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I Cypress Hill rappresentano una
delle realtà più floride ed imponenti del vasto panorama Hip-Hop, e da
circa dieci anni a questa parte i loro dischi fanno muovere la testolina
dei b-boys di tutto il mondo. Non importa se avete un gusto hardcore,
underground o commerciale, non c’entra un cazzo se preferite questa o
quella costa: i Cypress Hill vengono meno a qualsiasi classificazione,
il loro è real Hip-Hop , e questo è quanto. Possono piacervi o meno,
ma non è questo ciò che conta. Perché loro saranno sempre lì, sulla
vetta della collina, a guardare i cumuli di ossa che giacciono ai loro
piedi. Le ossa di chi è crollato, di chi non ce l’ha fatta a
completare la salita...ed è inutile che vi guardiate attorno, perché
non c’è nessun altro come loro...
Siamo nel 1988, Seven Reyes (Sen Dog) ed il fratello Ulpiano Sergio (Mellow Man Ace) sono due giovani ‘latinos from Cuba’ stabilitisi nel lontano ‘79 a Southgate, un sobborgo della città degli Angeli. I due, assieme all’italo-americano Lawrence Muggerud (DJ Muggs) ed al multietnico Louis Freese (B-Real - in lui c’è un po’ di Messico, un po’ di Cuba, un po’ di Los Angeles...), decidono di fondare il gruppo rap DVX. Mellow prende quasi subito la decisione di uscirne per seguire la strada da solista, ed i tre decidono di ricostituire il gruppo sotto un nuovo nome: Cypress Hill. Alle prime apparizioni come gruppo spalla per vari concerti tenutosi ad L.A. segue un demo, “The Phuncky Feel One”, centrato su un pezzo intitolato “Trigga Happy Nigga”, che in seguito al contratto con la Ruffhouse e la Columbia Records sarebbe diventato “How I Could Just Kill A Man”. Il primo singolo, “The Phuncky Feel One”, uscirà nel ’91, ma sarà la b-side (“How I Could Just Kill A Man” appunto) a determinare l’enorme successo dei Cypress Hill. Al primo posto conquistato nella classifica della WBLS segue l’album, intitolato proprio “Cypress Hill”: 2 milioni di copie vendute! Il gruppo finirà a partecipare al Lollapalooza, mentre Muggs continuerà la propria carriera di dj/produttore al fianco di nomi già affermati (House Of Pain, Funkdoobiest, Beastie Boys...). Nel ’93 esce “Black Sunday”, che debutta al primo posto su Billboard: è un album magnifico, alla voce dei due mc’s si legano le produzioni di Muggs, che propone un sound hardcore, seppure non estremo. Eppure il successo è immediato: “Insane In The Brain” riceve il doppio platino negli U.S.A. e vende 3,5 milioni di copie in tutto il globo. Tra l’altro il gruppo continua a farsi portatore del messaggio di liberalizzazione delle droghe leggere, e non solo nei testi dei propri pezzi: al “Saturday Night Live” Muggs si accende uno spinello mentre i suoi soci rappano “Ain’t Goin’ Out”! Il tour “Soul Assassins” procede con House Of Pain e Funkdoobiest, a cui si uniscono 7 Year Bitch e Rage Against The Machine. Risalgono allo stesso periodo due collaborazioni: una per il film “Judgment Night”, con la hit “I Love You Mary Jane” (assieme ai Sonic Youth), e l’altra assieme ai Pearl Jam con “Real Thing”. L’anno successivo tocca al tour inglese, di nuovo il Lollapalooza, ed il “Summer’s Woodstock”, in cui viene presentato il nuovo membro Eric Bobo, ex-percussionista dei Beastie Boys e figlio di Willie Bobo. Contemporaneamente esce il singolo “I Wanna Get High”, i cui proventi sarebbero andati alla N.O.R.M.L. (National Organization to Reform Marijuana Laws). Arriviamo al ’95, è la volta di “III (Temples Of Boom)”, che grazie all’1,5 milioni di copie vendute negli U.S.A. regalerà un nuovo platino ai Cypress Hill: suoni ancora più cupi, rime serrate e precise, ed ancora una volta l’argomento legalizzazione a fare da sfondo a tutto il disco. Seguirà un tour assieme alla band degli SX-10, benedetta dal talento di Sen Dog. Nel 1996 gli spettacoli live proseguiranno con lo “Smoking Grooves Tour” assieme ai Pharcyde, Ziggy Marley, Fugees, Busta Rhymes ed A Tribe Called Quest. Nello stesso anno uscirà inoltre l’ep “Unreleased & Revamped”: 9 tracce tra remix inediti e b-side. Il 1997 è un periodo di progetti solisti: Muggs con “Muggs Presents...The Soul Assassins Chapter 1”, assieme a Dr. Dre, KRS-One, Mobb Deep, GZA e molti altri; B-Real prima con Busta Rhymes, Coolio, LL Cool J e Method Man per “Hit Em High” (dalla colonna sonora di “Space Jam”, e sarà disco di platino!), poi con Dr. Dre, Nas