IAM – Revolution

Voto: 4

Alla soglia dei 50 anni – solo Akhenaton, tra i componenti attivi del gruppo, non l’ha ancora oltrepassata – non è facile. Non è facile dialogare con un pubblico anagraficamente distante, pronto a etichettarti come vecchio una volta passati i trenta; non è facile adattarsi alle correnti di un genere che oramai stravolge i propri punti cardinali a cadenza semestrale, muovendosi ad alta velocità sul silicio e non più sull’arido asfalto; non è facile… Nemmeno per gli IAM, padrini di Marsiglia – quindi di Francia e, di conseguenza, d’Europa – ed esattamente un ventennio fa fondatori del dojo del microfono d’argento, massima espressione della poetica urbana all’interno dei confini del Vecchio Continente.

Difficile o meno, appare però subito chiaro che Akhenathon e soci non siano disposti a scendere a compromessi con il modus operandi del rapper medio formato 2017. In “Orthodoxese “Monnaie De Singe l’impostazione dei brani ricalca i canoni più classici del genere, pur mantenendo integra la freschezza del proprio suono. <<Dis-moi hein, c’est nous les petits à Kool Herc/le Pop était monochrome, on y a amené la couleur>>, rappa Akh nella prima delle due, calcando con andatura solenne un boom bap autoprodotto, accompagnato dai graffi poco ortodossi di Kheops, che per l’occasione affetta sui piatti le ugole di Joey Bada$$ e dei bad boys di Marsiglia. E’ una goduria poter ancora ascoltare dell’Hip-Hop così!

La vena aggressiva di un tempo, o il lato oscuro se proprio vogliamo essere nostalgici, si è in parte sopita col passare degli anni, ma l’ha fatto senza intaccare la presenza scenica dei due marziani, i quali in quanto a voce, incastri e cambi di passo dimostrano di non aver bisogno di alzare l’asticella oltre i 130 bpm per impressionare la giuria. Il loro è rimasto un Rap sceneggiato secondo tradizione, che mira a edificare lo scenario un verso alla volta.

In “Grands Rêves, Grandes Boîtes il collettivo invita a non abbassare la testa, ripercorrendo i momenti in cui il dubbio avrebbe potuto determinare un risultato diverso nella loro equazione (<<ces regards noirs jetés au-dessus des épaules/y’a que les plaques de peaux séchées aux coudes qui décollent/si ce n’était que les élèves en cours qui déconnent/les fondations des rêves plongent au cœur des écoles/quelques profs ont glorifié mes défaites/l’immense majorité rangé mes ambitions, pliées dans une boîte d’allumettes>>). Anche asservito alla pura autocelebrazione, come accade in Depuis Longtemps” con Shurik’n a illustrare l’indissolubile legame con la propria arte (<<y a toujours cette même envie/envie de dire amour des mots/envie de sentir les frissons effleurer ma peau/expulser les phrases de mon torse comme un dragon de feu/et transformer le laid en beau tout comme le font les fées/y a toujours cette flamme qui crame à côté de nos âmes/et ce charme qui agit chaque fois que la MPC parle>>), lo spessore lirico ripudia le soluzioni troppo scontate e offre strofe che non cessano di respirare dopo un paio di ascolti.

A livello di esecuzione, il disco è un gioiellino. E pure il comparto musicale – arrangiato senza pretese rivoluzionarie da parte di Imothep, Khéops e lo stesso Akhenathon, facendo spesso ricorso alla strumentazione dal vivo – procede senza quasi mai mostrare il fianco. La scelta di incorniciare Rêvolution” su sonorità per lo più morbide, privilegiando la dimensione riflessiva dell’ascolto al ritmo narrativo dell’opera, ha però contribuito a cerchiare con un evidenziatore il vero, e forse unico, difetto palese dell’album: quei settantasette minuti suddivisi su diciannove tracce. Probabilmente, con una “Petit Frère” qua e una “Ombre Est Lumière” là avrebbe anche potuto funzionare; ma purtroppo non è questo il caso e alla lunga il replay ne risente.

Ma non era facile, l’avevamo detto. Eppure, voglia di strafare a parte, questi ragazzi continuano, a ventotto anni di distanza dalle loro prime sessioni in studio, ad avanzare col pugno alzato al cielo, incuranti di uno scenario pronto a inghiottire chi non si vuol conformare al cambiamento. Loro vanno avanti, con la fiaccola del Rap ben stretta tra le mani, e sembrano del tutto intenzionati a continuare fino al giorno in cui qualcuno non sarà pronto a raccoglierla.

Tracklist

IAM – Rêvolution (Def Jam Recordings France 2017)

  1. Depuis Longtemps
  2. Monnaie De Singe
  3. Rigamortis
  4. La Lune C’est Le Soleil Des Loups
  5. Rêvolution
  6. Danse Pour Le Hood
  7. Grands Rêves, Grandes Boîtes
  8. Terre Aride [Feat. Nuttea]
  9. Paix [Feat. Saïd]
  10. Fiya [Feat. Lino]
  11. Bad Karma
  12. Orthodoxes
  13. Chanson D’automne
  14. Ils Ne Savent Pas
  15. Life, I Live [Feat. Tyler Woods]
  16. 1 Gun, 2 Gunz, 3
  17. Auréole
  18. Exister
  19. Bien Plus Beau [Feat. Meryem Saci]

Beatz

  • Imhotep: 1, 6, 9, 10, 11, 13, 14, 17, 18, 19
  • Akhenaton: 2, 4, 8, 12, 15, 16
  • Akhenaton and Imhotep: 3, 5
  • Akhenaton and Denis Thery: 7

Scratch

All scratches by Dj Khéops

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