NAPPY ROOTS - WATERMELON, CHICKEN & GRITZ

Reviewed by Blema
VOTO
(da 1 a 5) : 2 +

Gli amanti del Southern Rap sicuramente conosceranno questa formazione, che proprio con quest'album ha fatto partire il loro nome dal Kentucky fino a renderlo popolare in Europa. Che cosa si dice in generale dei "rapper del Sud"? Che non hanno né buoni testi, né flow, né beat. E dai, per non essere cattivi diciamo che in qualcosa i Nappy Roots si salvano. Bisogna ammettere che la loro latitanza dal 1998 ha contribuito a farli migliorare, sono più genuini, più all'avanguardia per quanto riguarda le produzioni, soprattutto più patriottici, come tengono a sottolineare nella maggior parte delle tracce. I primi due pezzi, "Hustla" e "Sell It Out", danno un'idea di come i Nappy Roots in quest'album abbiano scelto di reinterpretare il Dirty South, rendendolo più attuale: l'innovazione, il lavoro di rimodernamento di questo stile non particolarmente versatile, è reso evidente e possibile soprattutto grazie ai produttori, che abbandonano un po' le classiche sonorità del sud per spostarsi verso ovest, farcendo i beat di bassi, tastierine con suoni elettronici annessi, riff vari e via dicendo. Non sempre gli mc's traggono vantaggio da questo lavoro però, è il caso per esempio di R. Prophit in "Start It Over", dove pare avere difficoltà con la metrica a causa dell'atipica base, ma questo non è particolarmente grave se paragonato al disastro di "One Forty". Nappy, poteva essere il pezzo migliore del vostro album e invece...? Il beat forse era destinato ad una hit, a qualcosa di ballabile, ritmicamente è veloce e non è neanche male, il testo è bello, profondo, sincero (<<I used to rhyme for free, but now I rhyme for cheese/see it was bound to be, when there's mouths to feed/and there's bills to pay, somethin gotta give way/the way I feel today, I could care less/cuz my mind is made, yeah my hair's a mess...>>), ma è il modo in cui è assemblato il tutto che è decisamente inferiore a ciò che avrebbero potuto ottenere da elementi strutturali così validi! Il singolo è "Aww Naww", ironico, non impegnativo come del resto la maggior parte delle tracce, cito "Country Boyz", "Ballin' On A Budget", "Headz Up", "Slums", "Sholiz": la peculiarità, se così si può definire, dello stile dei Nappy Roots, è il risultare simpatici, spontanei, gente semplice che racconta di sé nel modo più naturale possibile, anche sapendosi prendere in giro (che non è da tutti). Queste sono qualità rispettabilissime in chiunque, ma non sono sufficienti a creare il masterpiece, e in questo caso, nemmeno un album di altissima qualità. Il momento migliore di "Watermelon, Chicken & Gritz" si può individuare in "Po' Folks", dove in realtà R. Prophit, Skinny DeVille e Big V non fanno niente di diverso rispetto ai pezzi sopracitati, ma risulta inaspettatamente essere la traccia più tranquilla, più genuina e gradevole dell'intero album. Fidatevi. Skinny DeVille, R. Prophit, Fish Scales, Big V, B. Stille e Ron Clutch: chi non conosce i Nappy Roots non immaginerebbe mai che sono addirittura in sei; uno dei nei dei Nappy Roots è proprio la difficoltà di riuscire a distinguere un membro dall'altro, come voci e stili sono veramente molto, anzi troppo, simili tra loro. Contro ogni singola aspettativa che avevamo su quest'album, "Watermelon, Chicken & Gritz" risulterà sterile alle orecchie di chi non è un cultore del Southern Rap.


TRACK LIST
Nappy Roots - Watermelon, Chicken & Gritz (Atlantic Records 2002)
  1. Intro
  2. Hustla
  3. Sell It Out
  4. Country Boyz
  5. Ballin' On A Budget
  6. Aww Naww [Feat. Jazze Pha]
  7. Headz Up
  8. Slums
  9. Po' Folks
  10. Start It Over
  11. Blowin' Trees
  12. Sholiz
  13. Life's A Bitch
  14. My Ride
  15. One Forty
  16. Dime, Quarter, Nickel, Penny
  17. Kentucky Mud
  18. The Lounge
  19. Ho Down [Feat. The Bar-Kays]