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Bra:
potremmo cominciare con la classica presentazione piena
di paroloni, complimenti, date e racconti vari. Invece
no: preferirei fossi tu stessa a presentare Posi Argento
ai nostri lettori.
Posi: è una di quelle domande a prima
vista semplice e poi troppo complesse da argomentare.
Guarda, posso risponderti che mi chiamo Chiara, ho 24
anni e vivo di questa passione da 10 anni. Credo in
quello che faccio, ci metto tutta me stessa...e il mio
credo per questa musica è ormai iniettato nel mio DNA.
B: da "Così fan poche" a
"Borderline" di tempo ne è passato parecchio,
nonostante tu non sia mai sparita dalla scena perché hai
impiegato così tanto per far uscire il tuo primo disco?
P: chiedilo a loro! Sai a chi
rivolgerti, vero?
B: aspetta, vediamo se ho capito; ricordo un'intervista per AL (n°
43, febbraio 2000) nella quale dicevi: <<...per
quanto riguarda i miei progetti futuri, posso dirti che
in primavera, intorno a marzo/aprile, uscirà il mio
album con basi prevalentemente di Jad e di Thg>>.
Si trattava di un lavoro finito con un nulla di fatto o
sono sorti altri problemi?
P: è una domanda parecchio
complessa. La riassumo, perché fondamentalmente di cose
da dire ce ne sarebbero tante ma ormai non ho proprio
più voglia di tirarle in ballo. C'era la promessa di
quest'album, da fare uscire per quella primavera. Le basi
di Jad mi erano state proposte, cinque per l'esattezza,
ma a me non piacevano. Nel momento in cui ho detto che
non avrei cantato su quelle basi, che non erano di mio
gradimento e che per me risultavano troppo
Articolo 31...APRITI CIELO! Sono stata scannata
viva. Il discorso era che a me doveva andar bene quello
che mi veniva proposto. Io non potevo dare il mio parere.
Mi veniva proposta una base? Doveva andarmi bene! Con Thg, invece, si è lavorato bene alla base del
"Colore del rap", ma poi da lì non mi arrivò
più nulla. Mi ero permessa di dire che le basi di Jad
non mi piacevano e si è praticamente fermata la
produzione. Ci sono stati altri tentativi di produzioni
da parte di altri validi produttori, ma ormai l'aria era
cambiata. Il manager (sia chiaro, non Franco) mi vedeva
ormai come la mosca bianca di quella scuderia. Ed è
trasceso tutto il discorso. Ci tengo a sottolineare che
io con Ax e Jad mi sono sempre trovata d'incanto, sono brave persone, ma
la gente che lavorava con loro, a livello pseudo-contrattuale...era fin troppo
deleteria per il mio stomaco. Quindi, fanculo, me ne sono
andata!

B: spiegaci allora com'è nato
"Borderline", come si è svolto il tuo lavoro,
come hai selezionato le collaborazioni, quanto tempo ti
ci è voluto per mettere tutto assieme...
P: "Borderline" è un
lavoro di anni; ti dico questo perché negli anni in cui
lavoravo solo come dj e le mie presenze live erano
saltuarie ho riflettuto molto su ciò che realmente
volevo dal mio primo disco. Mi sono posta dei traguardi,
dicendo a me stessa che solo nel momento in cui la mia
crescita personale, musicale e come donna fosse arrivata
ad un livello soddisfacente, quello era il momento giusto
per presentare "Borderline". Il disco al suo
interno tratta argomenti molto variegati, si parla di
amore, rabbia, tristezza, dolore, felicità, amici...i
testi sono la prova di questa evoluzione personale.
Avevo, ed ho, diverse cose da dire, ed aspettavo questo
momento per farlo. Volevo un disco che trasmettesse
qualcosa, che avesse qualcosa da dire, qualcosa di più
maturo dei soliti luoghi comuni dell'Hip-Hop italiano:
droga, bamba, alcool, tipe, tipi, stronzate varie. Mi ero
detta: voglio far uscire un disco che sia il mio
biglietto da visita, che la gente sappia come sono, in
modo tale che se ha da ridire, sparlerà su qualcosa di
vero e non su un personaggio creato giusto per far
parlare di se.
B: sei soddisfatta del suo risultato
finale? Che tipo di aspettative hai per
"Borderline"?
P: sono pienamente soddisfatta di
"Borderline", sia a livello di testi che nelle
produzioni e nell'assemblaggio complessivo del prodotto.
