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Ecco a voi una serie di
domandine da un milione di euro: cos'è il Crossover? Quando è nato?
Quali gruppi suonano Crossover e quali no? E ce ne sarebbero tante
altre, alcune più o meno semplici, altre più o meno deficienti... Va
detto però, prima di cominciare, che la nostra non è una pretesa per
dare a queste domande LA risposta che illumini la vostra mente. No di
certo. Vorremmo invece rendervi le cose soltanto un po' più semplici,
aiutandovi a nuotare con più scioltezza in questo oceano pieno di
insidie chiamato, appunto, Crossover. Prima di tutto chiariamo una cosa:
il termine è inglese (bravi...bella scoperta...) e suona più o meno
come "incrocio". Quindi, trattandosi di materia musicale,
possiamo dire che il Crossover è un incrocio, o ancora meglio, una
commistione di diversi generi musicali. Ed in generale la formula è
data aggiungendo al Metal l'Hip-Hop. Le sfaccettature, ovviamente, sono
tante, e tutte sicuramente di grande interesse, ma data la sostanziale
specificità del sito ci preoccuperemo di affrontare solo quella
(consistente) parte che con l'Hip-Hop ha un legame particolarmente
netto. Cercheremo quindi di essere brevi (per quanto possibile) e,
soprattutto, chiari.
Dunque, dicevamo,
quando nasce il Crossover? ...Bella domanda... Per quanto ne sappiamo
noi, potrebbe anche essere nato nelle piantagioni di cotone americane
dove lavoravano gli schiavi neri, ma, poiché la premessa è quella di
essere piuttosto pratici, diremo che l'origine del Crossover risale a
tempi molto più vicini... Cominciamo col fare un piccolo passo
indietro, un passo di circa 16 anni: siamo nel 1986, ed in quella strana
e controversa zona denominata Stati Uniti d'America ci sono delle menti
che lavorano su qualcosa di diverso, di sperimentale:
- gli Aerosmith si uniscono ai Run DMC per suonare una
versione molto innovativa (per quei tempi naturalmente...) di "Walk
This Way", di cui qualcuno di voi avrà sicuramente avuto la
(s)fortuna di vedere il video: benissimo, questo probabilmente è
proprio il primissimo esempio, il primo tentativo, di fondere l'Hip-Hop
(di matrice strettamente nera) con il Rock (che possiamo tranquillamente
considerare 'bianco');
- i Beastie Boys (www.beastieboys.com)
fanno il loro debutto nel mercato discografico
con "Licensed To Ill". Ora, tenendo conto che i BB erano (e lo
sono tuttora!) tre giovanotti brutti, sporchi e parecchio rumorosi, ma
soprattutto che il colore della loro pelle è bianco, potete immaginare
la curiosità che riuscirono a suscitare con quel loro folle genere
musicale che li vedeva impegnati a sputare rime al microfono come i
rapper neri e contemporaneamente tirare giù schitarrate da paura come i
bianchissimi metallari! Bene, noi partiremo proprio da qui, da quel gruppo che (secondo noi) ha
concorso più di tutti alla nascita, all'evoluzione ed alla diffusione
del Crossover. Chi di voi non avesse ancora mai sentito "You Gotta
Fight (For Your Right To Party)", deve immediatamente smettere di
leggere queste pagine e correre a procurarsi "Licensed To
Ill", con tutti i mezzi possibili, leciti o illeciti che siano.