e KRS-One per “East Coast Killer, West Coast Killer”, e successivamente con due rappers latini, Duke e Jacken, per “The Psycho Realm”. Sen Dog invece aspetterà il 1998 per continuare la propria commistione col metal assieme agli SX-10. Lo stesso anno uscirà “IV”, essenziale punto di svolta del gruppo che segnerà significative varianti: innanzitutto la presenza direttamente su un loro album di tracce miste a Rock, e contemporaneamente una sostanziale evoluzione stilistica, grazie ad un suono in parte più aperto e fresco, dimostrando la versatilità di Muggs nel proporre tappeti diversi tra loro ma comunque omogenei. Seguirà ancora una volta la partecipazione allo “Smoking Grooves Tour”, questa volta assieme a Wyclef Jean And The Refugee Allstars, Gang Starr e Canibus. Nel 1999 i Cypress Hill riescono a realizzare un progetto vecchio quasi quanto il gruppo: un album interamente rappato in spagnolo. “Los Grandes Éxitos En Español” conterrà vari successi del gruppo riadattati a quella che può essere considerata la loro vera lingua madre. Il 2000 sarà la volta del nuovo (doppio) album, “Skull & Bones”: 11 tracce Hip-Hop e 6 miste a Punk, Metal e Rock, l’attesa evoluzione ad un Crossover né eccessivo, né tantomeno commerciale. Già storica ormai la ‘sfida’ tra la KROQ-FM, che già prima dell’uscita di “Skull & Bones” proponeva “(Rock) Superstar” come la migliore traccia del cd, e KKBT e Power 106, che grazie a Funkmaster Flex e Stretch Armstrong cercavano di dimostrare il contrario, facendo debuttare “(Rap) Superstar” su Hot 97. Nello stesso anno esce anche "Live At Fillmore": il disco presenta per la prima volta le straordinarie performance live del gruppo, accompagnato sul palco dagli immancabili Zambrano, Fleener e Mercurio; con riferimento allo stesso tour esce a ruota "Still Smokin' DVD", completo video-resoconto dei concerti datati 2001. Anticipato da un singolo esplosivo ("Trouble"), il 4 dicembre 2001 è poi la volta di "Stoned Raiders": l'album (15 tracce, circa un'ora di musica) presenta una sapiente fusione tra Rock ed Hip-Hop, la giusta evoluzione dell'esperimento "Skull & Bones". La formazione mantiene perfettamente intatto il proprio carisma aggiungendo al tutto l'energia di Lozano, Bobo, Zambrano e Sims, oltre ad alcune collaborazioni particolarmente riuscite: Kurupt in "Kronologik" e soprattutto la premiata ditta Method Man & Redman in "Red, Meth & B". Non sorprende particolarmente che a meno di un anno di distanza da "Stoned Raiders" il teschio torni a far capolino negli scaffali di tutti i negozi di dischi con un nuovo EP, "Stash: This Is The Remix". Si tratta di una breve raccolta di remix ad opera di Muggs, Fredwreck, Tony Morello ed Alchemist, i quali ripropongono in una nuova veste sei successi consolidati del trio, tra cui "Illusions" e "Latin Lingo". Piccola pausa in attesa del nuovo album ed ecco spuntare quasi a sorpresa un nuovo disco di Muggs: "Dust". La sorpresa si fa ancora più grande quando ci si rende conto che questo piccolo gioiellino non ha niente a che vedere né con i Cypress Hill né con i due precedenti volumi di "The Soul Assassins": chitarre, suoni distorti e filtrati, splendidi cantati ed una lieve malinconia di fondo, "Dust" è sicuramente un capitolo a sé stante della produzione di Muggs, il quale sembra essere fortemente deciso ad esplorare territori finora trascurati, o forse solo sopiti, del proprio estro musicale. A questo punto ci si aspetterebbe ragionevolmente un po’ di tutto, ed infatti ecco arrivare “Till Death Do Us Part” a rimescolare nuovamente le carte in tavola: anticipato saggiamente da “What’s Your Number?” - che riesce a conquistare senza troppe difficoltà radio e tv satellitari - il nuovo album dei Cypress Hill si presenta privo delle incursioni Metal che avevano contraddistinto gli ultimi due LP del gruppo (diventandone quasi una caratteristica ovvia) e sposta la propria attenzione verso sonorità Reggae e Dance Hall. La scelta probabilmente ripaga bene le attese del gruppo in quanto a copie vendute, ma non convince del tutto i fans, specie quelli di vecchia data speranzosi ancora in un ritorno alle tinte grasse e cupe dei loro primi quattro LP. Di sicuro, comunque, la storia non finisce qui... Bra |
| DISCOGRAFIA |
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- Cypress Hill: |
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