MASTA KILLA - MADE IN BROOKLYN

Reviewed by FuSo
VOTO
(da 1 a 5)
: 3

Per circa un decennio la fama di Masta Killa è stata legata esclusivamente alle gemme che ha rilasciato con precisione e puntualità maniacali sotto forma di partecipazioni agli album del Wu-Tang Clan. Poi dopo un'attesa snervante è arrivato il suo primo album da solista, e non ha deluso le aspettative. Ora a distanza di meno di due anni (e questa è già una notizia) arriva il suo secondo album intitolato "Made In Brooklyn", per l'attivissima etichetta Nature Sounds. L'uscita era stata anticipata dall'ottimo singolo "Ringing Bells", che rimane uno dei pezzi migliori dell'album. Anche questa è una notizia, ma non buona, perché purtroppo il resto dell'album non risulta pienamente all'altezza. 11 produttori diversi - per lo più sconosciuti - per 13 pezzi non aiutano a dare all'album un'anima, e nonostante la buona vena di Masta Killa e il buon numero di ospitate marchiate W, "Made In Brooklyn" sembra più una raccolta di pezzi che l'album della maturità di un buon mc che cerca la consacrazione. I primi minuti di ascolto dell'album scorrono via nell'incredulità: ti aspetti un pezzo di apertura che ti devasti l'impianto e invece parte una base tranquilla (non male per la verità) con tre bambini che fanno palestra. Cacchio saranno pure i figli di Masta Killa, GZA e Lord Jamar, ma sono sempre bambini (detto tra noi, non si può aprire un album con un pezzo così...)! Per fortuna MK comincia a fare (quasi) sul serio dal pezzo successivo, su una base di MF Doom, che ci sta sempre bene - ma questa è pur sempre una skit. "Brooklyn King" è un altro pezzo che lascia un po' perplessi, più che altro per i versi che produce Masta Killa, ma per fortuna, e questa volta ci siamo sul serio, arriva il pezzo che ti fa saltare sulla sedia, "It's What It Is", con featuring di Raekwon e Ghostface. Sullo stesso livello "Iron God Chamber", con una grande apertura di U-God (da quanto non lo sentivo così in forma!) che su un beat scalmanato di Whyz sovrasta decisamente tutti gli altri. "Pass The Bone (Remix)" è un piccolo gioiellino: l'originale è il pezzo di apertura di "Words From The Genius". Qui Masta Killa ripropone i versi di GZA e di RZA su una base (di tale Jig Sor) che rimane nella testa più di quanto ad un primo ascolto si potrebbe pensare. Tolto qualche altro pezzo del tutto trascurabile, troviamo ottime cose in "Street Corner", pezzo già apparso sulla compila "Think Differently Music" ma con attori diversi, e scusate se è poco, ma un Solomon Childs non vale un GZA. Di "Ringing Bells" ho già detto, e se ci fosse stato qualche altro pezzo con le stesse vibrazioni, non sarebbe stato affatto male. In definitiva i pezzi che colpiscono sono quelli pieni zeppi di featuring e giusto un paio in cui Masta Killa è da solo. E da un personaggio amato come lui dai fan era lecito aspettarsi qualcosa di più di una buona raccolta di pezzi...


TRACK LIST

Masta Killa - Made In Brooklyn (Nature Sounds 2006)

  1. Then And Now
  2. E.N.Y House
  3. Brooklyn King
  4. It's What It Is [Feat. Raekwon & Ghostface Killah]
  5. Nehanda & Cream
  6. Iron God Chamber [Feat. U-God, RZA, Method Man]
  7. Pass The Bone (Remix)
  8. Older Gods Part 2
  9. Let's Get Into Something
  10. Street Corner [Feat. Inspectah Deck & GZA]
  11. Ringing Bells
  12. East M.C.'s [Feat. Victorious, K Born, Free Murder, Killa Sin]
  13. Lovely Lady
BEATZ
  • Chris Conway & Mark Grant: 1
  • MF Doom: 2
  • Dev 1: 3-12
  • P.F. Cuttin: 4
  • Bronze Nazareth: 5-10-11
  • Whyz Ruger: 6
  • Jig Sor: 7
  • Pete Rock: 8
  • Startel: 9
  • Governor Tools: 13