Busta Rhymes – When Disaster Strikes…

Voto: 3,5

BustaRhymesWDS97500Istrionico. Strabordante. Incontenibile. Esilarante. In una sola parola? Busta Rhymes. Immediatamente riconoscibile ed impossibile da imitare, in tanti gli avevano previsto una gloriosa carriera solista sin dai tempi dei Leaders Of The New School e così sarebbe effettivamente accaduto, come testimoniano una lunga discografia e una lista pressoché infinita di collaborazioni lasciate qua e là (talvolta allacciandosi a nomi più che discutibili, ma tant’è…) in ambito Hip Hop e R’n’B.

La domanda che nasce dall’analisi di “When Disaster Strikes…”, il successore dell’esordio intitolato “The Coming” e nuovo titolo volto al catastrofico, è più o meno la stessa che si potrebbe estendere a tutto il resto dei suoi dischi, o perlomeno quelli che sono rimasti accettabili da ascoltare, considerandone quindi la sola prima parte di carriera. Il quesito riguarda il rapporto tra la capacità di generare la hit istantanea, un’abilità mai posta in discussione perché insita nel personaggio, e la conseguente solidità dello stesso prendendo quale unità di misura un album intero. La risposta ci pare la medesima di tante altre occasioni: Bussa Buss è insuperabile in alcune circostanze, ma sembra accontentarsi di vivacchiare di rendita sulla sua propensione a fagocitare sillabe da vero e proprio fuoriclasse senza curarsi di trovare un’adeguata ricchezza tematica, lasciando largo spazio a un talento devastante che è solo un minimo sfogo a delle potenzialità purtroppo lasciate parzialmente inespresse.

“When Disaster Strikes”, pur essendo per certi versi di notevole fattura, tende a confermare tali impressioni soprattutto a causa della sua disparità qualitativa. Ciò che viene immediatamente in mente è un singolo come “Put Your Hands Where My Eyes Could See”, forse la miglior incisione solista di sempre di Busta, che riduce a brandelli un beat non certo convenzionale per quei tempi cavalcandolo con la stessa facilità di una passeggiata al parco, compone rime multisillabiche al termine di ogni barra mantenendo lo stesso suono per tutta la strofa con una naturalezza stordente, usa un’espressività unica nel suo genere. Rimarchevole è pure la divertente creatività lirica della titletrack, che si avvale di un’ottima produzione di Dj Scratch composta da due differenti toni di piano ed una batteria cicciona, ed è chiaro che versi come <<you will never ever get no wins inside mi casa/we killin all impostors like we kill the cucarachas>> possono sembrare normalissimi se letti così come stanno, ma se enunciati con quella vena comica che solo lui possiede, il tutto prende un valore differente. Busta ha un evidente feeling per la party track, cosa che gli riesce benissimo in passi ben conosciuti come “Turn It Up”, successivamente remixata avvalendosi del tema di “Supercar” e inserita nella ristampa dell’album, ama l’auto-indulgenza come poche altre persone al mondo e gonfia a dismisura l’album di glorificazioni personali e prestazioni dove infila rime ad occhi chiusi per il solo divertimento di mostrare la sua effettiva superiorità, il che non è affatto un male, ma è piuttosto limitante.

Difatti, sarebbe stato interessante trovare qualche pezzo impostato similarmente ai due episodi di “Things We Be Doin’ For Money”, che giocano un po’ con il fare mafioso riuscendo nel contempo a dare un’idea di come Busta (peraltro ben coadiuvato da Rampage) riesca a descrivere delle scene in movimento con grande efficacia, usufruendo peraltro di due dei migliori beat qui presenti. A proposito di produzioni, la parte più apprezzabile del disco è senza dubbio quella che utilizza i crismi del boom bap dell’epoca, bpm non altissimi, belle batterie e prevalenti campioni di piano (è il caso di “The Whole World Lookin’ At Me”, “Get Off My Block” e la posse cut “We Could Take It Outside”, dove Baby Sham e Rah-Digga spiccano sugli altri Flipmode), risulta perlomeno comprensibile l’utilizzo di ritmi più consoni al club per confezionare singoli di successo (“Dangerous”, dove fa rimare Oil of Olay con cabriolet…), pare invece uno spreco l’avvalersi di suoni di esecuzione elementare (“Rhymes Galore”), scontatezze ritrite (“There’s Not A Problem My Squad Can’t Fix” campiona un pezzo che potrete indovinare senza alcuno sforzo) e vere e proprie nefandezze come “The Body Rock”, episodio evidentemente forzato dall’A&R di turno contenente una mezza porcheria di strofa firmata da Puff Daddy in persona. In altre circostanze prevale invece la semplice noia, “Get High Tonight” è il solito inno al fumo che gira su un campione non affascinante di KC & The Sunshine Band, mentre “It’s All Good”, ad alto tasso pornografico e mai edita nella versione americana, è buona giusto per un paio di ascolti, ma se non altro è più apprezzabile di una “One” che, al contrario, suona un po’ troppo politicamente corretta.

“When Disaster Strikes…” sarebbe potuto essere un grande album, perché enormi erano e sono le possibilità del suo attore protagonista, ma a diciotto anni dalla sua uscita non resta che un disco molto buono, una misura che non si addice completamente alla portata di un personaggio irripetibile come Busta Rhymes.

Tracklist

Busta Rhymes – When Disaster Strikes… (Elektra 1997)

  1. Intro
  2. The Whole World Lookin’ At Me
  3. Turn It Up (Remix) Fire It Up
  4. When Disaster Strikes
  5. So Hardcore
  6. Get High Tonight
  7. Turn It Up
  8. Put Your Hands Where My Eyes Could See
  9. It’s All Good
  10. There’s Not A Problem My Squad Can’t Fix [Feat. Jamal]
  11. We Could Take It Outside [Feat. The Flipmode Squad: Rampage, Serious, Spliff Star, Lord Have Mercy, Rah-Digga and Baby Sham]
  12. Rhymes Galore
  13. Things We Be Doin’ For Money Part 1
  14. Things We Be Doin’ For Money Part 2 [Feat. Rampage, Anthony Hamilton and The Chosen Generation]
  15. One [Feat. Erykah Badu]
  16. Dangerous
  17. The Body Rock [Feat. Rampage, Sean “Puffy” Combs and Mase]
  18. Get Off My Block [Feat. Lord Have Mercy]
  19. Outro (Preparation For The Final World Front)

Beatz

  • Busta Rhymes and Dj Scratch: 1
  • Dj Scratch: 2, 4, 6, 11, 18, 19
  • Busta Rhymes with the co-production by Spliff Star: 3
  • The Ummah: 5
  • Busta Rhymes: 7, 10
  • Buddah and Shamello with the co-production by Epitome: 8
  • Latief: 9
  • Rashad Smith: 12, 16
  • Easy Mo Bee: 13
  • 8-Off with the co-production by Clarence Dorsey: 14
  • Rockwilder: 15
  • Sean “Puffy” Combs: 17
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