Gel – Io non sono buono

geliononsonobuonoIl 2016 segna, tra le altre uscite, il ritorno di Gel, mc di cui si erano quasi perse le tracce ma che ha scritto pagine importanti nella storia recente dell’Hip-Hop italiano. Qualche anno fa, il Nostro annuncia infatti il ritiro dalle scene dopo aver rilasciato “Mirò”, un EP dal gusto molto sperimentale che spiazzò chiunque fosse abituato ad ascoltarlo assieme agli altri membri del TruceKlan, un progetto di rottura – seppur brevissimo – che lasciava presagire un deciso allontanamento dal Rap e dal filone hardcore cui lo stesso apparteneva.

“Io non sono buono” concretizza invece il nuovo sodalizio tra Gel e l’Hip-Hop, come chiarito dall’artista stesso, spinto a pubblicare l’album da esigenze quasi naturali – una sorta di proverbiale ritorno all’ovile, se così si può dire. E tuttavia Gel riprende il microfono con un approccio tutto rinnovato e pubblica un album il cui concept è talmente palese da risultare quasi banale: in breve, l’mc vuole sputare addosso a quante più persone possibile. Nelle undici tracce (comprensive di skit) di “Io non sono buono”, tutte prodotte da Fuzzy, Gel intende dimostrare quanto possa essere rude e, in un certo senso, vero: il risultato è un album che liricamente ha almeno una dozzina d’anni, un ennesimo figlio ritardato di “Mr. Simpatia” – e non è un caso che tra i pochi invitati appaia proprio Fabri Fibra. Non che si tratti di un’uscita pessima o con gravi carenze, se non per la scarsissima originalità dei contenuti proposti; Gel riesce anzi nel proprio intento, il problema è che si tratta di qualcosa di già visto, rivisto e stravisto. Si prenda, ad esempio, “Italian trash”, brano che racchiude in sé  numerosi preconcetti su cultura e società, rispecchiando diversi brani simili per tema e punto di vista. Le tracce più riuscite sono la titletrack e “Un uomo di plastica”, proprio con Fabri Fibra; tutti gli altri featuring si rivelano azzeccati, in particolare quello con Julia Lenti la cui voce genera un bel contrasto col flow tagliente e compassato che ha sempre contraddistinto il Rap di Gel. Il resto, ahimè, non colpisce in nessun senso. E a lasciare un po’ delusi è altresì il comparto delle strumentali, che non guardano alle prove precedenti del protagonista né però presentano particolari elementi di novità.

In breve, il ritorno di Gel non ha una personalità molto marcata e non dà alcuna coordinata su ciò che dovremo aspettarci in futuro dal romano – ammesso che ci sarà ancora qualcosa dopo “Io non sono buono”.

Tracklist

Gel – Io non sono buono (Quadraro Basement 2016)

  1. Io non sono buono
  2. Specchi di legno
  3. Un uomo di plastica [Feat. Fabri Fibra]
  4. Italian trash
  5. Ho peccato [Feat. Noyz Narcos]
  6. Sparare su Roma [Feat. Richard Green]
  7. 50euro
  8. Chiudo gli occhi [Feat. Lucariello e Julia Lenti]
  9. Skit Jon ZTKings
  10. Vinci la guerra
  11. Il bene e il male

Beatz

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