A cura di: Ghigo Freeman e Bra 
(si ringrazia Lukariello per la gentile collaborazione)

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A questo punto però ci sembra doveroso inserire quella che potremmo considerare una piccola parentesi, un capitolo a sé. Stiamo parlando di un gruppo che, al contrario sia di quelli fin qui citati che degli altri che incontreremo in seguito, affrontano un percorso musicale inverso a quanto già ampiamente visto: i Cypress Hill. Se infatti abbiamo notato come i Red Hot ed i Rage Against abbiano 'piegato' sonorità di matrice nera alla propria musica (e lo stesso accadrà in seguito), il gruppo di Dj Muggs si ritrova dall'altra parte della staccionata, essendo in tutto e per tutto Hip-Hop. La scelta è dunque quella di allargare il proprio orizzonte musicale, concedendo al Crossover prima 5 tracce in "Skull & Bones" (2000), poi (sempre nello stesso anno) lo splendido "Live At Fillmore", accompagnato da Eric Bobo, Jeremy Fleener, Frank Mercurio e Andy Zambrano, e infine (nel dicembre del 2001) una parte sostanziale di "Stoned Raiders". Un Crossover, quello dei Cypress Hill, a volte irruento, altre melodico, ma sempre e comunque adattato alla perfezione a quello che è il loro stile di sempre. E' indiscutibile comunque che fin dagli inizi lo stesso Muggs aveva già mostrato una certa 'simpatia' per le sonorità Rock (ne è un esempio lampante "Riot Starter", presente su "IV", ma potremmo tranquillamente citare qualcosa di più vecchio), senza dimenticare la presenza di Sen Dog negli SX-10, altra band vicinissima al Metal.

Korn Ma torniamo ancora una volta indietro, fino al 1994: è questo l'anno in cui possiamo situare con certezza la nascita del Crossover così come lo si intende oggi...almeno nelle menti bacate e perverse dei media. La figura chiave della svolta ora si chiama Ross Robinson, il cui lavoro con gruppi come Sepultura, Korn, Deftones, Limp Bizkit e Slipknot ha contribuito a creare un vero e proprio genere musicale, con un suono tutto suo e facilmente riconoscibile. Dicevamo del 1994: è la volta al debutto (omonimo) dei Korn (www.korn.com), e l'ambiente metal si ritrova spiazzato. La loro parola d'ordine è 'innovazione'. L'atmosfera è claustrofobica...sì, questa è l'unica parola che riesce a descrivere realmente il suono messo a punto dai Korn. Complici la presenza di Ross Robinson dietro la consolle e la scelta di un suono cupo, i cinque ragazzi di Bakersfield mettono insieme dodici tracce in cui le ritmiche martellanti si coniugano spettacolarmente con la voce di Jonathan Davis, che, nonostante l'aspetto tranquillo (ma forse un po' schizoide...) e l'abbigliamento curioso (alterna tutine fluorescenti a kilt scozzesi), sembra avere una doppia personalità, passando da urla isteriche a deliri quasi sussurrati... "Korn" è una pietra miliare. Nel 1996 esce l'attesissimo seguito, "Life Is Peachy". Il prodotto è più curato del debutto, ma la violenza (sonora) è comunque presente in dosi massicce. Segue nel 1998 "Follow The Leader": la scelta della band è quella di abbandonare quel tracciato sicuro e testato che fino a qui avevano seguito, decidendo di fare a meno di Mr. Robinson. Il risultato è un disco ancora più vicino alle sonorità rap (un rap comunque tuttaltro che canonico), che lancia il gruppo verso l'evoluzione degli ultimi due dischi, "Issues" del 2000 ed "Untouchables" del 2002, sicuramente molto più easy-listening dei precedenti, ma pieni ancora di una inconfondibile impronta Korn.

 E qui le storie cominciano ad intrecciarsi... Se il Crossover è diventato l'ultimo (in ordine di tempo) fenomeno del Rock made in USA, il merito (o demerito se preferite...) va quasi tutto ad un gruppo, o meglio ad un uomo: tale Fred Durst da Jacksonville (Florida). Grazie ad una storia di tatuaggi quest'ultimo convince i Korn a far ascoltare il demo del suo gruppo, i Limp Bizkit (www.limpbizkit.com), a Ross Robinson, il quale decide di produrre il loro disco d'esordio. Limp Bizkit E' il 1997 e "Three Dollar Bill, Y'All $" provoca un nuovo scossone nel panorama Rock: che ci fa un DJ (trattasi di DJ Lethal, ex House Of Pain!) con un gruppo metal? E' proprio questa la novità: il suono dei Limp Bizkit è pesante come pochi, ma la presenza di Lethal dietro ai piatti è un eccezionale marchio di fabbrica, una novità che suscita interesse, e Fred Durst possiede una voce incacchiata sì, ma con un flow tanto scorrevole da farlo apparire più come un vero e proprio mc che un cantante metal. La svolta avviene nel 1999, con il loro secondo album: "Significant Other" si appoggia su un suono molto più curato nonché una evidentissima predilizione da parte di Fred Durst per il mondo Hip-Hop (non per niente riesce ad accaparrarsi Method Man e DJ Premier in un colpo solo!). Da qui in poi la storia la conosciamo più o meno tutti: la colonna sonora di "Mission: Impossible 2", "Keep rollin' rollin' rollin'...", il terzo album ("The Chocolate Starfish And The Hotdog Flavored Water"). E' la disfatta: i LB sono stati un altro punto di svolta nella storia del Crossover, questo è certo, ma quando i bigliettoni verdi cominciano a diventare parecchi diventa meno semplice seguire la strada intrapresa all'inizio...

