7L & Esoteric – The Soul Purpose

Voto: 4 +

Agli albori del nuovo secolo – e ve lo confidiamo con estrema franchezza – eravamo giunti al classico tanto così dal perdere completamente le speranze verso il nostro amato Hip-Hop. Pur essendo consapevoli che tutto doveva evolvere e che non ci si poteva bloccare a vita su artisti storici ma oramai non più incisivi, si era in ogni caso sopita ben presto la personale curiosità esplorativa verso le pompose nuove direzioni intraprese dal genere, smarritosi nell’aspetto fruttifero della faccenda. Fortunatamente, tra gli artisti stessi c’era chi si era già stufato di assistere al successo del triumvirato bikini/champagne/denari, spinta che avrebbe portato alla realizzazione di quelle che oggi sono opere essenziali del rinascimento underground, un panorama all’interno del quale l’attiva scena di Boston si preparava, grazie anche all’avvento di tecnologie più adatte alla facilità di comunicazione e auto-promozione, a una piena eruzione di talento che l’avrebbe in seguito definitivamente staccata dall’ingombrante ombra della Grande Mela.

E’ esattamente questa la cornice all’interno della quale George Andrinopoulos e Seamus Ryan cominciano a costruire la realtà del loro sogno on wax. Partendo dalla loro prima stretta di mano, risalente al 1993 dopo aver reciprocamente gradito i rispettivi gusti musicali grazie al lavoro comune di dee jay, inizia una lunga gavetta che sfocia nel progetto God Complex (la prima incarnazione del gruppo, assieme a Karma) e prosegue con la susseguente riduzione a duo e il cambio di nome nel più immediato 7L & Esoteric, dando alle stampe “Speaking Real Words The EP” a una distanza di ben sei anni dal primo momento in cui le strade dei due si erano originariamente incrociate. Lo spirito ribelle dell’Hip-Hop aveva momentaneamente accantonato l’azione di rivolta verso nemici esterni come la politica o l’ingiustizia, volgendo molte delle sue attenzioni al contrasto di quei nuovi rami stilistici che per i difensori del talento e del purismo andavano immediatamente tagliati via.

Ricordiamo “The Soul Purpose” come un’opera tutt’oggi affascinante come lo era sedici anni fa, dotata di una curiosa particolarità: non offriva nulla in più della consueta combinazione di battle Rap e basi possenti/essenziali – quindi, una semplice estensione del precedente EP – senza offrire sostanziali novità; ma, allo stesso tempo, andava a soddisfare la grande sete dei delusi dalle circostanze, gli stessi che potevano ora permettersi di respirare una gran boccata d’aria fresca e restare rassicurati dal fatto che la scena underground non stava affatto morendo sotto i colpi delle major: si stava semplicemente preparando a rinascere dalle sue stesse ceneri.

L’operato del duo di Boston non reinventa un genere e non ne ha mai avanzato la pretesa, ma fa parte di una ristretta schiera di dischi ad alto contenuto di passi memorabili, permessi dal – pur acerbo, ma concreto – talento lirico di un Esoteric altamente motivato e da un’ossatura ritmica votata alla tradizione del boom-bap, un conglomerato granitico che andava a esaltare il sorprendente contributo produttivo fornito da 7L e dalla crew Vinyl Reanimators (Sean C, Dj Shame e Joe Mansfield, quest’ultimo ideatore del suono di “Life Of A Kid In The Ghetto” e quindi pioniere della scena locale), ottenendo un risultato che ci porta ancora oggi a rispolverare con entusiasmo la nostra copia in CD targata Direct Records.

Le sensazioni entusiastiche di allora propagano i loro benefici effetti nell’attualità con immutata scioltezza. Ogni qualvolta Count Bass D termina la sua introduzione è impossibile rimanere inermi dinanzi alla rocciosità di “Verbal Assault”, che raccoglie le principali ispirazioni del duo (Premier nello stile produttivo, Rakim nel processo creativo di scrittura, Kool G Rap nelle sequenze di rime multisillabiche) riversandole sulla batteria pesa, sull’efficacia di un sample semplice ma infettivo, sull’abile allaccio di assonanze e rime interne, un gancio che mette in chiaro una cosa o due nei confronti dei fakers. Nemmeno il tempo di riprendersi ed ecco esplodere “Operating Correctly”, i suoi colpi di basso entrano in gioco come letali graffi leonini, la strumentale estratta dal Jazz di John Scott e leggermente accelerata è roba da crisi mistica, gli scambi tra Esoteric e Mr. Lif mostrano un’ottima intesa confezionando battle rhymes a getto costante e trovando ottimi compromessi tra la concretezza del primo e lo stile figurativo/evocativo del secondo (<<If the sun dies out I’ll write by Saturn’s lantern/searchin’ for the truth in caverns/a physical man fightin’ phantoms/sinkin’ in the ocean by leagues and fathoms>>), dando vita a un sacro pezzo da novanta.