Già questo è un ottimo traguardo. Essere soddisfatti
del proprio operato! Hai presente come con le persone che
incontri? Se ti aspetti il 100% da loro e poi ti danno
anche solo un po' di meno, è una delusione; se
invece ti aspetti l'1 % tutto ciò che arriva è una
soddisfazione. Così per il disco, non mi aspetto nulla,
tutto ciò che arriverà sarà soddisfacente. Il discorso
è che c'ho messo veramente il cuore e se questo bastasse alle vendite e
ai feedback, beh, sarei prima in classifica.
B: nel disco mi è sembrato di notare
diversi cambi di atmosfera, passando dalle classiche
tematiche Hip-Hop a discorsi molto più intimi: credi che
"Borderline" riesca a rappresentare in maniera
compiuta la tua vera essenza?
P: sì, completamente. Non ho mai
avuto peli sulla lingua, non ho mai mandato a dire
qualcosa, l'ho sempre fatto in prima persona. E questo è
il risultato. Odio l'attuale mercato discografico e ne
parlo, odio l'ipocrisia e le bugie e ne parlo, odio la
gente con la puzza sotto il naso ed i loro inutili
backstage e ne parlo, amo la vita e ne parlo, ho pregi
e difetti e ne parlo...e così via. Soprattutto nella titletrack trovi la mia vera essenza:
io sono quella.
B: oltre che tramite Internet e le
serate nei locali, come si svolge la promozione del tuo
nuovo disco?
P: ho affidato la promozione per le
radio e la stampa ad un ottimo ufficio stampa che lavora
con me; le radio hanno risposto bene al disco e stanno
trasmettendo molto i pezzi. Ho voluto dare carta bianca sul brano da passare, voglio che si
abbia un'idea generale del lavoro. Per quanto riguarda la
stampa, cavolo, leggo recensioni positive ovunque, sul
web, sulla carta...non può che farmi piacere. Veramente,
dopo anni di calci in culo e gavetta, mi rafforza molto
tutto ciò.
B: grinta e caparbietà fanno
sicuramente parte del tuo bagaglio caratteriale: ed in
quanto a fiducia Chiara crede fermamente in Posi Argento?
P: Chiara non esisterebbe senza Posi
e viceversa. Ed è uno sbaglio secondo me scindere le due
cose. Io vivo 24 ore al giorno con la musica. Lavoro con
questa. Respiro grazie a questa. Chiara o Posi è lo
stesso, ormai anche mia mamma mi chiama Posi...

B: chiunque abbia avuto la fortuna di
ascoltare "Così fan poche" è rimasto
particolarmente colpito da "Stupenda", che
riproponi oggi in versione remix. Suppongo si tratti di un pezzo a cui
tieni molto.
P: assolutamente sì. Ricordo quei
giorni come se fossero oggi. Ho avuto a che fare con un
macigno troppo grosso da portare, ma ce l'ho fatta, anche
se la schiena è ancora a pezzi. Quando guardi in faccia
la realtà e ti rendi conto che questa vita ti sta
strappando la parte più grande del tuo cuore, ti rendi
conto di quanto tutto ciò che viviamo sia sottile e
delicato. Occorre viversi ogni attimo come fosse
l'ultimo. Per me è un onore quando la gente mi dice che
"Stupenda" è un pezzo che ha commosso o
aiutato a crescere. Proprio l'altro giorno un amico mi ha fermato e mi ha detto: mi hai fatto
piangere per 5 minuti. Ho scoperto che aveva perso da
poco la madre.
Io ho scritto una canzone come "Stupenda" una
notte, in una camera d'ospedale, mentre controllavo che
la flebo di mia mamma scendesse secondo il ritmo
stabilito. Ho pianto, troppo, ma lei non l'ha mai saputo.
Il giorno che è uscita dall'ospedale le ho fatto
ascoltare la canzone...ha pianto molto anche lei.
B: raccontaci come scrivi i tuoi testi.
P: ovunque. Su scontrini, sul
cellulare, su fogliettini volanti. Appena l'ispirazione
arriva, devo essere pronta a recepirla. Un testo che
nasce è come un forte impulso che parte da dentro, che
bussa nel tuo stomaco e dice: devo uscire. Ed è così,
prendo carta e penna e vomito quel che si
impone da dentro.
B: quanto è cambiata Posi Argento
dal suo primo demo ad oggi e in che misura questo
cambiamento è dovuto all'Hip-Hop?
P: a livello artistico e musicale,
sono cambiata molto. Ma anche per quanto riguarda la
visione generale della vita. L'Hip-Hop di per sé è la
mia forza. Credo molto in questa cultura, ma nel mio
modo di viverla. A me non interessa come altri se la
possano vivere. Io ho dei saldi principi ai quali mai
rinuncerò. Se invece mi parli di movimento Hip-Hop, credimi, è
una nicchia dalla quale mi sono sempre tirata fuori.
