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Otis Jackson Jr. nasce ad Oxnard,
40 miglia a nord di Los Angeles, sul finire degli anni '30; nei suoi primi
anni di vita apprende l'arte del Jazz ed una volta cresciuto diventa
subito un grandissimo musicista il cui valore viene tutt'ora ricordato da
appassionati e profani. Fantasia, è ovvio: ma (con qualche piccola
correzione spazio-temporale) poteva anche andare così... Oramai sono anni
che conosco (e convivo con) l'Hip-Hop ed ho potuto osservare con
attenzione un numero piuttosto ampio di artisti, eppure Madlib resta
ancora un caso unico e 'speciale', un punto di riferimento su cui potrei
scommettere ad occhi chiusi. Sperando di non sembrare esagerato e dando
per assodato che sicuramente sono tanti gli esponenti Hip-Hop che dividono
il proprio lavoro in svariati progetti credo di conservare un certo
margine di sicurezza nell'affermare che Madlib è tra i pochi a poter
vantare una presenza tanto larga ed eterogenea all'interno della scena ed
oltre.
Nella
triplice veste di rapper, dj e beatmaker Madlib in poco più di dieci anni
ha partecipato ad un numero impressionante di dischi: in prima persona o
solo in veste di produttore, all'interno di un gruppo, unendo il proprio
nome ad altri o 'moltiplicando' la propria mutevole identità. Procedendo
in maniera ordinata la storia potrebbe cominciare con l'approdo alla Stones
Throw Records sotto lo sguardo attento di un Peanut Butter Wolf
abilissimo nel fiutare l'enorme talento del giovane Jackson. L'esordio dei
Lootpack arriva nel 1993 in "Mary Jane", traccia presente nel
disco degli Alkaholiks "21 And Over". Da qui in poi Madlib
comincia ad essere presente, come produttore, in vari progetti targati
Stones Throw, collabora nuovamente con gli Alkaholiks e lavora ai primi EP
del suo storico gruppo fondato assieme a Wildchild e DJ Romes. Ma
bisogna aspettare fino al 1999 per "Soundpieces: Da
Antidote!", che attira larghi consensi e soddisfa largamente le
attese venutesi a creare nel corso degli anni: i tre infatti confermano
un'ottima unione ed un sound qualitativamente elevato, aggiudicandosi la
collaborazione di Dilated Peoples, Tha Alkaholiks e Defari.
"Soundpieces" è però solo un primo abbozzo della sconvolgente
evoluzione musicale di Madlib, il quale modellerà sempre meglio il
proprio amore per un Jazz 'scuro' sorretto da batterie cariche di rullanti
e percussioni (suo zio era Jon Faddis, trombettista di successo che ha
suonato con Dizzy Gillespie e Charles Mingus). Intanto, sempre nel '99, Quasimoto,
alter ego per eccellenza di Madlib, dopo "Answers" colleziona la
sua seconda apparizione in "My Vinyl Weighs A Ton" (Peanut
Butter Wolf): di lì a un anno la voce nasale di Lord Quas (frutto di una
registrazione messa in battuta ad una velocità superiore di quella
originale) si proporrà nel suo primo disco solista di ben ventiquattro
tracce con risultati impressionanti. Madlib/Quasimoto attinge ancora una
volta a piene mani dal Jazz mostrando, per quanto possibile, una maturità
stilistica maggiore, le rime sono visionarie e concettualmente legate ai
brevi frammenti (strumentali o parlati) che rendono "The
Unseen" un solo caleidoscopico blocco musicale. Nel 2002 esce,
sempre ad opera di Quasimoto, il breve EP "Astronaut", ma
nel frattempo Madlib - che dichiara di passare la maggior parte del suo
tempo in studio - aveva collaborato con Declaime, Epitome, Cali Agents,
427, Medaphoar, aveva prodotto "Remixes EP", un vinile
contenente remix per The Roots, Fat Joe, Gang Starr, Common ed altra gente
di un certo calibro, ma soprattutto aveva dato alla luce la più bizzarra
delle sue creazioni, ovvero Yesterdays New Quintet. Si tratta di un
gruppo Jazz dotato di una certa predisposizione per l'Hip-Hop e composto
da cinque membri...fittizi: in realtà è l'ennesima spersonalizzazione di
Madlib, che suonando da sé vari strumenti a cui sovrapporre la classica
selezione di campioni e batterie da vita ad un moderno quintetto Jazz.
Diverse le uscite in formato EP (più che altro maxi-single) e le
collaborazioni con altri artisti, fino a "Stevie", tributo a
Stevie Wonder concepito nel 2002 in versione promo ma disponibile nei
negozi di dischi solo dal 2004 con l'aggiunta di un'altra traccia
intitolata "That Girl". Yesterdays New Quintet è però solo una
parte dei tantissimi progetti avviati da Madlib tra il 2002 ed il 2004: si
comincia con "Blunted In The Bomb Shelter", una selezione
di pezzi reggae tratti dal catalogo della Trojan Records, poi abbiamo i
rispettivi album solisti di Wildchild ("Secondary Protocol",
prodotto assieme ad Oh No) e Dudley Perkins ("A Lil' Light",
interamente curato da Madlib), assistendo nuovamente ad una gustosa
miscela di Hip-Hop, Jazz e Funk. Segue "Shades Of Blue: Madlib
Invades Blue Note", splendida reinterpretazione di alcuni
classici Jazz editi dalla Blue Note e ripresi attraverso il prelibato
tocco di Otis Jackson, che tra campionature e porzioni suonate ad hoc
riesce a rendere attuali brani di Donald Byrd, Bobby Humphrey ed Herbie
Hancock (tanto per fare tre nomi...). In ordine di tempo arriviamo quindi
alle recenti trasformazioni in Jaylib e Madvillain:
"Champion Sound" è il frutto della magnifica fusione tra Madlib
e Jay Dee (ex Slum Village), i due si alternano nel rappare sulle
produzioni dell'altro in un disco potente ed ironicamente party (beh, alla
loro maniera...), assimilando le rispettive identità tanto da riuscire a
trasmettere al tutto una sola impronta; "Madvillainy" sigla
invece la spettacolare collaborazione tra Madlib (produttore) ed MF Doom
(mc), le due complesse personalità si armonizzano bene tra loro ed il
risultato è un disco eccellente che 'con una sola fava' conferma
definitivamente due talenti straordinari. Abbiamo infine (per il
momento...) "Remixes 2", ovvero il secondo capitolo del remixer
Madlib con un vinile che mette assieme tantissimo materiale, la
partecipazione all'acclamato esordio solista di Vast Aire "Look
Mom...No Hands" ed il 'ritorno alle origini' dei Lootpack, che
in "Lost Tapes" raccolgono un bel po' di tracce più o meno
vecchie. Questa è solo la parte più nota e cospicua del lavoro svolto da
Madlib negli ultimi anni ma è sicuramente un ottimo punto di partenza per
(ri)scoprire uno dei più grandi artisti Hip-Hop di sempre.
<<Just trying to connect
with the old heads and the young heads at once.
But it's not thought out like that. I do the music I want to
hear...>>
Bra |