E’ altresì d’obbligo ricordare la perenne freschezza di “Mic Mastery” e di quegli archi cinematografici così minacciosi, con Esoteric pronto a smontare chiunque e quel ritornello scratchato (“So Whatcha Sayin'” degli EPMD) così perfetto per inserirsi nel contesto; memorabile è l’assembramento di forze generato da “Public Execution”, con il protagonista a unirsi a due personalità allora giovani ma già pronte a devastare come Apathy e Reks; di sicuro effetto headnod è una “Speaking Real Words” dotata di un beat che colpisce a suon di scratch e trombe e vede Esoteric misurarsi adeguatamente con un Deck onestamente sottotono; “First Letter” è un ottimo spunto creativo che prende la prima lettera di ogni barra per comporre una frase nascosta, prima di lasciare spazio alla titletrack e al suo gradevole motivetto portante, che rimarcano una volta di più i veri presupposti dell’Hip-Hop.

L’esigenza battagliera si placa giusto il tempo di prendersi un paio di divagazioni, esponendo una buona capacità nel generare una storia (non a caso uno dei requisiti minimi di quell’Hip-Hop anni ottanta omaggiato da “My Rhyme”), pur dovendo fare i conti con una dizione imperfetta e uno sviluppo della narrazione da migliorare, ambedue aspetti nei quali Eso avrebbe poi mostrato i necessari progressi. “Jealous Over Nothing”, efficacemente costruita su un intreccio tra flauto e chitarra a effetto wah-wah, poteva anche divertire le prime volte ma vi pesa l’assenza di un finale coerente al resto del racconto, così come l’orchestrale “Guest List” mostra sicura presenza di idee ma vede mancare elementi fortemente caratterizzanti per creare una vera e propria scena in movimento attorno al fulcro del suo argomento. “Think Back” dimostra invece un adeguato sviluppo delle potenzialità liriche, coniugando ricordi emotivi e dettagli strettamente locali legando il tutto alle origini della propria infatuazione per la Cultura, per di più su un melodico loop di piano adatto a fornire il giusto sapore nostalgico al pezzo.

Non si tratta di un disco perfetto, è vero, ma quando inciampa non lo fa nemmeno in maniera grave (“You Know The Concept” e “Play It Cool”, ad esempio, non offrono beat all’altezza dello standard qui proposto e reiterano quel tantino di troppo le argomentazioni: nulla di disastroso…); in retrospettiva, “The Soul Purpose” mantiene dunque intatta la propria capacità di fornire costante energia lirica e freschezza produttiva, un traguardo non esattamente semplice da centrare proponendo una scaletta così lunga. Non sarà un classico nel senso stretto del termine, ma nelle nostre idee rimane un punto fermo in grado di dare un tangibile contributo nel segnare un’epoca che ha riaperto una grande breccia nel cuore dei b-boys: per questo, quando lo scorgiamo tra gli scaffali, gli concediamo sempre un occhio di riguardo.

Tracklist

7L & Esoteric – The Soul Purpose (Direct Records 2001)

  1. Dwight Spits Intro [Feat. Count Bass D]
  2. Verbal Assault
  3. Terror To Your Ear
  4. Operating Correctly [Feat. Mr. Lif]
  5. Call Me E.S.
  6. My Rhyme Pt. II
  7. Jealous Over Nothing
  8. Chain Reaction [Feat. Vinnie Paz]
  9. Think Back
  10. Interlude – Terra What?
  11. Mic Mastery
  12. Public Execution [Feat. Reks and Apathy]
  13. You Know The Concept
  14. Speaking Real Words [Feat. Inspectah Deck]
  15. First Letter
  16. The Soul Purpose
  17. Rep The Hardest [Feat. Karma]
  18. Play It Cool
  19. Guest List
  20. State Of The Art [Feat. Akrobatik, Cadence and Checkmark]

Beatz

  • Vinyl Reanimators: 2, 3, 5, 8, 11, 13, 14
  • 7L: 4, 9, 12, 15, 17, 18
  • Joc Max: 7
  • Dj Spinna: 16
  • The ARE: 19
  • Raw Produce: 20

Scratch

All scratches by 7L except on track #16 by 7L and Dj Spinna

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