Perché 16 anni fa i BB facevano proprio le stesse e identiche cose che
fanno oggi Limp Bizkit & Company! Con una tecnica molto più
elementare e rozza, questo è certo, ma sicuramente con un pizzico di
talento/coraggio in più dei loro tanti successori. King Ad-Rock,
Mick D ed MCA i nomi, una solida cultura punk alle spalle
(siamo negli anni '80 d'altronde), una serie di negozi di abbigliamento
sparsi in giro per il mondo, hanno scoperto LL Cool J, promosso un
concerto annuale per la libertà del Tibet e sono stati i primi a far
arrivare un album Rap al platino. Questi sono i Beastie Boys! La prima
meta del viaggio è, come dicevamo prima, "Licensed To Ill",
un miscuglio di sonorità che assembla parti suonate a campionamenti
assurdi, il tutto perfettamente incastrato a quel loro flow quadrato che
ancora oggi li contraddistingue. E se non credete al fatto che le loro
siano delle menti superiori, provate a farci un solo esempio di gente
che nel 2002 fa ancora Rap in quel modo vendendo milioni di copie... Nel
1989, dopo aver mollato la Def Jam, il gruppo se ne viene fuori con "Paul's
Boutique", un'ulteriore fusione di generi che arrivano a
pescare ancora oltre: un pizzico di Beatles, una spruzzatina di Rock, ma
soprattutto tanto tanto funk anni settanta. Purtroppo il pubblico non
era ancora pronto a tutto ciò, e l'album fu sostanzialmente (a livello
di vendite) un flop. Ma certo questo non costituì un problema per i
tre, che, per nulla datisi per vinti, decidono di fondare una propria
etichetta, la Grand Royal, ed è proprio da qui che arrivano altre
preziosissime gemme: "Check Your Head" (1992), "Ill
Communication" e "Same Old Bullshit" (entrambi
del '94, il secondo raccoglie i due demo pseudo-punk 'pre-Licensed',
"Polly Wog Stew" e "Cookie Puss"), l'ep "Aglio
E Olio" ('96), un folle prodotto che racchiude 8 tracce in 11
minuti (!), "Hello Nasty" ('98), il quale si discosta
lievemente dal precedente sound catturando al suo interno anche
elaborate sonorità elettroniche, ed infine "Anthology"
('99), il meritatissimo best of. Torniamo però per un
attimo al 1986, anno che vede anche la pubblicazione di "Reign In
Blood", degli Slayer (www.slayer.net), capolavoro del suo genere pregno di violenza
sonora allo stato puro... E' curioso notare come seduto al banco della
regia ci sia un personaggio che risponde al nome di Rick Rubin,
un nome che potrete facilmente associare non solo ai Public Enemy, ma
anche a quei Beastie Boys di cui poco sopra, in quanto ex boss della Def
Jam. Un nome che incontreremo più volte da qui in avanti. Ma torniamo a
noi...
Dopo lo strano caso dei Beastie Boys ci ritroviamo improvvisamente
avanti di sei anni, nel 1992. Trattasi di un anno essenziale per il
Crossover, data l'uscita di due album fondamentali: "Rage
Against The Machine" (del gruppo omonimo) e "BloodSugarSexMagik"
(dei Red Hot Chili Peppers). Siamo ancora nel 1992 e siamo ancora
nella città degli Angeli: i Red Hot Chili Peppers pubblicano
"BloodSugarSexMagik", prodotto da una nostra vecchia conoscenza,
Mr. Rick Rubin in persona. Nello specifico, potremmo ricominciare ipotizzando che i padri fondatori
del Crossover siano stati appunto i Rage Against The Machine
(from Los Angeles) (www.ratm.com), o perlomeno potremmo
supporre che siano stati
proprio loro i primi ad avere una piena coscienza della rivoluzione
musicale di cui sono stati co-protagonisti, imponendosi con prepotenza
nella scena musicale americana dell'ultima decade dello scorso
millennio. L'album d'esordio come dicevamo risale al 1992, ed esce per
la Epic Records: il suono è quanto mai innovativo (e d'altronde sarebbe
attualissimo!), ma soprattutto gli argomenti trattati riescono a
posizionare i RATM una spanna più in su di parecchi loro colleghi (e
non): Zack De La Rocha è un rapper formidabile, dal vivo sa
intrattenere, balla, salta da un lato all'altro del palco come un
forsennato, tirando fuori dei testi che affrontano problemi seri e
delicati quali la libertà, la guerra, il feroce capitalismo americano
ed il Vietnam. Musicalmente ci troviamo piuttosto lontanucci dal suono
al quale siamo abituati: rigorosamente suonate, le parti musicali
guardano in maniera più che evidente al metal più duro, in particolare
nei primi due album e nelle performance live. Al basso c'è Tim Bob,
che lascia il segno con delle linee corpose e potenti, dietro tamburi e
piatti troviamo Brad Wilk, che nei suoi 4/4 mostra una paurosa
dose di energia allo stato più puro e duro possibile (a discapito
probabilmente di una tecnica non formidabile ma comunque poco necessaria
in questo ambiente), mentre alla chitarra c'è Tom Morello, folle
artista che arriva ad utilizzare il suo strumento nelle manieri più
impensabili, scratchandoci sopra o suonandola come una tastiera! Senza
dimenticare il quinto ed onnipresente membro del gruppo, presente ad
ogni loro Rivoluzione (ed il termine qui calza proprio a pennello): il Che!
