Johnny Marsiglia – Memory

Che l’Hip-Hop italiano stia sperimentando un periodo di complessa transizione è oramai un fatto assodato, incontrovertibile; non a caso, ogni volta che approcciamo una nuova uscita è necessario avviare il discorso posizionando quest’ultima in maniera più o meno precisa all’interno delle diverse categorie disponibili, spesso avendo a che fare con ibridi che stentiamo perfino a inquadrare con certezza nel perimetro del nostro genere preferito. Nel caso di “Memory” potremmo alimentare ulteriori approssimazioni e parlare di neoclassicismo, perché il Rap e il beatmaking rimangono al centro di un’operazione il cui gusto è abbastanza attuale, una freschezza screziata dalle sonorità del momento e tuttavia incastonata sopra radici solidissime (si veda l’omaggio ai Dead Prez nel mezzo di “O.L.G.A.”).

Il terzo disco di Johnny Marsiglia e Big Joe dopo “Orgoglio” (2013) e “Fantastica illusione” (2014) – no, scusate; il terzo disco solista di Johnny Marsiglia dopo “Radiografia” (2007) e “Sentire non è ascoltare” (2010) rinnova la collaborazione con Big Joe, al fianco dell’mc sin da quando si faceva chiamare Johnny Killa, e si propone come un progetto dal taglio molto personale, non tanto nella confezione quanto invece sul versante dei contenuti: le tredici tracce dell’album ripercorrono il filo dei ricordi – o, preservando la metafora dell’artwork, scavano tra i file archiviati nell’hard disk – e li fissano in un flusso di coscienza più spontaneo che sistematico, nel senso che il racconto non è quasi mai lineare, metodico, ordinato, apre al contrario parentesi e intreccia liberamente coordinate che ritroviamo grosso modo nella totalità dei circa cinquanta minuti proposti – ovvero l’ambito familiare, la realtà palermitana e la forza salvifica delle proprie passioni.

Tutto ciò per chiarire che se il valore aggiunto delle liriche di JM risiede nel bel timbro di voce, nelle vivide immagini che ne corredano gli storytelling e nella genuinità di un vissuto ritratto senza alcuna leziosità (non gli si fa un torto, dunque, nell’evidenziarne di riflesso l’assenza di tecnicismi sopraffini), “Memory” è forse la quadratura del cerchio di un’intera carriera, valorizzata da una prova di spiccata maturità e sostenuta da un’intesa musicale col socio Joe divenuta cruciale. Il primo si affida a una scrittura istintiva, immediata, priva di orpelli inutili (la coda conclusiva di “La pioggia, gli applausi” mi fa pensare addirittura a dei piccoli haiku), sostenuta da un’interpretazione molto espressiva, che enfatizza e scandisce la pronuncia dei termini più significativi; il secondo ne coglie con esattezza millimetrica gli umori e allestisce un set minimalista di grande equilibrio, abbinando synth e sample a deliziose programmazioni della batteria.

La somma delle parti, considerato l’alto numero di highlights, testimonia una sintonia vera, palpabile, elemento ribadito dalla scelta di non affidare il microfono a terzi (novità assoluta rispetto ai titoli elencati in alto) come dagli efficaci cambi di strumentale in vari episodi, sintomo di un lavoro che deve aver richiesto un’interazione continua durante l’intera fase realizzativa. Questa compattezza, quest’unitarietà, è una costante che rintracciamo dalla bella introduzione di “Clessidra” (<<nello zaino il pallone o gli stessi cinque libri/tiravo con l’interno e i miei tiravano su cinque figli>>), con un intervento da brividi di Davide Shorty, alle descrizioni quotidiane di “Retrogame” su un beat semplicemente magnifico, dalla ricostruzione di un passato che nell’incontro con la musica ha trovato un fatidico punto di svolta (“Tempi d’oro”, “Passione”) a un presente anestetizzato attraverso “Storie” che ci tengono lontani dai mali reali della società (<<un poveretto dice la mia razza è la migliore/andiamo in piazza ed ammazziamo senza distinzione>>), fino al meritato tributo per un padre che <<non si è perso neanche un live in città>> (“Fan”) e i pensieri sparsi di “24H”.

In breve, “Memory” ha tutte le carte in regola per mettere d’accordo sia l’utenza specializzata che il pubblico meno esperto, obiettivo raggiunto dal rapper classe ’86 senza adattarsi alle mode imperanti e alle tendenze più grottesche; dal canto nostro, di conseguenza, non possiamo far altro che dirgli bravo.

Tracklist

Johnny Marsiglia – Memory (Sto Records/Atlantic 2018)

  1. Clessidra [Feat. Davide Shorty]
  2. Retrogame (Zisa 3:00)
  3. O.L.G.A.
  4. Tempi d’oro
  5. La pioggia, gli applausi [Feat. Peter Bass]
  6. Memory interlude
  7. Passione
  8. Storie
  9. Fan
  10. L’amore causa
  11. 24H
  12. Slot1
  13. Fammi il prezzo (bonus)

Beatz

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