Awon & Phoniks – The Actual Proof

Voto: 3,5

Accade saltuariamente che un determinato disco, seppur realizzato da sconosciuti belli e buoni, riesca a far breccia inserendosi automaticamente nel novero delle uscite maggiormente memorabili di un preciso periodo. Ci pare questo il miglior modo di descrivere l’effetto propagato dall’esordio del duo mc/produttore conosciuto come Awon & Phoniks, “Return To The Golden Era“, un lavoro dalla spiccata sensibilità anni novanta distintosi per la particolare chimica esistente tra i suoi due autori, la profonda onestà nei testi di un Awon spesso alle prese con la ricerca della redenzione dalla vita di malaffare, il saper proporre squisiti suoni accuratamente ricercati da parte di Phoniks, frugando in un vero e proprio patrimonio di Soul e Jazz, un modo di campionare che riporta alla mente un modus operandi in grado di evocare tonnellate di nostalgia, modellato però secondo la propria personalità.

Sebbene la produzione successiva, comprensiva del secondogenito “Knowledge Of Self“, non li abbia aiutati a uscire dalle fanghiglie del semianonimato, rimane il fatto che l’accoppiata abbia segnato profondamente quel duemilatredici vedendo crescere davanti ai propri occhi una piccola ma significativa schiera di affezionati, riconoscenti per l’indubbia qualità di quanto offerto dal menù di questa curiosa intersezione tra Brooklyn, Virginia e Maine. Commisurando il tutto a una dimensione più modesta, visto che non parliamo certo di superstar, realizzare un album del genere comporta in ogni caso un sensibile grado di attesa per le uscite successive e un desiderio di sostenere il prosieguo di un’attività non certo redditizia e che per questo motivo si spera riesca sempre a tirare avanti, ma quanto offerto fino a questo momento dai due – comprendendo le registrazioni esterne con Anti-Lilly, Dephlow e Kamaleon Beats – depone certamente a loro favore.

Chiaro che una delle prime considerazioni da farsi su “The Actual Proof” riguardi la sua natura di prodotto strettamente relazionato al cosiddetto ritorno alla tradizione, il che ne preclude l’interesse di chi ricerca suoni innovativi, una conferma delle scelte che Awon e Phoniks hanno eseguito a monte e della linea artistica che intendono perseguire. E qui, a personale avviso, entra in gioco la significativa bravura del produttore di Portland nel mantenere tutto sommato fresco un comparto sonoro evidentemente sorretto dalle stesse caratteristiche dei lavori precedenti, ma ravvivato da nuove soluzioni grazie all’intuito nell’elaborare di volta in volta il sample giusto e all’abilità nell’estrarre pezzi di quei suoni e sequenziarli nella maniera più stuzzicante possibile, completando l’opera con una fornitura di drum set sempre trattata con un corretto dosaggio di grasso.

In questo quadro, Awon si inserisce quasi in punta di piedi, collaborando in ogni caso al corretto funzionamento del macchinario: il suo non essere appariscente o particolarmente carismatico – in parte per una delivery pressoché inespressiva – è una caratteristica che si sposa adeguatamente con la ricchezza dell’intelaiatura musicale, pensiero questo che nulla vuol togliere a una prestazione dove tutto riesce particolarmente bene pur senza eccellere in particolari settori. Ascoltando la prestazione con attenzione emergono difatti schemi metrici interessanti, spesso costruiti su rime interne piazzate a metà della barra successiva e sulla frequente ricerca di brevi termini assonanti inseriti nella medesima linea, abbinandosi a un’ispirazione argomentativa fortemente alimentata da elementi biografici, esperienze di strada, ambizioni personali e profondità emotiva.

Dall’efficacia della combinazione di tali caratteristiche nascono pezzi assai significativi come “Brutal And Beautiful”, magnificamente assistita da Skyzoo e segnata da un Soul che affianca egregiamente un testo che dimostra l’ennesima fioritura positiva nel mezzo del cemento più duro, oppure momenti quali “Blue Rose 2” e il Jazz in tinta noir di “The Rain”, nei quali Awon e la frequente collaboratrice Tiff The Gift si mostrano particolarmente in agio nel trattare tematiche umorali e riflessive, coinvolgendo simbolismi attorno ai quali costruire il testo (la pioggia, per l’appunto), toccando nel contempo il disagio, il disprezzo e la disparità sociale in egual quantità, per finire con “Time Continuom”, proposta contenente una serie di pensieri generati da un esame della potenziale crescita di una situazione artistica oggi limitata e del ridimensionamento di prospettive più grandi oramai abbandonate dinanzi alla realtà dei fatti.

La solida intesa tra mc e produttore è poi immutata rispetto al passato. Parliamo di soggetti evidentemente lesti nel comprendere reciprocamente l’uno le esigenze dell’altro: quando serve un tappeto musicale delicato, in grado di rappresentare delle immagini proiettate alla felicità nonostante le difficoltà vissute in un rapporto sentimentale, ecco pronto un giro di chitarra che trasmette dolcezza e sensibilità (“Your Reactions”), se la situazione richiede invece una necessaria deviazione dal pur apprezzabile percorso compositivo maestro, si interviene con le dovute virate (il Reggae di “Love Is A Hurting Thing”), in genere, infine, se un elemento ha necessità di spiccare su altri, esiste l’intelligenza di fare il passo indietro quando richiesto, permettendo ad alcune composizioni Jazz (“Crime Stories”, “Reality”) di sbocciare nello splendore della strumentazione campionata.

Margini di crescita ne esistono ancora, lo sosteniamo perché Phoniks – giusto in un paio di situazioni – non riesce a evitare di cadere in una formula tutto sommato predefinita (“Actual Proof” è abbastanza incolore per essere l’introduzione al disco; “How I Feel” ha un sapore già sentito) e quasi tutti i pezzi sono infarciti dagli scratch del pur bravo Dj Fellbaum dando luogo a una struttura forzata e ripetitiva. Così come accade pure che l’efficacia di Awon venga involontariamente cacciata in secondo piano dinanzi alle spettacolari prove tecniche smerciate da qualche ospite, perlomeno a giudicare da come Hex One e Ill Conscious rendano con precisione l’idea di cosa significhi essere “Mad Lethal” al microfono.

The Actual Proof è l’ennesima prova qualitativamente in grado di rinforzare la reputazione di una coppia d’artisti che si sta scavando con successo una propria nicchia all’interno del vasto panorama underground, un altro piccolo passo avanti verso l’obiettivo di tramutarsi in un’entità contraddistinta da un preciso marchio di fabbrica in grado di essere ricordata negli anni. Il vintage, se prodotto con la cura sinora dimostrata, non passa mai di moda.

Tracklist

Awon & Phoniks – The Actual Proof (Don’t Sleep Records 2018)

  1. Actual Proof
  2. Brutal And Beautiful [Feat. Skyzoo]
  3. Clouds [Feat. Anti-Lilly]
  4. Love Is A Hurting Thing
  5. Blue Rose 2 [Feat. Tiff The Gift]
  6. Mad Lethal [Feat. Hex One and Ill Conscious]
  7. The Rain [Feat. Tiff The Gift]
  8. Time Continuom
  9. Crime Stories
  10. How I Feel
  11. Reality
  12. Your Reactions
  13. For Your Love

Beatz

All tracks produced by Phoniks

Scratch

All scratches by Dj Fellbaum

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