Il secondo album, "Evil Empire", risale al 1996 (Epic
Records), il terzo, "The Battle Of Los Angeles", al
1999 sempre per la Epic. Ed è proprio alla 'battaglia di Los Angeles'
che segue lo scioglimento del gruppo. Senza scendere nello specifico,
per completezza aggiungiamo solo che all'inizio si vociferava di un
progetto tra De La Rocha e Muggs (che hanno già collaborato più volte)
e di cui ancora non se ne sa molto, e che nel 2000 sono usciti "Renegades"
(ancora Epic), un prodotto tanto pretestuoso quanto inconcludente, e "Star
Profile", entrambi sotto lo 'stemma' Rage Against The Machine.
Siamo ancora nel 1992 e siamo ancora nella città degli Angeli: i Red
Hot Chili Peppers (www.redhotchilipeppers.com)
pubblicano "BloodSugarSexMagik".
La band californiana (Anthony Kiedis è la voce, Flea al
basso, Chad Smith alla batteria e John Frusciante alla
chitarra) sforna un disco pressocché perfetto in cui il rock si sposa
felicemente con il funk e con le sonorità nere degli anni '70. La voce
di Kiedis scivola agile sul sound prodotto dal gruppo, tanto che si
potrebbe quasi gridare al miracolo per come questi quattro ragazzi
bianchi abbiano fatto proprio un suono di matrice nera. Funk, puro e
semplice funk. Molti di voi conoscono quell'album solo per "Under
The Bridge", splendida ballata dedicata a Los Angeles che però
non rispecchia affatto il clima dell'intero disco, che rispetto ai
lavori precedenti si rivela semplicemente maturo, raggiungendo un
perfetto equilibrio tra ritmo e melodia. Sarà sufficiente ascoltare
"Suck My Kiss" per rendersi conto di cosa stiamo parlando. I
primi RHCP erano un gruppo molto diverso da quello che conosciamo oggi,
certo meno interessato ai risultati della classifica e più votato agli
eccessi. Eccessi che nel bene e nel male ne hanno segnato la carriera:
la droga è al centro della 'vicenda' John Frusciante, entrato a far
parte del gruppo dopo la morte per overdose del precedente chitarrista e
'uscito dal gruppo' per lo stesso motivo. Dopo l'uscita di Frusciante la
new entry si chiama Dave Navarro, ex Jane's Addiction. Il frutto della
nuova formazione è "One Hot Minute", un fiasco
tremendo: il suono non è più quello di un tempo, ed il gruppo vive un
duro momento di crisi. Questo fino a quando (nel 1999) Anthony Kiedis e
Flea non decidono finalmente di 'riprendersi' Frusciante, rimettendolo a
nuovo e dando ai RHCP la sicurezza di una volta. "Californication"
è l'album che li riporta in vetta alle classifiche di tutto il mondo,
grazie allo stile, quasi brevettato, dei veri Red Hot. Probabilmente
comunque "Californication" non aggiunge niente di nuovo a
quanto già si sapeva del gruppo, tanto che tutti i singoli estratti
sono diventati praticamente dei veri e propri tormentoni! Nel 2002 è la
volta di "By The Way", e resta ancora meno da
dire...squadra che vince non si cambia, e i RHCP non hanno alcun
interesse a cambiare! E se a loro va bene così...
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