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DJ JAD - MILANO-NEW YORK
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Reviewed by Blema
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Quale beatmaker non ha mai sognato di far cantare i suoi mc's preferiti sulle proprie basi? Bene, Dj Jad è tra quelli che hanno realizzato il proprio sogno. Nel 2005 era uscita una compila, "Back On Track", in cui Jad non lasciava dubbi rispetto al suo orientamento musicale verso artisti molto rappresentativi del mainstream americano (Cassidy, Akon, Eamon, Missy Elliott, Fabolous e Jay-Z, per citarne alcuni); "Milano-New York" tanto per cominciare non è una compilation ma un album, e i nomi che saltano all'occhio non sono certo pochi: Buckshot, Psycho Les, Tony Touch, Krumbshatcha, Smif-n-Wessun, C-Rayz Walz e Keith Murray. Su su, chiudete la bocca. È passato tanto tempo dall'ultimo album Rap degli Articolo ("Xchè sì!") ma Dj Jad non ha certo deposto le armi. I beat presenti in questo disco tendono prevalentemente al dirty south e al reggeaton, sounds che sono diventati celebri negli ultimi anni ma che si allontanano molto dall'impronta tradizionalmente old-school con cui Dj Jad marchiava le sue basi fino a qualche anno fa. La maggior parte dei pezzi sono ballabili e potrebbero tranquillamente essere hit delle charts di MTV ("Crazy In Here", "By My Side", "This Feeling", "Bang To The Boogie"), lo stile è molto commerciale. Il pezzo che fa da pecora nera nell'album è "Vesuvius", con un C-Rayz Walz che si ritrova a rappare sul beat più buffo che gli sia mai capitato (e che scandalizzerebbe quasi certamente i colleghi della Def Jux). Come argomento, C-Rayz sceglie Napoli e quella di parlare dell'Italia è una scelta infelice che purtroppo operano molti dei rappers presenti. Infelice perché nei testi come nei video, non si sente parlare altro che di pizza (peetza), pasta (<<The miusio de la pastah>>), mafia (<<This is Godfather Rap>>), ciao bella e poco altro. Idem nei video, in cui si vede Jad in Vespa che porta una pizza al domicilio di Maya Azucena, lui che scratcha su delle pizze... Questo abbondare di luoghi comuni non è entusiasmante, dà una visione molto limitativa dell'Italia in contraddizione col progetto che ci viene presentato e cioè quello di un musicista Hip-Hop italiano che riesce a collaborare con dei grandi nomi d'oltreoceano. Pezzo interessante è quello che vede la partecipazione dei Cocoa Brovaz, un po' fiacchi nel Rap, però comunque fa piacere sentire qualche loro traccia nuova. Sempre per rimanere in casa Boot Camp, Buckshot fa la sua apparizione nel primo pezzo dell'album ma non convince. Le tracce riuscite sono quelle che hanno più reggae ("Born In The City", "Eyes Open", "Oh Bwoy") dove le basi del Dj nostrano si dimostrano all'altezza del genere. Insomma, Dj Jad non è certo l’ultimo arrivato, su quarant'anni di vita circa la metà dedicati al mondo dell'Hip-Hop; fa effetto notare che quell'uomo che beccavo sempre al TimeOut a comprarsi i vinili, ora collabori con gli autori di questi ultimi. Questo traguardo di Dj Jad fa ben sperare in altri progetti di questo tipo da parte di altri produttori italiani, magari con lavori orecchiabili anche da chi ha un orecchio più allenato a suoni undergound, caratteristica versatile che in "Milano-New York" manca. Dovremmo tuttavia essere fieri che uno dei pionieri italiani del beatmaking, come si usa dire, ce l'ha fatta. |
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TRACK LIST |
Dj Jad - Milano-New York
(Best Sound 2006)
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| BEATZ |
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| SCRATCH |
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