Personalità. E’ sicuramente questa la caratteristica che più di tutte riesce a descrivere la musica degli Outkast. E’ come un pacco a sorpresa: quando compri un album degli Outkast non sai mai quello che stai per ascoltare, perché dentro ci puoi trovare di tutto. Il percorso evolutivo che va dal primo disco alla loro ultima fatica può risultare uniforme solo sotto il punto di vista della sperimentazione, elemento inscindibile della loro musica, ma non certo per lo stile: Soul, Funk, Old School, Electro, Jungle... a volte semplici accenni, altre volte omaggi, altre ancora esplicite rivisitazioni. Le atmosfere cambiano, da un album all’altro come da una traccia alla successiva, così all’interno di uno stesso pezzo (vedi “Humble Mumble”, featuring Erykah Badu); lo stile resta: il flow è eccezionale, i contenuti non mancano, le atmosfere sono superlative...

Dre (Andre Benjamin, Georgia) e Big Boi (Antoine Patton, Savannah - Georgia) si conoscono all’Atlanta’s Tri-City High School e nel ’93 firmano un contratto con la LaFace di Babyface. Il primo singolo è “Player’s Ball”, prodotto dagli Organized Noise di Rico Wade (e qui vi rimando a dare un’ascoltatina ai Goodie Mob...) raggiunge immediatamente il primo posto su Billboard rimanendoci per sei settimane. Lo segue a ruota il primo album, “Southernplayalisticadillacmuzik”: doppio disco di platino! Siamo nel ’94, il cosiddetto Gangsta Rap è praticamente al suo apice e la costa East sta riportando l’Hip-Hop alle sue origini, New York: ma gli Oukast vengono dal sud, fanno parte di un particolare ‘sottogenere’ che solo qualche anno fa poteva ancora sembrare un semplice caso isolato. E probabilmente sarà proprio la questione West/East (e la successiva Pac/B.I.G.) a determinare un interesse comunque ancora solo marginale per il duo di Atlanta, considerato da molti alla stregua di uno dei tanti gruppi underground del momento. Nel ’96 esce “ATLiens”, che finisce direttamente al secondo posto nella classifica di Billboard, mentre il primo singolo estratto, “Elevators (Me & You)”, sarà il disco più programmato dalle radio americane nel luglio dello stesso anno. Il cambiamento (o meglio, il diverso approccio musicale) non è ancora così evidente o estremo, ma gli Outkast già dimostrano comunque una evidente ricerca di qualcosa di proprio, proponendo un suono indubbiamente diverso dalla musica (Hip-Hop e non) che girava nel 1996. E non stupisce quindi che solo due anni dopo con “Aquemini” (che come “ATliens” debutta al secondo posto nella classifica di Billboard) Dre e Big Boi torneranno ad affrontare un percorso diverso dal precedente, finendo in una zona per certi versi ancora inesplorata: incline alla misticità, “Aquemini” riesce a ripetere i fasti degli altri due dischi, mostrando una maturità creativa e stilistica di tutto rispetto. Aquarius + Gemini, questa è la filosofia del terzo disco targato Outkast. I segni zodiacali di Dre e Big Boi che si fondono per diventare un tutt’uno, il completarsi a vicenda, perché è nell’armonia dei due che risiede la forza dell’uno. Tempo altri due anni ed ecco arrivare “Stankonia”, il ritorno al caos, all’inaspettato. La linea dritta tracciata da “Aquemini” viene tranciata di netto, i due ‘dope boyz’ rimescolano (nuovamente) tutte le carte in loro possesso fondendo Hip-Hop, Funk, Soul, Jungle e quant’altro, e facendolo in maniera indiscriminata, senza tralasciare il ‘solito’ omaggio a George Clinton. Certo, non è un album semplice, non permette all’ascoltatore di trovare un termine di paragone che lo associ a qualcosa di ben definito per via dei suoi continui sbalzi: è “Stankonia”, è Outkast, niente di più e niente di meno. Big Boi & Dre Present: Outkast” è il passo successivo, quello del ‘classico’ best-of che riordina con precisione quanto (di buono) fatto fin qui, ripercorrendo la carriera del duo e ‘regalando’ agli insaziabili fan una gradita manciata di remix e b-sides. La svolta più complessa arriva però nel 2003, quando cioè Big Boi ed André 3000 si spingono in una mossa insolita ed ardita: scindere di fatto il gruppo mantenendone però inalterato il nome. “Speakerboxxx/The Love Below” è infatti il quinto disco degli Outkast, ma i due mc’s non si incrociano nemmeno una volta nei due cd: Big Boi si occupa di “Speakerboxxx” aggiungendo un nuovo tassello al Dirthy South di Atlanta, André si spinge verso innumerevoli direzioni (Soul, Jazz, Elettronica, un pizzico di Hip-Hop...) con “The Love Below”. Il risultato è a dir poco spiazzante ed in parte – ammettiamolo – sbilanciato, mentre infatti André si conferma uno show-man irresistibile (avrete tutti presente il video di “Hey Ya!”...) ed un artista di tutto rispetto, Big Boi non si allontana particolarmente dai vecchi fasti rischiando di rimanere un po’ all’ombra del proprio compare. Il successo, comunque, non può far altro che investire in pieno il gruppo ed il fenomeno Outkast diventa praticamente un bene di massa: dai video si passa alla celebrità e da lì, si sa, il salto verso il cinema è piuttosto breve. Questa dunque la prossima mossa largamente annunciata dal gruppo, che dovrebbe legare un nuovo disco ad uno strano progetto cinematografico. Non resta altro che aspettare...

Bra

DISCOGRAFIA

1994: Southernplayalisticadillacmuzik
1996: ATLiens
1998: Aquemini
2000: Stankonia
2001: Big Boi & Dre Present: Outkast
2003: Speakerboxxx/The Love Below

 

SITI SEGNALATI

www.outkast.com

 

TESTI [clicca qui per scaricare il file in formato zip]