Jay-Z – Kingdom Come

Voto: 3

Di figure che, in ambito musicale, non hanno bisogno di particolari presentazioni non se ne contano molte; una di queste è certamente Shawn Corey Carter. Scelgo di dare per scontate, perciò, almeno tre premesse sulle quali reputo difficile porre obiezioni: 1. il miglior disco di Jay-Z si intitola “Reasonable Doubt”; 2. il signore in questione è un liricista coi fiocchi; 3. il successo personale e il potere economico guadagnati in oltre dieci anni di carriera hanno trasformato l’mc in una superstar abituata più ai flash dei fotografi che alle assi del palco.

Se la memoria non m’inganna, il “Black Album” (siamo nel 2003) doveva rappresentare la definitiva uscita di scena di Jay-Z, sempre più impegnato a vestire i panni dell’imprenditore grazie alle sue creature più redditizie (Roc-A-Fella in testa, varie sbrilluccicanti linee di abbigliamento subito dopo). E invece, dopo un’accuratissima riappacificazione con Nas, ecco arrivare “Kingdom Come”, sontuosa carrellata di collaborazioni importanti il cui scopo comune è quello di dare lustro (o lustrini?) al glorioso ritorno del Re: i Neptunes senza fantasia al seguito, Usher, Dr. Dre, Beyoncé (e mi sembra anche ovvio), Chris Martin dei Coldplay, Swizz Beatz… Il rapper newyorkese imborghesisce ulteriormente il suo Hip-Hop e il disco si presenta come una sorta di “Change Clothes” moltiplicata poco meno di quattordici volte, di conseguenza chi preferisce l’Hip-Hop d’alta moda non credo rimarrà deluso, viceversa chi è alla ricerca di sonorità lontane da quelle che vanno per la maggiore potrà tranquillamente dedicarsi ad altri acquisti.

La spiritualità che Jay-Z vorrebbe far trasparire (in particolare, ma non solo, in “Beach Chair”) cozza violentemente con le immagini iper-patinate di “Show Me What You Got” e i vanti di situazioni e amicizie (<<Chris and Gwyneth>>) che davvero non capisco quanto possano interessare agli ascoltatori; ad ogni modo bisogna ammettere che nelle sue battute iniziali “Kingdom Come” è più scorrevole di quanto in molti hanno voluto far credere. Una fetta consistente del merito va a Just Blaze, che in “Oh My God” (su un campione di Janis Joplin), “Kingdom Come” e “Show Me What You Got” (il primo singolo estratto) riesce a far convivere le esigenze estetiche di un prodotto mainstream con la ricerca di sonorità fresche e di sicuro impatto. Per il resto, mi sembra quantomeno giusto citare “Do U Wanna Ride”, che probabilmente era già autosufficiente col solo Legend, “I Made It” su un bel beat di Dj Khalil e soprattutto “Minority Report”, l’unica traccia valorizzata da un testo come si deve.

Fiammelle deboli e isolate che illuminano uno scettro oramai privo di valore: attendiamo la venuta di un nuovo Re.

Tracklist

Jay-Z – Kingdom Come (Roc-A-Fella Records 2006)

  1. The Prelude
  2. Oh My God
  3. Kingdom Come
  4. Show Me What You Got
  5. Lost One [Feat. Chrisette Michele]
  6. Do U Wanna Ride [Feat. John Legend]
  7. 30 Something
  8. I Made It
  9. Anything [Feat. Pharrell and Usher]
  10. Hollywood [Feat. Beyoncé]
  11. Trouble
  12. Dig A Hole [Feat. Sterling Simms]
  13. Minority Report [Feat. Ne-Yo]
  14. Beach Chair [Feat. Chris Martin]

Beatz

  • B-Money: 1
  • Just Blaze: 2, 3, 4
  • Dr. Dre: 5, 7, 11, 13
  • Kanye West: 6
  • Dj Khalil: 8
  • The Neptunes: 9
  • Syience: 10
  • Swizz Beatz: 12
  • Chris Martin and Rick Simpson: 14

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