Da Lench Mob – Guerillas In Tha Mist

Voto: 3,5

dalenchmob1992500Los Angeles, millenovecentonovantadue. Ice Cube è uno dei protagonisti assoluti dell’Hip-Hop di quel momento storico, capace di costruirsi una straordinaria carriera solista dopo la dipartita dagli N.W.A.: all’attivo vi sono già un EP e due dischi classici, uno che sarebbe arrivato di lì a poco (“The Predator”) e una nuova crew di supporto, Da Lench Mob (J-Dee, T-Bone, Shorty e successivamente Maulkie), tenuta a battesimo nell’omonima traccia contenuta in “Amerikkka’s Most Wanted”. Stesso anno, stesso luogo. Scoppia una rivolta di proporzioni difficilmente contenibili, l’America corrotta ha dato il suo giudizio sul caso Rodney King, South Central è in fiamme. Il gruppo, con un consistente aiuto fornito dal suo mentore, fa uscire il suo album d’esordio. Il titolo gioca riferendosi al film “Gorillas In The Mist” (“Gorilla nella nebbia” in Italia) mischiandolo al termine guerrilla warfare, il Rap risponde all’ingiustizia a modo suo, senza mandarle a dire, sputando odio e rivoltando l’apartheid al contrario, la vittima designata è ancora una volta l’iconica figura del diavolo con gli occhi azzurri.

E’ una miscela esplosiva, una chiamata alle armi che intende dar voce alla comunità nera offesa da quel verdetto e da innumerevoli altri misfatti del passato, la furia non è controllata, anzi, monta sempre più ad ogni traccia ed è perfettamente rispecchiata dall’esplicita violenza del linguaggio utilizzato. “Buck Tha Devil” è una vera e propria caccia alle streghe, un’ideale pulizia etnica, “You & Your Heroes” tira giù con veemenza gli eroi americani bianchi per issare su un piedistallo figure significative per la comunità afro-americana, mentre la memorabile titletrack, per la quale era stato girato all’epoca un video sulla falsariga del film “Predator”, tratta gli stessi identici concetti ma avvalendosi di riuscite metafore per distinguere l’una e l’altra fazione, arrivando persino a riferimenti coscientemente auto-dispregiativi (<<finally caught up with a devil named Tarzan/swingin on a vine/suckin’ on a piece of swine/jiggaboo come up from behind…>>) ed attuando collegamenti testuali lavorati a puntino (<<and just like EPMD I don’t like a bitch named J to the A to the N-E>>).

Un altro dei concetti che stanno più a cuore al gruppo riguarda la critica verso la propria comunità: in almeno quattro tracce è possibile trovare pesanti rimproveri verso chi spaccia morte ai propri fratelli o che bersagliano i cosiddetti black on black crimes, frutti di sparatorie, regolamenti di conti e quant’altro, con la chiara tendenza di raccogliere tutti sotto uno stesso tetto e incanalare tutta quella violenza nei confronti di un bersaglio ben preciso, il cui colore della pelle è ben intuibile. L’approccio è intenso e brusco anche in questi frangenti, ma è in tali momenti che emergono i testi – c’è lo zampino di Cube un po’ dappertutto – scritti meglio, distinguibili dalla parte chiassona del disco, e brillano le qualità di un J-Dee spesso intrappolato dalla rima a coppia, ma che diviene assoluto protagonista di episodi come “Lost In Tha System” ed “Ain’t Got No Class”, suddivise in strofe descrittive che fanno scorrere davanti le relative immagini, nonché della profonda “Lord Have Mercy”, la quale mette in mostra con grande efficacia lo stato confusionario e autodistruttivo di un qualsiasi uomo di colore nell’America di quel preciso contesto storico, lasciando spazio a pensieri divini (<<Cause I know when you made South Central shitty, it wasn’t done intentional>>).

Il disco perde un po’ quota sostanzialmente in due occasioni, ovvero quando le liriche si fanno troppo ripetitive arrancando stancamente tra la citazione di un’arma, di un fuck you o shoot you o addirittura di frasi intere mutuate dai precedenti dischi di Ice, nonché quando la produzione, altro aspetto curato in gran quantità da quest’ultimo, perde la sua estrazione piacevolmente caotica a sfavore di soluzioni funkadeliche molto (a volte troppo) vicine ai suoni di “Death Certificate”. La crew avrebbe avuto vita breve, J-Dee sarebbe presto stato rinchiuso per sempre in carcere per omicidio cadendo nel fato di una delle sue stesse tracce, e l’album successivo, “Planet Of The Apes”, non avrebbe riscosso il medesimo successo di un esordio davvero significativo, parte integrante della colonna sonora che fece da sfondo a quel momento in cui la comunità nera decise che ne aveva avuto abbastanza e mise tutto a ferro e fuoco.

Tracklist

Da Lench Mob – Guerillas In Tha Mist (Street Knowledge Records 1992)

  1. Capital Punishment In America
  2. Buck Tha Devil
  3. Lost In Tha System
  4. You & Your Heroes
  5. All On My Nut Sac [Feat. Ice Cube]
  6. Guerillas In Tha Mist
  7. Lenchmob Also In Tha Group
  8. Ain’t Got No Class [Feat. B-Real]
  9. Freedom Got An A.K.
  10. Ankle Blues
  11. Who Ya Gonna Shoot Wit That
  12. Lord Have Mercy
  13. Inside Tha Head Of A Black Man

Beatz

All tracks produced by Ice Cube and co-produced by T-Bone, Rashad, Mr. Woody and Chilly Chill

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Mistadave

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