Dunque siamo quasi al capolinea. Abbiamo visto come i LB siano stati forse gli ultimi a lasciare una traccia tanto profonda ed importante in un genere ancora pressocché nuovo qual'è il Crossover.
Resta però da spendere ancora qualche rigo per una serie di gruppi che, nel bene o nel male, hanno saputo mantenere un'identità propria all'interno di un genere musicale immensamente più vasto, e cioè il Nu Metal.

Slipknot Cominciamo con un'altra creatura di Ross Robinson, gli Slipknot (www.slipknot1.com). Originari dell'Iowa, esordiscono nel 1999 con l'album omonimo. Fin qui niente di strano. Se non fosse che gli Slipknot sono in 8 (o in 9, non s'è ancora capito bene!) e suonano un metal di una violenza realmente rara. Fatto sta che nel gruppo troviamo anche un DJ, un addetto al campionatore e diversi percussionisti. La voce di Corey Taylor si adatta perfettamente alle varie ritmiche scelte dal gruppo: rap, grida, ma anche momenti puliti e melodici. E' un gruppo valido, nessun dubbio su questo, ed ascoltarli dal vivo è un vero spettacolo... Andando avanti incontriamo tali Incubus. La leggenda vuole che la Sony nel lontano '93 abbia rifiutato di pubblicare le loro prime fatiche (oggi disponibili in "Fungus Amongus"), proprio pochi mesi prima dell'esordio dei Korn. Più raffinati dei loro 'colleghi', sono arrivati ad un suono molto easy ed apprezzato perfino da radio e TV (il che la dice lunga...). Il loro ultimo lavoro, "Morning View", è stato a lungo ai vertici delle classifiche (anche in Italia).

Machine Head E ancora: Machine Head (www.machinehead1.com). Californiani, vicini all'ambiente hardcore, i loro primi due album erano caratterizzati da un suono potente e violento, mentre gli ultimi due ("The Burning Red", 1999, e "Supercharger", 2001) sono molto più vicini alle sonorità Nu Metal/Crossover.
Deftones (www.deftonesworldwide.com): anche loro californiani, probabilmente sono i più lontani (come suoni) dal carrozzone Nu Metal. Esordiscono nel 1995 con "Adrenaline", cui segue "Around The Fur" (1999) e "White Pony" (2000). Il loro sound si evolve di album in album verso una melodia ricercata ma comunque sostanzialmente originale.
Ed infine, signori e signori, i System Of A Down (www.systemofadown.com): due album all'attivo, "System Of A Down" (1998) e "Toxicity" (2001), entrambi prodotti ancora una volta dal solito Rick Rubin! Il loro è un suono facilmente riconoscibile, ed i loro pezzi centrano facilmente il bersaglio con trovate musicali spesso lontane dagli schemi usuali. Di origine armena, riescono ad unire melodie tipiche del loro paese con una potenza ed una velocità fuori dal comune. E la voce di Serj Tankian è di una versatilità impressionante: si adatta alla perfezione alle folli ritmiche del gruppo, regala momenti di profonda melodia quando ce n'è bisogno e riesce ad essere cattiva e schizofrenica al momento giusto. Memorabile la loro versione di "Shame On A Nigga" in compagnia del Wu-Tang Clan, presente nella compilation "Loud Rocks" (2000): lontani dallo scimmiottare il Clan riescono a creare qualcosa di nuovo con una potenza inaudita, basta una traccia per dimostrarne il valore!

System Of A Down

Che altro c'è da dire? Poco o niente. Rimangono fuori alcuni nomi, questo è vero, ed il motivo è banale: non tutti hanno contribuito effettivamente alla nascita, allo sviluppo ed alla crescita del Crossover. Tanto per essere chiari, alcuni li abbiamo evitati in quanto puri fenomeni commerciali destinati esclusivamente a radio e TV musicali (Linkin' Park, Alien Ant Farm, Taproot, Kid Rock, e via dicendo...), altri invece (POD e Ill Nino, tanto per fare due nomi) li abbiamo ritenuti semplicemente troppo "recenti", e quindi ancora privi di una vera e propria parte nella 'storia'. In fondo la nostra vuole essere una semplice chiacchierata tra amici, non siamo mica un Bignami...

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