Troppi colpi bassi, invidie, gelosie, pugnalate alle
spalle. Sono arrivata alla conclusione che io faccio il
mio e ci credo a fondo, il resto è solo un bel
contorno.
B: tra i tuoi artisti preferiti citi Subsonica, No Doubt e Sergio Cammariere; segui molto
l'Hip-Hop (italiano e straniero) o lo vedi solo come un
mezzo per poterti esprimere? Quali sono i tuoi
punti di riferimento musicali?
P: seguo molto l'Hip-Hop italiano ed
anche quello straniero, ovviamente è il mio cibo
quotidiano. Però se mi chiedi un disco che mi rimarrà
nel tempo, ti parlo di No Doubt, Subsonica, Cammariere,
quindi artisti che con il mio genere non c'entrano per
nulla. Ho pochi punti di riferimento musicali, sto
cercando di costruirmi il mio. La mia identità. A
livello di stima, o modello, che mi piace, posso citarti Gwen Stefani, la cosiddetta
tipa con i coglioni.

B: secondo te come si è evoluta la
scena italiana negli ultimi 5 o 6 anni? Non provi un po'
di malinconia per quel periodo?
P: metterei la firma per tornare al '95.
Ora c'è più informazione, più pubblicità, tutti
parlano di Rap, scuole di breakdance...è un casino. Preferivo gli anni
con meno spam e più
qualità, che oggi è scesa a livelli veramente
bassi. Trovi di tutto in giro. Generi ibridi che vengono
considerati Rap...boh, guarda: io vorrei tornare all'Hip-Hop Village! Poche cose, ma fatte bene!
B: che consigli ti senti di dare alle
giovani leve che vogliono trovare nell'Hip-Hop una futura
chiave per la propria realizzazione?
P: siate voi stessi. Evitate di
emulare gli artisti che più vi piacciono, sareste solo
dei cloni. Fate parlare il cuore. Parlate di cose
sensate, vere, tangibili; lasciate che siano altri a
sparare cazzate, altrimenti i politici a cosa servirebbero? Vivete alla giornata, amate, scrivete,
leggete, approfondite la vostra cultura personale e
vivete un po' in solitudine. Solo così si conosce meglio
sé stessi e le proprie ambizioni.
B: in Italia tu rimani una delle
poche female mc. Oltre a rappare, in
"Borderline" ti sei autoprodotta diverse
tracce, ti si vede spesso in giro per serate ed hai
tantissimi anni di attività sulle spalle, sei a tutti
gli effetti un'eccezione! E' così difficile per una
donna far parte dell'Hip-Hop? Credi che le ragazze si
avvicinino all'Hip-Hop per moda o magari per seguire i
propri compagni molto più spesso di quanto non facciano
i ragazzi?
P: è molto difficile per una donna
far parte dell'Hip-Hop. E' una continua lotta con chi non
crede in te perché hai un bel culo e due tette. Io,
fortunatamente, in questi anni mi sono ritagliata il mio
spazio e guadagnata il rispetto di tutti quei maschi che
non ci credevano. Non faccio Rap per femmine, faccio
musica e basta. A me non interessa chi lui o lei siano.
Parlo ed ho voce e fiato indistintamente dal sesso che
ho. In molti pensano che io sia una figura asessuata, in
grado di piacere ad uomini e donne. Lo reputo un
complimento. Ci sono poche ragazze che sanno rinunciare
alla propria vita privata, alle proprie ambizioni
prettamente femminili, per inseguire un sogno. Io l'ho
fatto e già a 13 anni salivo da sola sui treni e andavo
a farmi i contest di freestyle. Ho tirato schiaffi e
stretto mani. Urlato e riso. Vinto e perso. Mi sono fatta
tante di quelle ossa che potrei prestarle a qualche
invertebrato. Molte ragazzine sono fake in
quest'ambiente, fanno corsi in palestra e si credono
delle home girl. Fanculo, dammi i soldi della tua tessera
di fitness, ti faccio un corso accelerato io...
B: visto che siamo in dirittura
d'arrivo, toglimi una piccola curiosità. In "Così
fan poche" campionavi la colonna sonora di
"Inferno", citavi Kubrick ("Overlook hotel"), Hitchcock ("Motel Bates") e ti
definivi "La regista dell'orrido"; sei
un'appassionata di cinema con una certa predilezione per
l'horror?
P: mangio pellicole. Adoro il genere
horror, anche se col passare del tempo mi sono dedicata
a film con più significati ed insegnamenti di fondo.
B: c'è qualcosa che non ti ho
chiesto ma avresti voluto dire?
P: una bella intervista, non ho
altro da aggiungere.
B: ringraziamo Posi per
l'intervista, che potete seguire sul sito
www.posi.it.
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