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Suona il violino, proviene da San Francisco ma ha evidenti origini orientali, è cresciuto ascoltando qualsiasi genere musicale gli passasse sotto tiro: è Dan 'The Automator' Nakamura, uno di quei musicisti a cui la parola produttore, forse, calza un pò strettina. Hip-Hop sì, ma non solo: Nakamura ha largamente dimostrato di poter manipolare (e questo credo sia il termine più corretto) qualsiasi suono, o meglio qualsiasi genere musicale, potendo contare su un'invidiabile esperienza ed un prezioso tocco da Re Mida. Scoprire e conoscere a fondo il curriculum vitae di Dan è come scartocciare freneticamente uno ad uno i regali sotto l'albero: una sorpresa dopo l'altra! "I compose music, but it's more like being a collage artist, taking ideas from anything around me." Dal violino dell'età giovanile Dan passa ad essere un richiestissimo disc-jockey da club. Siamo negli '80 e la musica attraversa un periodo di totale rinnovamento (roseo in alcuni casi, mostruosamente disastroso in altri...), ma il nostro precoce ragazzo dagli occhi a mandorla saprà sfruttare l'occasione a proprio vantaggio, concentrandosi in particolare su selezioni musicali ricercatissime. E' la prima mossa, quella giusta: la diffusione del proprio nome in un nuovo ambiente musicale destinato, nel tempo, a riscattare una meritata posizione di prestigio. "I like all kinds of music, but more importantly, Hip-Hop is not a very experimental medium right now so I just want to be where the new stuff is. If you put me in the studio, you won't end up with 'my sound', because my sound is based on what's going on around the artist."
Primi anni '90: è solo dopo una lunga gavetta nei club che Dan The Automator comincia a produrre con le sue stesse mani i dischi da proporre nelle tante serate passate dietro la consolle. Tra produzioni, collaborazioni e remix potremmo cominciare col citare: Beastie Boys, Herbie Hancock, Depeche Mode, Cibo Matto, Primal Scream, Jon Spencer Blues Explosion, Stereolab... Una lista profondamente eterogenea, che da un lato esprime le sue impressionanti capacità di dedicarsi a qualsiasi genere musicale gli venisse proposto, mentre dall'altro mostra un sensibile interesse verso Nakamura da parte di realtà anche estremamente distanti tra di loro. Eppure già nel lontano 1988 Dan, tagliando e campionando una serie di break-beat ed effetti vari, aveva registrato quello che sarebbe diventato il primo vinile destinato ai DJ per le loro battle... "I made one battle-break record. I thought it was enough..." Ma il primo disco interamente prodotto da Nakamura è "Dr. Octagonecologyst", concepito grazie alla straordinaria unione con l'mc più bizzarro che il pianeta Terra abbia mai conosciuto: Kool Keith, aka Dr. Octagon, aka more&more&more... Siamo solo nel 1996, ma Dan The Automator sembra essere già completamente padrone di uno stile tutto suo, proponendo un magnifico campionario che presto si sarebbe rivelato quale vero e proprio marchio di garanzia: bassi lunghi e profondi, pesanti batterie ricche di rullanti e bpm mediamente contenuti. Discorso infatti comune allo splendido EP "A Better Tomorrow", ancora con la collaborazione di Kool Keith (presente però solo in alcune tracce) ed ancora nel 1996. E non stupiranno a questo punto le ulteriori collaborazioni che intanto - e successivamente - Dan The Automator aveva portato a termine (De La Soul, ma anche Cornershop ed Eels), ma soprattutto la partecipazione ad una compilation estremamente particolare: "Bombay The Hard Way: Guns, Cars & Sitars". Sotto la supervisione della Motel Records, ampiamente specializzata in questo genere di prodotti, Dan assembla ed in parte remixa (parzialmente coadiuvato da un tale DJ Shadow...) brani estrapolati da B-Movie blaxploitation indiani (ed il punto esclamativo è doveroso: !). "A lot of times I go to a Mexican taqueria and the jukebox is playing something terrible, but I hear instruments that I might not think of otherwise."
"A lot of the records I made didn't get discovered till two years after I made them, people thought they were too futuristic! For better or worse, I'm already on to the next thing..." La 75Ark sembra essere l'etichetta giusta per Dan, che fino a qui aveva un pò 'girovagato' per via della sua scarsa adattabilità ai gusti della massa. Rispolverando del materiale precedentemente (ed inspiegabilmente) accantonato, nel 2000 esce la splendida versione estesa di "A Better Tomorrow", ancora una volta impreziosita dalla larga presenza di Kool Keith. Poi è la volta della produzione esecutiva di "Self Preservation", album d'esordio per Encore, già da tempo suo pupillo ed infatti presente in "So...How's Your Girl?". Ma è assieme a Kid Koala e Del The Funky Homosapien che Dan ritorna nuovamente a stupirci: Deltron, ovvero "3030", ovvero mirabili visioni futuristiche egregiamente musicate, graffiate e raccontate. Il trio funziona come il meccanismo di un Rolex: non c'è margine di errore. E' Hip-Hop, niente di più, senza particolari eccessi, è l'inequivocabile ritorno alle origini di Dan The Automator. "I have a certain reverence for the early Hip-Hop, Afrika Bambaata and Grandmaster Flash, but I'm more a fan of the mid-school, "The Show", "Needle To The Groove", "Fresh Is The Word" and Boogie Down Productions. I grew up in a time of programmed beats, bands and sampling. Guys used James Brown and jazz records and Mantronix made futuristic records. Public Enemy was making sonic messes. That's where I come from the idea that you can do anything."
Bra |
| DISCOGRAFIA |
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[Per semplicità non sono di seguito riportate le partecipazioni/collaborazioni ai progetti di altri artisti] Dr. Octagon "Dr.
Octagonecologyst" (1996) |
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