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ALIAS - THE OTHER SIDE OF THE LOOKING GLASS
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Reviewed by
Tera
VOTO (da 1 a 5)
:
5
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2002. Uno dei membri fondatori dell'Anticon finalmente esce con il suo primo album solista. Già dalla copertina si capisce che il tipo non è per niente normale (come la maggior parte della scuderia Anticon). Il titolo (l'altro lato dello specchio - la citazione è facile...) preannuncia la sua paranoia e le prime parole dell'intro la confermano: <<I'm composing the soundtrack to my life...>>. Alias è uno che sa il fatto suo, mette assieme batterie sporche e campioni unici in un modo che definire innovativo è poco. In questo modo riesce a creare un'atmosfera surreale che ti entra nella testa e poco a poco ti porta realmente in un'altra dimensione, dall'altra parte dello specchio, appunto, e una volta lì sarà impossibile tornare indietro. "Bejin" è un'introduzione perfetta per l'album, ti attira verso lo specchio, "Watching Water", con la sua atmosfera triste, è il pezzo più allucinante dell'album nonché la porta verso l'altra dimensione, "Getting By" e "Angel Of Solitude" seguono questo genere di sonorità, "Jovial Costume" e "Opus Ashemed" hanno delle batterie indescrivibili, ma unite alle metriche di Dose One e Alias sono semplicemente perfette. "Slow Motion People" già al primo ascolto trasmette tutta una serie di emozioni contrastanti, Alias infatti più che fare Rap sembra in preda a chissà quali allucinazioni (<<I am...trasformed to an outcast to have them laugh...touching...they can't even understand my ways...why? I am...looking...they don't try to hide confusion...laughing...they know not that I laugh at them...why?>>). Inutile segnalare le tracce rimanenti, "The Other Side..." è un album da ascoltare dall'inizio alla fine. |
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TRACK LIST |
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Alias - The Other Side Of The Looking Glass (Anticon 2002)
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| BEATZ |
| All tracks produced by Alias except track #10 by Mayonnaise |
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