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GHOSTFACE - THE PRETTY TONEY ALBUM
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VOTO (da 1 a 5)
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4
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Dopo aver tolto (non si sa bene per quali motivi) il Killah dal nome, ritorna nei nostri impianti stereo Ghostface, il più prolifico Mc del Wu-Tang Clan. C'erano molte aspettative intorno a questo disco, primo perchè Ghost si doveva riscattare da una non brillantissima prova con il suo ultimo lavoro e in secondo luogo perchè essendo questa la sua prima uscita con la Def Jam, ci si aspetta il cosiddetto salto di qualità (non nella qualità del prodotto, ma nel numero delle vendite, s'intende). Se per quest'ultimo punto ancora non si può dire nulla, per il primo si può dire che la missione è compiuta. Il disco è solido e ben costruito, Ghost è sempre grande (anche dietro ad un'esemplificazione dei testi) e si trova a suo agio su qualsiasi tipo di base, che sia la lenta "Kunta Fly Shit" o la velocissima ed esplosiva "Run" (entrambe prodotte da Rza, aihmè, l'unico della Famiglia ad essere presente nel disco). Il disco parte benissimo con "Biscuits" con il featuring di Trife (nuovo compagno di avventure di Ghost) che si snoda su un beat bellissimo e che vede al refrain un Ghost canterino (oramai un suo pallino dato che ovunque nel disco canta a scuarciagola, pensa forse d'essere intonato?), seguita da "Beat The Clock" e da "Metal Lungies" con la partecipazione di due terzi (o quarti, dato che ora sono in quattro) dei Lox, vale a dire Sheek Louch e Styles P.; questi tre pezzi sono delizia per le orecchie. Segue "Save Me Dear" primo di alcuni pezzi incentrati completamente sulla reprise di diverse canzoni soul/funk del passato (non campionate, bensì usate come base con Ghost che rappa sopra), in questo caso Ghost riprende la famosissima "You Got What I Need" di Freddie Scott (chi non la conosce scorda uno dei super classici di Biz Markie "Just A Friend") e il risultato è eccellente pur essendo, la canzone, una lode alle donne (sì ok, ma m'aspetto altre cose io..). Segue "It's Over" che riprende "I'm Afraid The Masquerade It's Over" di David Porter ed è già un mini classico di per se con lo storyteller Ghost in pieno effetto (Back in '95 when I was jugglin' bitches / Pumpin' coke out the spot, smackin' fiends in the kitchen / All around dick sucks whenever, blowin' chronic out of Philly's / Gettin' flusty in the Cub' Link era / Niggas tellin' me my spot is hot / They like I think any day now, playboy, shit gon' pop). Purtroppo ciò che segue rasenta l'oscenità, dato che "Tush" con Missy Elliott (???) è pura spazzatura creata apposta per le radio, da saltare a piè pari, per arrivare, dopo un bell'interlude, a "Holla" singolo che ha preceduto di quasi un anno l'uscita del disco, che riprende "La La La (Means I Love You)" dei Delfonics creando un pezzo suggestivo e a tratti emozionante, emozione che si spegne sentendo "Ghostface" il pezzo che segue, con una base davvero brutta che rovina il bel testo di Ghost, meno male che arriva in nostro soccorso "Be This Way" uno dei miei pezzi preferiti (Live from Staten Island, where the gangstas kill / Only place on the map, that got the 30 dollar bill / And we front like we got millions / Our specialty is how we willie) con Ghost che tira fuori un gran testo. Il disco prosegue con la bruttina "Tooken Back" con il featuring di Jackie-O (??????) che dimostra, come se ce ne fosse ancora bisogno, che le donne con il rap, salvo poche eccezioni, hanno ben poco a che fare, seguita dalle stupende "Run" e "Love": la prima è una bomba prodotta da Rza che vede Ghost e Jadakiss (questo sì che è un featuring) scambiarsi il microfono inseguiti da polizia, antidroga e chi più ne ha più ne metta (Jadakiss tira fuori una strofa da brividi: Yo It's Task Force Tuesday, the NARCS is in the black car / I got fine hundred, hundred packs in my backyard / Clear 20/20's, that look like stuff shells / I'm cuttin' niggaz throats on the sails, while they puff L's / Don't leave nothin' unbagged, shave everything / I learned from the O.G.'s to save everything) la seconda è un'ode all'amore che vede il suo apice nel bellissimo ritornello di Musiq. Alla fine dei conti questo disco risulta veramente ben fatto (superiore in tutto a "Bulletproof Wallets, anche se i primi due sono irraggiungibili), Ghost è veramente ispirato e la sua ricerca del soul nei suoi pezzi non poteva avere risultati migliori. Una nota di demerito va alla pessima grafica del booklet, davvero inguardabile, ma è davvero cosa di poco conto al cospetto di un bel disco come questo. |
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TRACK LIST |
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Ghostface - The Pretty Toney Album (Def Jam 2004)
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| BEATZ |
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