesca “The Three Shadows Pt. 1” dei Bauhaus. Le ispirazioni vanno quindi cercate altrove: magari nei racconti dei cafoni abruzzesi di Ignazio Silone in “Fontamara”, la cui ribellione del protagonista Berardo Viola contro gli oppressori fascisti sembra essere stata presa a modello dallo stesso Lou X. Da questo punto di vista, ogni brano conduce l’ascoltatore in un campo minato, invitandolo a non piegarsi mai allo stato delle cose, perfino a scapito della propria incolumità personale (<<Io, sono schedato dalla Polizia…>> ripetuto in maniera ossessiva con gli scratch di Dj Fregno nella chiusura di “A spasso per l’impero”).

A tratti, poi, si nota un salto, un ricordo dell’antica guasconeria che aveva caratterizzato i lavori passati del rapper: l’intro di “Attimi di gioia tra il dolore”, con il cantante popolare Nduccio, ne è l’emblema più evidente. Infine, quando “La realtà, la lealtà e lo scontro” volge al termine, Lou X ci regala quella che potremmo considerare la sua canzone più bella: “Via da qua” è un raro capolavoro intimista al cui interno pervade un senso di smarrimento, una forma disillusa dell’avvenire che va a profilarsi, senza una crew cui appoggiarsi e dove ciascuno è <<con la sua battaglia/tra l’ipocrisia scampoli di tregua e cianfrusaglia>>.

Anche qui, più che all’ambito Hip-Hop i paralleli vanno all’ermetismo di Quasimodo o di Montale. E l’artista che se ne va così, quasi silenziosamente, quello che <<non passa tutto e di piacere a tutti non mi frego>>, lascia calare il sipario su una stagione irripetibile con un progetto – intransigente, trasversale – destinato fin da principio a non farsi dimenticare.

Tracklist

Lou X – La realtà, la lealtà e lo scontro (BMG Ricordi/RCA 1998)

  1. Intro
  2. Il mattino ha l’oro in bocca [Feat. C.U.B.A. Cabbal e Bibiana Carusi]
  3. Vittime e complotti
  4. A spasso per l’impero
  5. Oro e acciaio [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  6. Sulla costa [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  7. Danneggiatori [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  8. E la sagra continua [Feat. C.U.B.A. Cabbal e Cloro Lu Dannaggià]
  9. Stati d’ansia [Feat. Bibiana Carusi]
  10. I numeri di Cabal [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  11. Dal profondo [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  12. Attimi di gioia tra il dolore [Feat. C.U.B.A. Cabbal]
  13. Via da qua [Feat. Bibiana Carusi]

Beatz

Tutte le produzioni di Lou X

Scratch

  • Dj Fregno: 4, 7, 8
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