TERMANOLOGY - POLITICS AS USUAL

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VOTO
(da 1 a 5)
: 3/3,5

Il suo esordio, "Out The Gate", pur senza attirare a sé tutti i riflettori del Rap business ha comunque ottenuto un considerevole consenso, difficile quindi immaginare che al secondo tentativo Termanology potesse fare un piccolo passo indietro rispetto al primo, difficile, ancora più, vista la sfilza di nomi che compaiono in scaletta. Sulla carta "Politics As Usual" sembra infatti il disco su cui ogni big che si rispetti non voleva proprio mancare, evidentemente le quotazioni dell'mc sono alte e meritano un'adeguata controparte musicale, peccato che il meccanismo fatichi a prendere quota proprio a causa di alcune inaspettate insufficienze. Che vi sembri plausibile o meno, a steccare sono i seguenti signori: Buckwild, Large Professor, Pete Rock, Havoc (tutti e quattro al di sotto del minimo sindacale) e in parte Dj Premier, che se la cava senza troppi sforzi nella stranota "Watch How It Go Down", alza parecchio il tiro in "How We Rock" e ricicla frettolosamente qualche vecchia ideuzza in "So Amazing". Per fortuna (nostra e soprattutto di Term) l'altra metà dei beatmaker coinvolti risponde alla chiamata con maggior vigore, Alchemist va giù duro in "Hood Shit", Hi-Tek ammaestra abbastanza bene un loop ipnotico che sembra uscito dalle macchine di Dj Muggs (e il featuring di Lil' Fame ci sta tutto), Nottz, su cui per la verità riponevo meno fiducia, fa centro in due colpi su tre ("Float", molto bella, e "Drugs, Crime & Gorillaz"), resta invece senza voto Easy Mo Bee, perché il suo beat sfuma inspiegabilmente nei cinquantadue secondi dell'intro. Si procede tra alti e bassi quindi, un po' come accade allo stesso Termanology, che alterna prestazioni eccellenti ad altre complessivamente inferiori. Il rapper, di origini portoricane ma nato e cresciuto a Lawrence (Massachusetts), non manca certo di abilità e tecnica, di conseguenza "Politics As Usual" ci consegna almeno cinque/sei tracce di notevole fattura tra le quali cito a titolo di esempio le mie preferite, ovvero "Float" e "How We Rock". Ciononostante si avverte qualche indecisione di troppo rispetto ai mixtape usciti durante gli ultimi due anni e il sospetto, tutto da verificare, è che Termanology se la cavi meglio in un prodotto cazzaro destinato al mercato underground che in un disco da studio come quello in questione. Per il momento continuiamo però a dargli fiducia, in fondo con un paio di "How We Rock" in più ed un paio di "Sorry I Lied To You" in meno ne veniva fuori un mezzo botto.


TRACK LIST

Termanology - Politics As Usual (Nature Sounds 2008)
  1. It's Time
  2. Watch How It Go Down
  3. Respect My Walk
  4. Hood Shit [Feat. Prodigy]
  5. Float
  6. Please Don't Go
  7. How We Rock [Feat. Bun B]
  8. Drugs, Crime & Gorillaz [Feat. Sheek Louch and Freeway]
  9. In The Streets [Feat. Lil' Fame]
  10. So Amazing
  11. Sorry I Lied To You
  12. We Killin' Ourselves
  13. The Chosen
BEATZ
  • Easy Mo Bee: 1
  • Dj Premier: 2, 7, 10
  • Buckwild: 3
  • The Alchemist: 4
  • Nottz: 5, 6, 8
  • Hi-Tek: 9
  • Large Professor: 11
  • Pete Rock: 12
  • Havoc: 13