Code Nine and Purpose – Below Sumerian Skies

Voto: 4

Negli anni abbiamo seguito con molta curiosità l’evoluzione del percorso dei Tragic Allies, continuamente invogliati dalla qualità dei dischi pubblicati dalla crew e dai suoi singoli componenti. Da quest’ultimo punto di vista, all’appello mancava solo Code Nine, il più giovane del collettivo nonché figura rimasta spesso in secondo piano, perseverando dalle retrovie nel crearsi il pedigree adatto per l’agognato esordio solista ufficiale, un disco che finalmente si concentra per intero sulla sua persona, sui suoi pensieri, sul suo talento.

“Below Sumerian Skies” è un titolo che riassume coerentemente l’essenza artistica di Code Nine, un mc che si dimostra essere molto propenso all’astratto e le cui barre vanno assimilate cercando di volta in volta le chiavi interpretative delle numerose citazioni riportate, allineando queste al significato del contesto in cui si trovano; un lavoro lirico che delinea in maniera assai criptica importanti tratti del passato di un personaggio la cui adolescenza non dev’essere stata particolarmente gioiosa.

Due genitori alle prese con problemi di alcool e il padre scomparso prematuramente all’interno delle mura di casa sono i principali motivi dell’ingresso del ragazzo in pericolosi circoli di amicizie micro-criminali, in seguito abbandonate giusto in tempo per non lasciarci la pelle di persona. Il bisogno di continuare a mantenersi e di coltivare il proprio talento sono state le fonti di motivazione per forgiare uno stile lirico che si contraddistingue immediatamente per pulizia, fluidità e un timbro vocale molto morbido che non tralascia di esprimere determinazione, il quale si adatta con coerenza alle idee produttive di un Purpose da sempre direzionato verso un boom bap melodico e polveroso.

Code Nine avrà anche lasciato troppo presto i banchi di scuola, ma a giudicare dall’efficacia dei suoi testi deve aver recuperato il tempo perduto per conto proprio. Anni ed anni di allenamento alla ricerca del perfezionamento del suo stile sono sfociati in una notevole capacità di recitare strofe intricate con una fluidità di spessore, il controllo del fiato è ai limiti della perfezione, gli schemi metrici compositi. E’ uno studio dal quale scaturisce uno stile fortemente improntato sull’uso di concetti e vocaboli di non immediata comprensione, facendo dell’esperienza d’ascolto una sfida più impegnativa del solito, creando la giusta dose di curiosità nell’individuare il significato delle numerosissime referenze qui contenute e tra cui trovano ampio spazio similitudini molto accattivanti che racchiudono in un unico, bizzarro insieme personaggi come D.B. Cooper, Hideo Nomo e il Seal Team Six.

<<My blood be burnin’ like Vesuvius in Pompei>>, linea recitata su “Baptized In Hennessy” prima di mischiare l’antica Roma e Napoleone con Alex Ovechkin, dimostra la ricercatezza dei riferimenti, una totale mancanza di ovvietà attestata pure da episodi come “Goose Tatum”, figura comparativa utilizzata dal protagonista per cementare le proprie ambizioni all’interno del Rap game auto-prospettandosi uno status futuro alla pari di una leggenda sportiva poco conosciuta, ambedue casi attraverso i quali Code Nine raggiunge pienamente il proprio traguardo: quello di far mollare l’ascolto passivo per ricercare la logica di ciò che è stato appena detto.

La parte più personale del disco racconta molto, sempre tra le righe, del suo autore. “Laughter & Tears” è una classica produzione nostalgico/malinconica con sample vocale pitchato – un’alchimia utilizzata da Purpose almeno una volta per ciascun disco prodotto – che riassume stati d’animo attraverso opportuni simbolismi (<<we see the sun so distant it’s like we switched planets>>), ricalcando i significati di una “7 Day Loop” dominata da una scomoda sensazione di ristagno morale da spezzare al più presto. “When The Saints Out” chiama a rapporto i tenori di vita medi di Lynn, Massachusets, allacciandoli alla pericolosità delle sue strade e alla necessità di togliersi dai guai prima di sfidare la sorte troppo da vicino, mentre pezzi come “Terra Firma” denotano un atteggiamento più positivo, richiamando alla stabilità evocata dal titolo medesimo e delineando un punto d’arrivo finalmente raggiunto ma pur sempre intermedio, senza dimenticare che occorre perseguire nel duro lavoro affinché un incubo possa mutare in un sogno.

Dal punto di vista musicale, se più indizi fanno una prova allora non dovremmo patire problemi di alcun genere nel sostenere che Purpose possegga un talento tanto cristallino quanto ancora non conosciuto come dovrebbe. Si conferma abilissimo nel prelevare efficaci campioni di stampo melodico come pianoforti, fiati ed archi per abbinarli a sezioni ritmiche private della quantità di alti utile a far emergere quella piacevole sensazione di marcio, è in grado di fornire eleganza e ricchezza di sonorità grazie al saltuario utilizzo di voci femminili e strumentazioni appena percettibili come la chitarra acustica, ci fa personalmente impazzire quando infila sequenze di sample creando loop dannatamente accattivanti. “Staff Of Moses”, ipnosi spezzacollo in salsa Wu, e “Blood Soaked Pages”, posse cut allestita su una linea di basso assassina con i Tragic Allies al gran completo (da qualche tempo ufficialmente comprensivi di Paranom), costituiscono difatti momenti che ascolteremmo centinaia di volte senza mai stancarci, mentre “Forces Of Nature” e “Polar Nights” sono permeate da un maggior minimalismo sonoro che si scontra squisitamente con la muscolatura sfoggiata dalle possenti batterie.

L’opera prima di Code Nine presenta un’elaborazione compositiva alla vecchia maniera, ma non è certo dell’obsoleto boom bap fine a se stesso. Saper fare Hip-Hop è un esercizio artistico che non ha tempo e, se eseguito in maniera consona, può ancora far coesistere la forza della tradizione in un contesto d’attualità. Se era questo l’intento da centrare realizzando “Below Sumerian Skies”, ci pare proprio che l’obiettivo possa dirsi raggiunto.

Tracklist

Code Nine and Purpose – Below Sumerian Skies (Below System Records 2016)

  1. All Cylinders
  2. When The Saints Out
  3. Staff Of Moses
  4. Baptized In Hennessy
  5. Blood Soaked Pages [Feat. Purpose, Paranom and Estee Nack]
  6. 7 Day Loop [Feat. M-Credible]
  7. Clock Tower
  8. Polar Nights
  9. Forces Of Nature
  10. Goose Tatum
  11. Unspoken Of
  12. Laughter & Tears
  13. Well Fed (Energy To Energy)
  14. Terra Firma

Beatz

All tracks produced by Purpose

Scratches

All scratches by Dj Grazzhoppa

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