13 Bastardi – Persi nella giungla

L’esordio risale ad un bel po’ di anni fa, “Troppo………….l’EP” esce nel 1998 e l’attesa per un disco dalla durata più estesa prende subito forma, dato che la crew partenopea mostra un personalissimo approccio al Rap, tale da accogliere notevoli consensi all’interno della scena. A parte qualche lieve incertezza, di cui comunque daremo nota nel corso della recensione, “Persi nella giungla” è esattamente ciò che ci si poteva aspettare dai 13 Bastardi: un album semplice, diretto e spontaneo. Ovviamente, il punto di partenza è Napoli, ovvero una città che ha sempre offerto una propria chiave di lettura dell’Hip-Hop; “Persi nella giungla” è quindi anzitutto la rappresentazione (un po’ teatrale, com’è appunto da sempre nella tradizione cittadina) di una realtà strettamente legata ad espressioni dialettali, abitudini, storie di quartiere e situazioni di disagio. E se Napoli rimane il centro, sì, i Bastardi riescono comunque ad allargare notevolmente gli orizzonti del proprio disco, “Persi nella giungla” suona infatti molto più italiano di alcune produzioni portate a termine da altri esponenti del golfo, ed è un gran bene: a mio avviso, la cosa non era riuscita ad esempio a La Famiglia in “Quarantunesimoparallelo”, asfissiato da una sovrabbondanza di mandolini e cantati di stampo neomelodico, per non parlare del discutibilissimo tentativo di riproporre in chiave Hip-Hop “Malafemmena” nell’omonimo EP ad opera di Lucariello (ex Clan Vesuvio).

Paura e compagni vanno invece dritti dritti per la loro strada, offrendo all’ascoltatore una valanga di rime che spaziano in molteplici direzioni: si passa dalla bella apertura reggaeggiante della titletrack all’esilarante cazzeggio di “Ma che ne so”, assieme all’immancabile Gruff, dalla precisa sintesi di “Napoli” (se ci siete stati almeno una volta nella vostra vita ne riconoscerete subito le varie immagini descritte) all’esplicita “M’agg rutt o cazz”, passando per “La voce”, che avrei visto bene anche per un eventuale passaggio radiofonico, “Pà rrobb”, che affronta con originalità un argomento spinoso (molto bello il ritornello: <<Pa’ rrobb, pa’ rrobb s’ arrobb/pa’ rrobb se fann e scipp/pa’ rrobb se mettono e mane/dint’ a borsa e na mamma/pe verè e apparà na cosa e spicc’>> – non ve lo traduco perché perderebbe di efficacia), “Nun è dett”, classico pezzo da battaglia, e la più scanzonata “Rema rema”; probabilmente, qualche ingenuità lirica la si potrebbe trovare invece in “Senza offesa”. Come noto, il Rap è per buona parte in dialetto, il che forse rende “Persi nella giungla” poco appetibile al resto dello stivale; a mio avviso, però, ciò non toglie interesse al disco, richiede semmai un’attenzione più accurata (anche se a tanti alcuni giochi di parole resteranno in parte incomprensibili – ed è un peccato).

Gli mc’s sono otto (Callister, Paura, Domasan, Ekspo, Svez, Castì, Zin, Joz), ognuno con caratteristiche proprie e sfumature piuttosto evidenti, senza fare un’ingiusta graduatoria diciamo che qualcuno si fa notare particolarmente, anche se il livello è tondo proprio nel suo complesso: ciò che funziona perfettamente è infatti l’unione tra le differenti voci e gli incastri con cui queste vanno a legarsi, merito anche di un flow molto scorrevole che accomuna tutti i membri della crew. La produzione musicale è interamente affidata a Vinch, ex Possessione, il quale offre diverse atmosfere mantenendo però un’attenzione particolare verso il Funk più minimale (compaiono poi Alien Dee in un impeccabile beat-box e Tay One in una strepitosa session di turntablism); il risultato è positivo, nonostante una manciata di beat un po’ legnosi (è il caso di “Jamm”).

Di recente si è fatto un gran parlare a proposito dei Club Dogo, senza voler nulla togliere al gruppo milanese e tenuto conto che ogni uscita suona alla propria maniera, credo che i Bastardi non abbiano nulla da invidiare a Fame ed Il Guercio, al contrario è proprio assieme a “Mi fist” e pochi altri titoli che “Persi nella giungla” contribuisce a dare una sonora scossa all’Hip-Hop italiano dopo un periodo di profonda stasi.

Tracklist

13 Bastardi – Persi nella giungla (Jet Pilder 2003)

  1. Persi nella giungla
  2. Napoli
  3. La voce [Feat. Nunzia e Angelo Pardi]
  4. Pa’ rrobb
  5. A guerr pe’ sord
  6. Solo nomi
  7. Ultra skit [Feat. Ultra 301]
  8. Nun è dett
  9. Beat-box con la pala [Alien Dee]
  10. Ma che ne so
  11. Le porte di nova city
  12. Jamm
  13. M’agg rutt o cazz
  14. Demoni
  15. Senza offesa
  16. Rema rema

Beatz

Tutte le produzioni di Vinch eccetto per le tracce #9 di Alien Dee ed #11 di Dj Tay One

Scratch

  • Dj 2Phast: 1, 8
  • Dj Gruff e Dj 2Phast: 10
  • Dj Tay One: 11

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