MUGGS - DUST

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VOTO
(da 1 a 5) : n.g.

Dopo oltre una decade passata a produrre i Cypress Hill, Muggs aveva decisamente bisogno di cambiare. Abbandonata temporaneamente la Columbia (fidata compagna in tutti i dischi provenienti dalla collina ma anche nei due capitoli "Soul Assassins") in favore della meno ingombrante Anti- e libero dalla corpulenta presenza di B-Real e Sen Dog, per la prima volta Lawrence Muggerud ha la possibilità di proporre qualcosa di completamente suo. Non solo: l'artefice di "Insane In The Brain" ed "Illusions" sceglie di allontanarsi quanto più possibile da quell'Hip-Hop che lo ha reso famoso, conservandone solo alcuni aspetti strettamente tecnici come l'uso (elaborato) del campione, la struttura musicale in 4/4 e l'ausilio dei piatti. Spazio quindi alle chitarre di "I Know" e "Cloudy Days", alle crude acidità di "Shadows" e "Blip", alle tonalità femminili di "Morta" e "Believer" (nota di merito per Amy Trujillo, che con la sua morbida voce colleziona ben sei presenze), ma soprattutto agli accostamenti più inaspettati, che a molti potrebbero ricordare gruppi ed ispirazioni distanti anni luce dall'Hip-Hop. Alla scelta funerea del titolo (oltre a polvere, il termine dust indica anche le ceneri dei defunti), riproposta peraltro in diverse tracce ("Morta", "Niente" - rigorosamente in italiano, proprio come alcune frasi recitate in vari punti - "Dead Flowers", "Cloudy Days"), segue un dominio pressoché incontrastato di atmosfere malinconiche, sospese. Quello di Muggs è un album da ascoltare in assoluta solitudine, alla luce velata di una stanza silenziosa: percepirete una personalità fino ad oggi tenuta gelosamente fuori dai palchi. Il passaggio dal cosiddetto Post Rock (definizione tanto vasta quanto inefficace) ad un'elettronica più volte accennata, attraversa "Dust" dal primo all'ultimo brano con risultati sorprendenti. Sebbene la sfida non fosse delle più semplici, Muggs dimostra capacità maggiori di quelle che già sospettavamo, rivoltando come un calzino la propria musica ed uno stile giunto ormai da tempo a piena maturazione. Buone notizie insomma: se Muggs risponde alla inesorabile scomparsa dei Cypress Hill con "Dust" e "Grandmasters" (il progetto partorito assieme a GZA) vuol dire che non c'è proprio nulla da temere.


TRACK LIST
Muggs - Dust (Anti- 2003)
  1. I Know [Feat. Amy Trujillo]
  2. Rain [Feat. Josh Todd]
  3. Niente
  4. Morta [Feat. Amy Trujillo]
  5. Faded [Feat. Josh Todd]
  6. Chasing Shadows
  7. Tears [Feat. Amy Trujillo]
  8. Cloudy Days
  9. Fat City [Feat. Greg Dulli]
  10. Believer [Feat. Amy Trujillo]
  11. Gone For Good [Feat. Everlast]
  12. Blip
  13. Dead Flowers [Feat. Amy Trujillo]
  14. Far Away [Feat. Amy Trujillo]
BEATZ
All tracks produced by Muggs