Hell Razah & Shabazz Are T.H.U.G. Angelz – Welcome To Red Hook Houses

Voto: 3,5/4

Essere marchiati dal simbolo della fenice e far parte di quella cerchia ristretta di rapper affiliati a una delle più importanti crew che l’Hip-Hop abbia mai conosciuto è sicuramente un motivo di vanto, il punto di arrivo che ogni artista vorrebbe raggiungere. Tuttavia, questa benedizione comporta anche diversi doveri, primo tra tutti quello di tenersi costantemente su un livello qualitativo adeguato, il che molto spesso determina la necessità di doversi scontrare con l’accanita critica specialistica e coi colleghi posseduti dalla classica dose d’invidia.

Hell Razah e Shabazz The Disciple, due storici affiliati al Wu-Tang Clan, uniscono le forze in un album molto solido, ben concepito e prodotto. A fare la parte del leone sono senz’altro i due mc’s, grazie alla miscela perfetta creata dai rispettivi flow, così diversi ma ideali per essere inseriti sulla stessa traccia: l’ex Sunz Of Man è caratterizzato da una voce molto profonda e un ritmo decisamente lento (diciamo gangsta), Shabazz, al contrario, aggredisce il tappeto sonoro con molta più veemenza e con un tono più stridulo e hardcore.

Con questa combinazione i T.H.U.G. Angelz si rendono portavoci, come lo stesso titolo sottolinea, di un inno alle native Red Hook Houses, project newyorkese situato nella parte più occidentale di South Brooklyn: al primo impatto appare evidente l’intento di denuncia verso un mondo che nulla ha a che vedere con le vicine e sfavillanti avenue di Manhattan, una realtà caratterizzata da povertà, perdita di valori e violenza, aspetti abilmente descritti nella titletrack (<<it’s Red Hook, you know the name ring bells G.G. last stop, nigga welcome to hell/it’s like a maximum facility; your block is your cell/and yo, we see mad niggas get bucked but never tell>>); nonostante ciò, la bellezza dell’album, dal punto di vista dei contenuti, la si percepisce nello sviluppo dell’intero lavoro, che all’interno di un clima così pregno di negatività dà vita, lentamente, a un omaggio del ghetto, sottolineando come in tutto il marciume presente si possa ancora trovare qualcosa di positivo, ovvero le origini stesse che legano i due artisti e che hanno dato loro l’ispirazione, la grinta e la fame per avviare un’ottima carriera in ambito musicale.

Avvalersi, rispetto alla componente strumentale, di pesi massimi come Bronze Nazareth, Blue Sky Black Death, Vanderslice, Bond ed altri più o meno conosciuti beatmaker, non fa che donare ulteriore lustro all’intero progetto. L’unico appunto riguarda l’inevitabile inflazione che determinate tematiche hanno oramai subito nel corso degli anni all’interno del genere; va comunque detto che se il lavoro è ben fatto, col cuore prima che con la testa, il risultato è appunto pari a “Welcome To Red Hook Houses”, uscita cui ogni appassionato di rime street dovrebbe dare presto un attento ascolto.

Tracklist

Hell Razah & Shabazz Are T.H.U.G. Angelz – Welcome To Red Hook Houses (Babygrande Records 2008)

  1. Cab Ride (Opening)
  2. Welcome To Red Hook Houses
  3. Jail Saga
  4. The Obituary (E.B.G.G.)
  5. My Brother’s Keeper
  6. Gang Love
  7. South Brooklyn (The Anthem)
  8. Audiobiography Remix
  9. Apt. 7G (Blacksmiths)
  10. The Visit [Feat. 7th Ambassador]
  11. Under The Wing
  12. Confessions Of A T.H.U.G. Angel (Closing)
  13. 144,000

Beatz

  • Shroom: 1, 10, 13
  • Jordan River Banks: 2
  • Vanderslice: 3
  • Bronze Nazareth: 4
  • Bond: 5
  • Shawneci: 6
  • RNS: 7
  • Blue Sky Black Death: 8
  • Smoke Shop Productions: 9
  • Hell Razah and Dj Rated R: 11
  • Spell: 12
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Cazza

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