Kids See Ghosts (Kanye West and Kid Cudi) – Kids See Ghosts

Voto: 4 +

La campagna di giugno orchestrata da Kanye West (e fino ad ora meticolosamente rispettata nelle sue tempistiche) sta letteralmente fagocitando ogni briciolo dell’attenzione disponibile sul mercato dell’high luxury Rap, cancellando dalle memorie a breve termine ogni forma di concorrenza. Anche la più agguerrita, dal tanto sospirato (non chiedetemi da chi) “Testing” di A$AP Rocky fino all’imminente “Scorpion” di Drake.

Archiviate con successo le pratiche “Daytona” e “Ye”, il giro di boa dell’ondata G.O.O.D. Music prevedeva un immediato ritorno in campo del signor West affiancato (previa sepoltura dell’ascia di guerra) dal sodale Kid Cudi – già complice nello scoperchiare quel vaso di Pandora che fu “808s & Heartbreak” – con una nuova, scintillante identità ad hoc. E qualche dubbio in merito il sottoscritto l’aveva. Mentirei, infatti, se dicessi che non ero pronto a utilizzare Kids See Ghosts alla stregua di un sacco da boxe; ma, dopo una decina di ascolti, devo ammettere con la stessa trasparenza che raramente mi è capitato di sentirmi tanto soddisfatto nel dire mi sbagliavo!

“Kids See Ghosts” avviene in una tasca temporale ritagliata appositamente dai due protagonisti, liberi così di espandere il proprio politeismo da tavolo senza il rischio d’inciampare in vincoli terreni. Lo spirito di Cudi sembra essersi finalmente scosso dalle tensioni che hanno deteriorato i suoi più recenti sforzi (“Passion, Pain & Demon Slayin’” nascondeva qualche spunto interessante, ma “Speedin’ Bullet 2 Heaven” è quel genere di musica che può rendere ricco uno psichiatra); per quanto riguarda Kanye, invece, tornare a poggiare i piedi al suolo dopo tanti anni ha avuto effetti (positivi) immediati, riallineando alcune rotelle che da (troppo) tempo giravano a vuoto per conto proprio.

Le vibrazioni alla “Jesus Walks” di 4th Dimension sono figlie di quelle stesse scintille. Tutto si anima da un polveroso ritaglio a tema natalizio, vecchio di quasi un secolo (“What Will Santa Claus Say” di Louis Prima, datato 1934), trasfigurato in una sinistra marcia nell’oscurità. E qui la penna di Kanye si fa tanto impudente quanto ispirata, sia quando sproloquia di gusto sulla qualità delle proprie prestazioni sessuali (<<she seems to make me always feel like a boss/she said I’m in the wrong hole, I said I’m lost/she said I’m goin’ too fast, I’m exhausted/now drop to your knees for the offerin’>>) che nel chiudere con una frustata concettuale la propria strofa (<<might need an intervention for this new dimension/that’s too new to mention, or fit in a sentence/if I get locked up, I won’t finish the sent—>>).

Ai mormorii di Kid Cudi spetta invece il ruolo dello yang nell’equazione. Il lessico che usa è familiare a tutti, ma la grammatica delle sue strofe molto spesso trascende le barriere del genere. Non che ciò rappresenti in sé una novità, eppure il tutto avviene finalmente senza muovere violenza gratuita nei confronti della sua laringe e dei nostri timpani. Quel <<kids see ghosts sometimes>> che sentiamo ripetere come un mantra nella titletrack diviene rapidamente parte dell’algido sottofondo, al punto che gli spiriti sembrano materializzarsi proprio dalla condensa delle sue parole, mentre Kanye innesca una strofa energica in equilibrio tra il sacro e il profano (<<thought I’d be clever enough to give up while I’m ahead/I like breakfast in bed, but I love breakfast and head/for anybody who said that I was better off dead/told ‘em, don’t ever believe nothin’ that you ever read/got a Bible by my bed, oh yes, I’m very Christian/constantly repentin’, ‘cause, yes, I never listen>>). E’ una “Heartless” a luci spente.

Quello che però davvero riesce a “Kids See Ghosts” – laddove molti album a quattro mani hanno spesso fatto cilecca – è la piena sinergia con cui i due si muovono, intuendo l’uno le intenzioni dell’altro e agendo di conseguenza. Ascoltateli mentre avvicendano le proprie confessioni (<<I was off the meds, I was called insane/what a awesome thing, engulfed in shame>>) nel fluido lo-fi di Reborn, quando cercano conforto nella messa a tinte Grunge di Cudi Montage e perfino nel finale di Feel The Love, con il brillante incastro di quel <<I can still feel the love>> tra un’onomatopea calibro 7.62 mm e l’altra. L’energia scorre in parallelo e nella stessa direzione, eppure “Kids See Ghosts” non segue un binario, non si sviluppa su una retta ideale quanto piuttosto roteando su se stesso. Come se tutti i brani coesistessero all’unisono, osservando il medesimo istante da angolazioni differenti.

Potete iniziare dal primo, dall’ultimo, dal quarto… E’ un progetto a prova di shuffle, con 5.040 possibilità diverse per giungere alla medesima conclusione: i fantasmi esistono.

Tracklist

Kids See Ghosts (Kanye West and Kid Cudi) – Kids See Ghosts (G.O.O.D. Music/Def Jam Recordings 2018)

  1. Feel The Love [Feat. Pusha T]
  2. Fire
  3. 4th Dimension [Feat. Louis Prima]
  4. Freeee (Ghost Town, Pt. 2)
  5. Reborn
  6. Kids See Ghosts [Feat. Yasiin Bey]
  7. Cudi Montage

Beatz

  • Kanye West with the additional production by Mike Dean and Dot Da Genius: 1
  • Kanye West, Boogz, André 3000 and Kid Cudi: 2
  • Kanye West with the additional production by Mike Dean: 3
  • Kid Cudi and Kanye West with the additional production by Jeff Bhasker: 4
  • Kid Cudi, Dot Da Genius and Plain Pat with the additional production by Evan Mast: 5
  • Kid Cudi, Kanye West and Plain Pat with the additional production by Andrew Dawson: 6
  • Kid Cudi and Dot Da Genius with the additional production by Mike Dean: 7
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