Beneficence – Basement Chemistry

Voto: 3,5

Beneficence - Basement Chemistry“Basement Chemistry” è il sesto disco ufficiale della carriera di Beneficence, un artista che ha fatto dell’indipendenza il suo rigido credo, restando a debita distanza dai pericolosi meccanismi dell’industria di massa e mettendo da parte i compromessi in favore della genuinità, arrangiandosi secondo quanto le proprie possibilità fornivano, accettandone i limiti ma restando sicuro della propria integrità. E’ un artista non conosciuto come molti altri suoi colleghi che ebbero un ruolo di primo piano durante gli anni d’oro dell’Hip-Hop newyorkese, ma offre credenziali molto rispettate nell’ambiente rimaste salde fino all’attualità, su tutte la duratura affiliazione agli Artifacts e numerosi altri personaggi puntualmente chiamati a partecipare ai suoi dischi.

Da queste considerazioni nascono le principali riflessioni sul giudizio inequivocabilmente positivo di questo nuovo album, nei confronti del quale va tuttavia evidenziato uno sviluppo che asseconda proprio questi stessi criteri, con risultati non sempre di successo. Per quanto non si possa discutere la qualità complessiva dell’operazione, decretandone il successo attraverso una collaudata formula che combina un mc di comprovate abilità liriche e dei beat dal chiaro stampo nostalgico, l’impressione generale è quella di un progetto nel quale ci si limita all’esecuzione del compitino assegnato senza provare ad osare nulla in più: Beneficence pare aver tracciato una linea di sicurezza che raramente intende oltrepassare, rinunciando quasi completamente a proporre qualcosa di davvero differente da un “Concrete Soul” qualunque, rispetto al quale “Basement Chemistry” offre una qualità produttiva complessivamente minore, che appesantisce una scaletta dove presenziano ben diciannove tracce.

Se, difatti, da un lato sono apprezzabilissime le qualità riscontrabili nella pulizia nella dizione, nei legami sillabici tra barre e la soddisfacente prova tecnica, alla lunga distanza emerge la monotonia causata da un’enunciazione spesso inespressiva e da una struttura dei pezzi (strofa/ritornello/strofa) che tende a non variare quasi mai. Pezzi come “Digital Warfare”, che ospita Inspectah Deck su un beat orientaleggiante perfetto per coniugarvi un membro del Wu-Tang Clan, “Masters Of The Class”, che riesuma nientemeno che Chubb Rock, o “Anyway It Goes”, una collaborazione che esce dal classico seminato coinvolgendo la leggenda di Compton Mc Eiht, presi singolarmente sono tutti degli ottimi brani, ma l’idea di fondo è del tutto uguale, atta a formare tutte queste combinazioni tra il protagonista principale ed altri veterani la cui notorietà appartiene a giorni migliori col solo fine di dimostrare di saperci ancora fare, un aspetto che dimostra la poca profondità tematica dell’album.

Gli episodi migliori di “Basement Chemistry” sono difatti quelli dove la pur apprezzabile impronta rétro lascia spazio a pezzi concettuali come la bellissima “When The Sun Comes”, nella quale viene dipinto uno splendido quadro grazie all’apporto del colosso Masta Ace in un testo molto riflessivo, che emana vibrazioni positive inserite in un contesto di ricordi particolarmente difficili, oppure quelli in cui Beneficence mette a disposizione tutta la sua sensibile intelligenza offrendosi come guida per la propria comunità, argomentazione alla base di “Each One Teach One”; buoni risultati giungono poi altresì quando il protagonista principale espone del buon storytelling, mettendosi finalmente alla prova in “Maui Vacation” – seppur con risultati non trascendentali. Per carità, tutta la nostalgia non viene per nuocere e tra le tracce migliori non possiamo esimerci dal citare quella “Make It Hot” dal feeling così nativetonguesiano dove Dres, con la sua inimitabile espressività, sintetizza in poche barre tutta la capacità di mettere assieme concetti metaforici di qualità, nonché una meravigliosa “Smooth Hardcore” che sembra provenire direttamente dai vecchi archivi di K-Def, dove è invece la crew Jazz Spastiks a creare un suono in grado di descrivere concretamente il contrasto indicato dal titolo del pezzo.

“Basement Chemistry” è in ogni caso destinato a piacere a tutte le underground headz che prediligono le sonorità dure della east coast, qui tenute assieme da ben sedici produttori tra i quali spiccano Beatminerz, L’Orange, Dj Spinna e il qualitativamente impeccabile Confidence, la cui “We Doin’ It” spacca letteralmente in due, tutte presenze fondamentali per fornire consistenza tutto sommato soddisfacente a un lavoro che di tanto in tanto inciampa in qualche produzione messa giù in maniera poco creativa. Nonostante i suoi difetti, si tratta di un disco scritto ed interpretato col cuore da un artista raramente fuori dalle righe, possessore di un profilo umile ma capace di ottenere rispetto, un uomo riflessivo che non ha bisogno di imprecare per attirare l’attenzione e che dimostra in ogni circostanza tutto l’amore e la dedizione messi in campo per la sua causa, quella di mantenere l’Hip-Hop credibile e ben radicato nella sua purezza offrendo al contempo un prodotto di qualità; un traguardo che Beneficence riesce a tagliare per l’ennesima volta in carriera.

Tracklist

Beneficence – Basement Chemistry (Ill Adrenaline Records 2016)

  1. Intro
  2. EZ As 1-2
  3. Digital Warfare [Feat. Inspectah Deck]
  4. Anyway It Goes [Feat. MC Eiht]
  5. Wranglers & Asics
  6. Smooth Hardcore [Feat. A.G.]
  7. Vibrate The Streets
  8. Maui Vacation
  9. Against The Grain
  10. Forever More
  11. When The Sun Comes [Feat. Masta Ace]
  12. We Doin’ It (Ghetto Music Rap)
  13. Blast This $hit! [Feat. El Da Sensei]
  14. Each One Teach One [Feat. Estee Nack]
  15. We Got That!
  16. Masters Of The Class [Feat. Chubb Rock]
  17. Manuscripts [Feat. MindsOne]
  18. The Heart
  19. Make It Hot (Jingle Jangle 2.0) [Feat. The Legion and Dres]

Beatz

  • Sam Brown: 1
  • P Original: 2
  • Ben Hedibi: 3
  • KON Sci: 4, 11
  • Confidence: 5, 12, 16
  • Jazz Spastiks: 6
  • Dj Qvali: 7
  • Malik Turner: 8
  • Explizit One: 9
  • 12 Finger Dan: 10
  • Da Beatminerz: 13
  • Dj Spinna: 14
  • Presto: 15
  • L’Orange: 17
  • Astro Vandalist: 18
  • The Legion: 19

Scratch

  • Rob Swift: 3
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