Killah Priest – Heavy Mental

Voto: 4

Non dev’essere stato facile per Killah Priest lavorare al suo debutto discografico pensando a cosa la gente si aspettasse da lui dopo quanto aveva anticipato assieme a 4th Disciple in “B.I.B.L.E.”, pezzo storico apparso sull’album di Genius “Liquid Swords”. Dopo ben tre anni da quella rivelazione impressionante, esce “Heavy Mental”: sarà all’altezza di quella gemma? Io credo lo sia, anche se non del tutto; vediamo perché.

Chi ama lo stile grave e profetico di Killah Priest troverà quel che cerca, le rime e i contenuti sono perfettamente coerenti col titolo, non c’è spazio per rime facili e superficiali, c’è solo roba pesante (appunto) e profonda, per menti pensanti alla ricerca di nuove lezioni del prete assassino. E, com’era facile ipotizzare, viene riproposta la stessa “B.I.B.L.E.” (basic instructions before leaving earth) nella sua versione originale. Tutte le basi (per la maggior parte prodotte da 4th Disciple) sono costruite in modo da accompagnare e sottolineare alla perfezione ogni parola del predicatore, beat mistici e profondi che vanno però ascoltati più volte per essere assimilati e apprezzati. A spezzare la monotematicità dell’album ci pensa qualche membro del Clan: troviamo Inspectah Deck e GZA nel pezzone prodotto da True Master (una garanzia), “Cross My Heart”, ODB in “If You Don’t Know” a spararci l’ennesimo ritornello assurdo e ovviamente i compari Hell Razah e 60 Second Assassin a rappresentare i Sunz Of Man, gruppo affiliato al Wu-Tang e di cui il killer è elemento di punta.

Proprio il pezzo marchiato S.O.M., “Tai Chi”, ci introduce all’episodio più particolare dell’album: la titletrack è un viaggio mistico all’interno della psiche umana, vista come una galassia sterminata. Il flusso di coscienza di Killah Priest non è accompagnato da una strumentale, bensì da suoni di sottofondo che ricordano quelli delle navicelle spaziali, o almeno ciò che immaginiamo sentano gli astronauti con il battito ritmato del loro cuore. A riportarci nella realtà ci sono un paio di pezzi più terreni, “Fake MC’s” e “Science Project”, il primo è un’invettiva tosta e sagace contro i soliti scarsi (<<there’s too many rappers in the east wanna be gangsters, too many gangsters in the west wanna be rappers>>), il secondo è uno spaccato di vita dei famigerati projects, tema trito però qui proposto in modo molto originale. La traccia più tipicamente profetica e meglio riuscita, secondo me, è “From Then Till Now”, di cui ho sentito con piacere una strofa nel film “Ghost Dog”.

E questo è più o meno tutto; l’unico difetto dell’album sta forse nell’eccessiva lunghezza (oltre settanta minuti), la quale, unita al tono mai leggero dell’mcing, potrebbe rendere un po’ difficoltoso l’ascolto, nonostante la presenza di un considerevole numero di gemme. Se tuttavia avete voglia di meditare, di riflettere, di stare un po’ per i fatti vostri, “Heavy Mental” è semplicemente l’occasione perfetta per farlo.

Tracklist

Killah Priest – Heavy Mental (Geffen Records 1998)

  1. Intro
  2. One Step [Feat. Tekitha and Hell Razah]
  3. Blessed Are Those
  4. From Then Till Now
  5. Cross My Heart [Feat. Inspectah Deck and Genius/GZA]
  6. Fake MC’s
  7. It’s Over
  8. Crusaids
  9. Tai Chi [Feat. Hell Razah, 60 Second Assassin and Father Lord]
  10. Heavy Mental
  11. If You Don’t Know [Feat. Ol’ Dirty Bastard]
  12. Atoms To Adam [Feat. Shangai The Messenger]
  13. High Explosives
  14. Wisdom
  15. B.I.B.L.E.
  16. Mystic City
  17. Information
  18. Science Project [Feat. Hell Razah]
  19. Almost There
  20. The Professional

Beatz

  • True Master: 2, 5, 11
  • Y-Kim The Illfigure: 3, 4, 16
  • 4th Disciple: 6, 7, 8, 9, 12, 14, 15, 17, 18, 19
  • Killah Priest: 10
  • Arabian Knight: 13
  • John The Baptist: 20
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