MICRANOTS - OBELISK MOVEMENTS

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VOTO
(da 1 a 5) : 4

Per chi conosce l'Hip-Hop (da un bel po' di tempo o meno non ha importanza) la dicotomia è sempre stata la stessa: East/West. Forse è arrivato il momento di cominciare ad aggiungere il Sud... Il luogo d'origine rimane Atlanta, ma il suono, a dimostrazione di una sana ed apprezzabile eterogeneità, si rivela lontanissimo da quello dei ben più noti Outkast o Goodie Mob. Kool Akeim ed I Self Devine, questo il duo che risponde al nome Micranots. "Obelisk Movements" è un disco duro come la pietra, sorprendente sotto molti punti di vista, ingenuo in un paio di episodi, coraggioso per tutti i settantaquattro tiratissimi minuti della sua durata. Inizialmente nel catalogo della 3-2-1 Records di Chicago, l'album, anticipato da due singoli, è poi uscito per la Sub Serve, l'etichetta underground dell'ex Company Flow Bigg Jus. Quello dei Micranots è uno stile molto particolare, le produzioni di Kool Akeim sono minimali, ossessive, piuttosto cupe, i loop vagano tra i suoni più disparati strizzando l'occhio a vari generi musicali (Elettronica, Jungle, Blues, perfino degli accenni di Industrial), i beat nella maggior parte dei casi sono delle mazzate colossali, come in "Pitch Black Ark" e "Monuments", gli scratch non mancano e l'utilizzo del sintetizzatore non sfigura affatto. I Self Divine non è certo un personaggio meno interessante, il suo è un flow aggressivo e veloce, un mc senza mezzi termini. Vale la pena chiamare in causa "Culture" (con un eccezionale contrabbasso stonato), <<We dealin' with sound/filling ya crown with immaculate/concepts, classic air max in cortex/vortex, sucking you in/building my fortess, forcefield/forty acres for construct building>>, "Illegal Busyness", pungente critica alla ipocrisia delle politiche anti-droga, <<The illicit hard drug industry is one trillion/annual, you think you want to end this? Fantasy!... The President, Senate subcommittees documented/officials tolerate Contra link drug victims/december '75, the watchtower mission/established a series of three electronic beacons>>, ancora, le esplicite considerazioni sui problemi che destabilizzano le comunità nere americane al loro stesso interno in "The Willie Lynch", le malinconiche "Queen Supreme" ed "Exodus". Ma è nel suo insieme che "Obelisk Movements" riesce ad imporsi come un'uscita discografica lontana dall'ordinario: un album ostico, questo è certo, che richiede più di un ascolto per essere assorbito nella sua completezza, ma che alla fine, ne sono sicuro, saprà mostrare a tutti il proprio valore.


TRACK LIST
Micranots - Obelisk Movements (Sub Serve 2000)
  1. Intro
  2. Pitch Black Ark
  3. Preparations
  4. Culture
  5. Balance [Feat. Budah Tye]
  6. Monuments
  7. Analyze
  8. Illegal Busyness
  9. Queen Supreme
  10. Critical
  11. Visualistic [Feat. Mark Spekt and Stahhr Da Femcee]
  12. M.O.V.E.
  13. Mother's Day
  14. Good Heavens
  15. The Willie Lynch [Feat. Ekundayo, Luz Weed, Maat Ra and Brane Saber]
  16. Iconoclastic
  17. Sun Salutations
  18. Exodus
BEATZ
All tracks produced by Kool Akiem