DRS – I Don’t Usually Like MCs, But…

Voto: 3,5

drs2012500Qui c’è del Rap su Drum & Bass, chiariamolo subito; evito letture inutili ai non open minded. DRS è Delroy Pottinger, britannico, nato a Break Dance e Run-DMC, cresciuto a far rime nei dj set tra Liverpool e Manchester, divenendo poi resident mc al Club Xtreme; dopo varie collaborazioni (tra cui Lynx e Zed Bias, ma LTJ Bukem soprattutto) pubblica singolo e successivamente album in questione. L’mc si avvale della crema della scena DnB e Bass, aspetto che attira non poco, soprattutto per chi predilige certe sonorità: ci son dentro da Calibre a dBridge, da Dub Phizix a Enei, fino a S.P.Y. e altri ancora. 175 bpm everywhere: mentre t’ascolti del buon Rap, saltelli un po’ senza necessità di cassa dritta – fighissimo.

Dividi il tempo a metà e t’esce fuori qualcosa che ha più o meno gli stessi battiti dell’Hip-Hop classico, quindi senza immaginarsi ultraextrabeat che manco Busta Rhymes ce la farebbe, qui il Rap si adatta perfettamente. Si gira attorno ad argomentazioni elementari, a volte anche troppo, incentrando principalmente tutto proprio sull’avere in cuffia un disco Rap interamente Drum & Bass. L’oscura “Blackhearted”, così come “Play Wid Fire”, propongono un drop facile facile ma che ciao veramente. Delude un po’ il maestro dBridge in “Autonomic”, dove il ritornello un po’ sempliciotto è compensato solo dalle buone strofe di DRS.

Cassa leggera e mood coinvolgentissimo in “It Ain’t Easy”, unico episodio in cui i bpm calano, assieme alla reggaeggiante “Habitual”; sulla stessa carreggiata Soul la liquid di “Holding On”, “Raindrops” (gran bella traccia, peccato per i chorus forse troppo alti) e “Keep The Faith”, dove il Rap lascia il posto ad accenni di canto dello stesso DRS. Il tiro s’alza in “Do What?”, ma rimane monotono in tutto il pezzo, cosa che riesce invece a pieno in “Renegade”; big combo in “Bun Ya”: se sommi oltre cinque minuti di Rap senza ritornelli e la Neurofunk di Dub Phizix, il risultato è schiaffi in faccia da tutte le parti.

Di ottima manifattura la deep “Soul Remembers”, ma il brano migliore è “Count To Ten”, su produzione di Enei, gran bassline e batterie, fx sulle chiusure di DRS e in sostanza è qua che ti decidi a comprare il disco. Ordunque: rapper dalle buone doti, non viaggia in tecnicismi né in contenuti pesantissimi, ma sta sul tempo, s’appoggia bene su vari tappeti, sa variare velocità e s’immerge anche nel cantato; insomma, high level. Il Rap, in termini quantitativi, non è tantissimo, ma con una mole di producer del genere ce lo si aspettava. Per il resto…wicked!

Tracklist

DRS – I Don’t Usually Like MCs, But… (Soul:R 2012)

  1. Soul Remembers [Feat. Fox]
  2. Blackhearted
  3. Autonomic
  4. Do What?
  5. Star Voyager [Feat. Jenna G]
  6. It Ain’t Easy
  7. Play Wid Fire
  8. Renegade [Feat. Kemo]
  9. Holding On [Feat. Jehst and Riya]
  10. Keep The Faith
  11. Count To Ten
  12. Bun Ya [Feat. Konny Kon, Fox, Rolla, Skittles, Strategy and T Man]
  13. Habitual
  14. Raindrops [Feat. Pete Simpson]

Beatz

  • Dub Phizix: 1, 7
  • Lynx: 2
  • dBridge: 3
  • Genotype: 4
  • S.P.Y.: 5, 8
  • Kim Nishikawara, Marcus Intalex and Tyler Daley: 6
  • Lenzman: 9, 14
  • Calibre: 10, 13
  • Enei: 11
  • Chimpo and Dub Phizix: 12
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