Cypress Hill – Black Sunday

Voto: 5

BlackSunday500A volte la (buona) musica ha il potere di catturare tutta la nostra attenzione, appropriarsi di noi, costringerci a ripetere l’esperienza d’ascolto fino a completa sazietà. E’ il caso, guarda un po’, di “Black Sunday”, tappa obbligata nel lungo e florido percorso artistico del trio consacratosi alla storia come Cypress Hill: a mio modestissimo giudizio il loro miglior album ex aequo all’altrettanto fondamentale “III (Temples Of Boom)”, col quale forma un binomio micidiale grazia alla chimica inossidabile sprigionata da Lawrence (Dj Muggs) Muggerud, Louis (B-Real) Freese e Senen (Sen Dog) Reyes. Il primo non sbaglia neppure un colpo e trova una quadratura stilistica che, rispetto all’esordio omonimo del gruppo, assume un carattere univoco, riconoscibile anche in mezzo alla folta schiera di imitatori che verranno: i suoni sporchi, i giri di batteria marcissimi, i bassi aggressivi e un sampling mai domo, capace di avventurarsi tra solchi di ogni genere (dal Funk di Sly And The Family Stone alle chitarre dei Black Sabbath). Ai suoi due soci non resta che sganciare una quantità impressionante di energia, magari caricandosi prima di un bel po’ di THC, e dimostrare che, pur senza le tecniche assassine e il wordplay circense di altri, con un microfono tra le mani sono dei maestri indiscussi dell’intrattenimento.

Tema centrale dell’album – e ci vuol poco a capirlo: l’interno del booklet ve lo spiega con didascalica chiarezza… – è la totale venerazione per la marijuana, protagonista nella quasi totalità di “Black Sunday”, dalla ripida discesa verso la follia di “Insane In The Brain” (cult assoluto!) alla scoppiatissima “Hits From The Bong” (che dite, gli Articolo 31 l’avranno ascoltata un paio di volte prima di scrivere “Maria Maria” e aggiungere uno skit che a sua volta somiglia un tantino a “Legalize It”?). Né, tuttavia, manca il resoconto di tensioni e inquietudini (“Lick A Shot”, “A To The K”) pronte a sfociare nella violenza urbana di una Los Angeles cupa e, dato l’artwork, cimiteriale (“Cock The Hammer”, “Hand On The Glock”). Ma, al di là dei singoli dettagli, ciò che di “Black Sunday” persiste ad ogni assaggio aggiuntivo, nell’arco temporale che va dai primi anni novanta fino ad oggi (qualsiasi sia la data sul calendario), è il preciso equilibrio tra tutte le parti in gioco, qualità che gli permette di sfuggire alle banali contrapposizioni tra east e west coast o underground e mainstream; il secondo disco dei Cypress Hill è infatti un po’ dell’uno, un po’ dell’altro e qualcosina in più, è un successo stratosferico (oltre 250mila copie vendute a una settimana dalla sua pubblicazione, platini vari, tournée ovunque…) senza concedere nulla all’easy listening, è un acquisto obbligato per ogni appassionato d’Hip-Hop.

E’, per dirla in una parola, un classico.

Tracklist

Cypress Hill – Black Sunday (Columbia 1993)

  1. I Wanna Get High
  2. I Ain’t Goin’ Out Like That
  3. Insane In The Brain
  4. When The Sh– Goes Down
  5. Lick A Shot
  6. Cock The Hammer
  7. Lock Down
  8. 3 Lil’ Putos
  9. Legalize It
  10. Hits From The Bong
  11. What Go Around Come Around, Kid
  12. A To The K
  13. Hand On The Glock
  14. Break ‘Em Off Some

Beatz

All tracks produced by Dj Muggs except track #2 by T-Ray

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