A TRIBE CALLED QUEST - PEOPLE'S INSTINCTIVE TRAVELS AND THE PATHS OF RHYTHM

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VOTO
(da 1 a 5) : 5 +

Parlare degli A Tribe Called Quest, oltre che un onore, vuol dire raccontare una fetta importantissima della storiografia Hip-Hop: Q-Tip, Phife Dawg ed Ali Shaheed Muhammed ne hanno scritto infatti una pagina indimenticabile, assumendo un ruolo cardine nel complesso passaggio tra vecchia e nuova scuola. E l'impossibilità di tirare fuori dal cilindro alcun dubbio sulla loro musica è ancora più evidente oggi, quasi quindici anni dopo il loro esordio, grazie a quei tantissimi artisti che, a mio avviso, in un modo o nell'altro hanno raccolto l'eredità degli ATCQ alimentando ininterrottamente il mercato discografico black con prodotti di altissima qualità: Common, Talib Kweli, Blackalicious, The Roots, Jurassic5...mi rendo conto che i nomi da fare sarebbero troppi forse, ciò che importa però è riconoscere con chiarezza l'insegnamento che gli ATCQ hanno lasciato alla libera interpretazione di quanti a venire. Il gruppo, proveniente dal Queens, nasce nel 1988 (i tre si conoscono perché frequentano la stessa scuola superiore), il debutto risale all'anno successivo con "Description Of A Fool" cui segue a breve distanza "People's Instinctive Travels...": si tratta di un sound complesso ed assolutamente innovativo che ha ben poco a che vedere con i propri "contemporanei" (tra i pochi nomi che gli si potrebbero accostare ci sono De La Soul, Digable Planets e The Pharcyde). Con un'attitudine per certi versi astratta gli ATCQ mettono assieme campioni inusuali (il chitarrone di Lou Reed per "Walk On The Wild Side" in "Can I Kick It?", l'intro di "All You Need Is Love" dei Beatles che ci consegna su un piatto d'argento "Luck Of Lucien") e rime particolarmente curate, tecnicamente molto avanti se consideriamo gli standard qualitativi dell'epoca ancora un po' legnosi. Il successo infatti non tardò ad arrivare, vendendo in breve oltre 500.000 copie e gettando le migliori premesse possibili per "The Low End Theory", il secondo disco uscito ad un solo anno di distanza dal precedente. "People's Instinctive Travels..." è tra quanto di meglio si sia ascoltato in quel periodo, è un precursore che rappresenta bene una fase in cui l'Hip-Hop era indubbiamente più spensierato e spontaneo di oggi: "Push It Along", "Luck Of Lucien", la spagnoleggiante "I Left My Wallet In El Segundo", "Bonita Applebum" (stesso campione usato dai Fugees per "Killing Me Softly"), "Youthful Expression" (ragazzi che base!!) e di seguito tutte le altre sono tracce che ognuno di voi dovrebbe conoscere. Nonostante siano passati un bel po' di anni posso assicurarvi che "People's Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm" si lascia ascoltare ancora senza alcuna difficoltà, secondo la solita convinzione tra l'altro che per capire dove si è arrivati è sempre necessario sapere da dove si è partiti...riassumendo tutto in una sola parola: un Classico!


TRACK LIST
A Tribe Called Quest - People's Instinctive Travels And The Paths Of Rhythm (Jive 1990)
  1. Push It Along
  2. Luck Of Lucien
  3. After Hours
  4. Footprints
  5. I Left My Wallet In El Segundo
  6. Public Enemy
  7. Bonita Applebum
  8. Can I Kick It?
  9. Youthful Expression
  10. Rhythm (Devoted To The Art Of Moving Butts)
  11. Mr. Muhammad
  12. Ham 'N' Eggs
  13. Go Ahead In The Rain
  14. Description Of A Fool
BEATZ
All tracks produced by A Tribe Called Quest